La dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico (in inglese very low-calorie ketogenic diet, VLCKD) è un protocollo di nutrizione clinica caratterizzato da una marcata restrizione energetica, generalmente compresa tra 500 e 800 kcal al giorno, associata a una significativa riduzione dell’apporto di carboidrati, finalizzata all’induzione della chetosi nutrizionale.

In questo stato metabolico il fegato aumenta la produzione di corpi chetonici, in particolare beta-idrossibutirrato, acetoacetato e acetone, che vengono utilizzati come substrati energetici alternativi al glucosio da diversi tessuti extraepatici, tra cui sistema nervoso centrale, muscolo scheletrico e cuore.

La VLCKD è utilizzata principalmente nel trattamento dell’obesità e delle relative comorbilità metaboliche, nell’ambito di programmi strutturati e sotto supervisione medica.

Nella letteratura recente è stata proposta la denominazione Very Low-Energy Ketogenic Therapy (VLEKT), con l’obiettivo di ridurre l’ambiguità dell’acronimo VLCKD, in cui la lettera C può riferirsi sia a calorie sia a carbohydrates.

Caratteristiche nutrizionali Secondo i principali documenti di consenso, la VLCKD presenta generalmente le seguenti caratteristiche:

apporto energetico di circa 500-800 kcal/die; apporto di carboidrati inferiore a 50 g/die; apporto proteico di circa 1-1,5 g/kg di peso ideale; apporto lipidico generalmente contenuto e variabile in funzione della fase del protocollo; integrazione di vitamine, minerali ed elettroliti.

L’apporto proteico relativamente elevato, rapportato al peso ideale, ha la funzione di preservare la massa magra durante la restrizione calorica.

Meccanismo metabolico La riduzione dell’apporto di carboidrati determina una diminuzione della secrezione di insulina e un aumento della lipolisi nel tessuto adiposo. Gli acidi grassi liberati vengono utilizzati dal fegato per la produzione di corpi chetonici.

I corpi chetonici, oltre a rappresentare una fonte energetica alternativa, svolgono anche un ruolo di segnalazione metabolica, influenzando pathway cellulari coinvolti nello stress ossidativo, nell’infiammazione e nella regolazione del metabolismo energetico.

È stata inoltre descritta una possibile riduzione dell’appetito associata alla chetosi, mediata da modificazioni ormonali e neuroendocrine.

Struttura del protocollo I protocolli VLCKD sono generalmente articolati in più fasi consecutive:

fase attiva o chetogenica, caratterizzata da forte restrizione calorica e mantenimento della chetosi; fase di reintroduzione, con progressiva reintroduzione dei carboidrati e aumento dell’apporto calorico; fase di mantenimento, orientata alla stabilizzazione del peso corporeo e alla prevenzione del recupero ponderale.

La fase attiva può prevedere l’utilizzo di prodotti proteici formulati associati ad alimenti naturali selezionati.

Indicazioni Secondo i documenti di consenso europei e italiani, la VLCKD può essere utilizzata, sotto supervisione medica, nei seguenti contesti:

obesità severa; preparazione alla chirurgia bariatrica; obesità associata a diabete mellito di tipo 2; sindrome metabolica; steatosi epatica non alcolica; ipertensione arteriosa; ipertrigliceridemia; obesità sarcopenica; sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

Controindicazioni Tra le principali controindicazioni o condizioni che richiedono cautela:

diabete mellito di tipo 1; gravidanza e allattamento; insufficienza renale o epatica severa; insufficienza cardiaca avanzata; patologie cardiovascolari instabili; recente ictus o infarto miocardico; aritmie cardiache; disturbi del comportamento alimentare; gravi disturbi psichiatrici; abuso di alcol o sostanze; pazienti anziani fragili; uso di inibitori SGLT2, per il potenziale aumento del rischio di chetoacidosi diabetica euglicemica.

Effetti clinici Le evidenze disponibili indicano che la VLCKD è associata a:

riduzione significativa del peso corporeo e della massa grassa; riduzione dell’indice di massa corporea e della circonferenza vita; miglioramento del controllo glicemico e della emoglobina glicata; riduzione dei trigliceridi e della pressione arteriosa.

Alcuni studi clinici riportano inoltre miglioramenti dei parametri epatici e metabolici.

Effetti indesiderati Gli effetti indesiderati sono generalmente lievi e transitori, soprattutto nelle fasi iniziali:

cefalea; astenia; alitosi; stipsi; ipotensione ortostatica; disidratazione; alterazioni elettrolitiche; iperuricemia; ipoglicemia transitoria.

Monitoraggio Il protocollo richiede monitoraggio clinico e laboratoristico, comprendente peso corporeo, pressione arteriosa, elettroliti, funzionalità epatica e renale, profilo lipidico e glicemico e, quando indicato, livelli di corpi chetonici.

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