Biografia Nacque a Parma il 14 settembre 1918. Dopo un periodo trascorso a Parigi con la famiglia nei primi anni Venti, rientrò a Parma nel 1936, dove iniziò a lavorare come decoratore e restauratore.

Durante la seconda guerra mondiale fu arruolato nel 66º Reggimento fanteria motorizzato della Divisione «Trieste» e venne fatto prigioniero in Tunisia nel maggio 1943; fu internato in Algeria e rientrò in Italia nel 1946.

A partire dalla metà degli anni Cinquanta si avvicinò all’incisione, sviluppando un’attività artistica autonoma. Dal 1960 circa intraprese la carriera di insegnante presso l’Istituto d’arte «Paolo Toschi» di Parma, dove operò per oltre vent’anni fino al pensionamento nel 1984.

Morì nel marzo 2003.

Attività artistica Mossini si dedicò prevalentemente all’incisione calcografica, utilizzando tecniche quali acquaforte e acquatinta.

Autodidatta nella pratica incisoria, sviluppò una ricerca tecnica rigorosa e una particolare attenzione al chiaroscuro e alla resa del segno. La sua produzione comprende vedute urbane, composizioni e soggetti figurativi.

Parallelamente all’attività artistica, svolse anche attività didattica e contribuì alla diffusione delle tecniche incisorie.

Opere e collezioni Le opere di Mossini sono conservate in diverse raccolte pubbliche e istituzioni, tra cui:

Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi Biblioteca Palatina di Parma Accademia nazionale di belle arti di Parma Musée de l’Image di Épinal Museo di San Damiano, Assisi

Nel 1997 donò un nucleo di incisioni alla Biblioteca Palatina di Parma.

Riconoscimenti Nel 1995 ricevette l’attestato di civica benemerenza del Comune di Parma nell’ambito del Premio Sant’Ilario.

Dopo la morte il Comune di Parma gli intitolò una via.

Mostre e cataloghi Nel 1997 la Biblioteca Palatina di Parma gli dedicò una mostra antologica, accompagnata dal catalogo Parma inv. et sculp. Ettore Mossini.

Note

Bibliografia Parma inv. et sculp. Ettore Mossini, a cura di Leonardo Farinelli, Silva Editore, 1997