La Settimana Santa di Gallipoli è un ciclo di riti religiosi e processioni che si svolge annualmente nella città salentina a partire dal venerdì che precede la Domenica delle Palme fino al Sabato Santo. Le celebrazioni coinvolgono dieci confraternite storiche con oltre cinquecento tra confratelli e consorelle, la cui origine risale alle corporazioni di arti e mestieri del XVI secolo.Pindinelli, Elio; Cazzato, Mario. Civitas confraternalis. Le confraternite a Gallipoli in età barocca. Galatina: Congedo Editore, 1997.

Elemento distintivo rispetto ad altre celebrazioni pasquali è l'assenza delle campane, sostituite dal suono della trozzula, uno strumento di legno con battenti in ferro, che scandisce i riti dall'inizio alla fine. La settimana culmina nel Sabato Santo con la processione della Desolata, che si conclude in mattinata davanti alla chiesa della Purità, dove i fedeli attendono la benedizione della Vergine.

Riconoscimenti La Settimana Santa a Gallipoli si inserisce nel più ampio contesto delle celebrazioni pasquali pugliesi, riconosciute come patrimonio culturale immateriale dalla Regione Puglia.

È stata oggetto di attenzione da parte della stampa nazionale, che ne ha descritto i riti e le processioni evidenziandone il carattere di forte partecipazione popolare e l'atmosfera suggestiva del centro storico.È stata inoltre presentata nel programma televisivo nazionale Sereno Variabile di Rai 2, che nella puntata del 23 marzo 2013 ha raccontato le tradizioni locali, comprese le processioni e i riti pasquali.

Venerdì dell'Addolorata Il Venerdì dell’Addolorata, ricorrenza celebrata il venerdì precedente la Domenica delle Palme, segna tradizionalmente l’apertura dei riti pasquali della città. La processione della statua della Madonna Addolorata muove dalla Chiesa del Carmine, nel centro storico, alle ore dodici, lungo un percorso fiancheggiato dai fedeli. Il corteo è accompagnato dal suono del tamburo scordato e dal lamento della tromba, elementi sonori caratteristici che contraddistinguono i riti fino al Sabato Santo. Alla processione partecipano i membri della Confraternita di Maria Santissima del Monte Carmelo e della Misericordia Orazione e Morte, insieme ai fedeli e alle autorità civili, militari e religiose; è inoltre presente la Croce dei Misteri.

Dopo un breve percorso, il corteo giunge alla Concattedrale di Sant’Agata, ove si svolge la celebrazione liturgica, seguita dall’esecuzione di un oratorio sacro per orchestra e coro. Il repertorio comprende composizioni dei maestri Vincenzo Alemanno, Francesco Luigi Bianco e Giovanni Monticchio, nonché preludi di autori locali.Tricarico, Luigi; Spinola, Cosimo (a cura di). ‘‘Te le “Cennareddhe”… a Pasca (riti, tradizioni e suggestioni della Quaresima gallipolina)’’. Santuario Maria Ss. del Canneto, Alezio, 2004.

La processione prosegue quindi attraverso le vie della Città Nuova, con soste presso diverse chiese, in alcune delle quali viene riproposta l’esecuzione dell’oratorio sacro. Nel tardo pomeriggio il corteo rientra nel centro storico, dove si tiene la tradizionale benedizione del porto dal bastione prospiciente il mare. In tale occasione, mentre la statua dell’Addolorata è rivolta verso il porto, le sirene dei pescherecci e delle imbarcazioni presenti rendono omaggio alla Madonna.

In prossimità della Chiesa di San Francesco di Paola si svolge inoltre un momento di scambio cerimoniale tra confraternite: la Confraternita di Santa Maria ad Nives (o del Cassopo) accompagna il corteo per un tratto, secondo l’uso tradizionale noto come ‘‘ssuppiju’’. Al termine della benedizione, la processione percorre le vie del centro storico, rientrando in tarda serata. La tradizione è documentata già nel XIX secolo: Bartolomeo Ravenna, nelle ‘‘Memorie istoriche della città di Gallipoli’’ (1836), attesta che la festa dell’Addolorata veniva celebrata annualmente «con molta magnificenza» nel Venerdì dell’Eddomada di Passione, a cura del Priore eletto dalle persone devote.Ravenna, Bartolomeo. ‘‘Memorie istoriche della città di Gallipoli’’. Napoli, 1836.

Giovedì Santo Il Giovedì Santo a Gallipoli è caratterizzato dai riti connessi alla celebrazione della Cena del Signore e dalla tradizionale visita ai sepolcri. Nel corso della Messa in Coena Domini, celebrata nelle chiese del centro storico, vengono allestiti gli altari della reposizione, destinati a custodire l’Eucaristia fino alla Pasqua, presso i quali i fedeli si raccolgono in preghiera.

Le processioni delle confraternite si svolgono esclusivamente nel centro storico. Ciascuna confraternita percorre le principali vie della città, sostando presso le chiese per la visita ai sepolcri. Vi partecipa anche la Confraternita del Santissimo Sacramento, che pur avendo sede nella Città Nuova svolge il proprio itinerario nel centro storico.

Per antico privilegio, alcune confraternite portano simboli specifici durante la visita: la Confraternita di Maria Santissima del Carmine e della Misericordia, quella di Santa Maria della Neve (o del Cassopo) e quella delle Anime del Purgatorio sono le uniche abilitate a portare il cappello e il bordone del pellegrino. Dinanzi al sepolcro, al triplice colpo di bastone del priore, i confratelli disposti a coppie si avvicinano, si inginocchiano e incrociano il bordone, secondo la ritualità tradizionale.

I cortei sono accompagnati dal suono del tamburo, della tromba e della trozzula, strumenti caratteristici della tradizione locale, e procedono con andamento raccolto e solenne. Dal momento della partenza fino al Sabato Santo, i confratelli partecipanti mantengono il cappuccio calato sul volto. Non tutte le confraternite prendono parte alla visita ai sepolcri: la Confraternita del Santissimo Crocifisso e quella di Santa Maria degli Angeli ne sono esentate in quanto impegnate nell’allestimento della processione dei Misteri del Venerdì Santo; analogamente, la Confraternita di Santa Maria della Purità non vi partecipa, essendo coinvolta nella preparazione della processione del Sabato Santo.

Venerdì Santo Visita ai sepolcri Non tutte le confraternite effettuano la visita ai sepolcri nella notte del Giovedì Santo: la Confraternita di Santa Maria della Neve (o del Cassopo), quella dell’Immacolata Concezione e quella delle Anime del Purgatorio svolgono tale rito il giorno successivo, nel corso del Venerdì Santo. La Confraternita delle Anime del Purgatorio è l’ultima a compiere la visita, uscendo dalla propria chiesa confraternale alle ore dodici. Processione dei Misteri Al tramonto del Venerdì Santo, al termine della celebrazione della Passione e Morte di Gesù, dalle chiese del Santissimo Crocifisso e di Santa Maria degli Angeli prende avvio un’unica processione, nota come Processione dei Misteri, che percorre le vie del centro storico e della Città Nuova. La Confraternita del Santissimo Crocifisso conduce le statue dei Misteri, raffiguranti i principali momenti della Passione: Cristo all’Orto, Cristo alla Colonna, l’Ecce Homo, Cristo con la Croce, il Calvario e la Tomba. Quest’ultima custodisce una statua lignea di Gesù ed è accompagnata da figure che variano di anno in anno, tra cui angeli, Maria Maddalena, le Pie Donne o Giuseppe d’Arimatea. I confratelli del Santissimo Crocifisso indossano saio e cappuccio rosso, mozzetta celeste e corona di spine.

La Confraternita di Santa Maria degli Angeli accompagna la statua dell’Addolorata; i propri confratelli indossano saio e cappuccio bianco e mozzetta celeste. Entrambe le confraternite recano pesanti ceri, a sottolineare il carattere solenne e rituale del corteo.

Sabato Santo Nel Sabato Santo a Gallipoli si svolge la tradizionale processione curata dalla Confraternita di Santa Maria della Purità. Il corteo prende avvio alle ore 3:00 e si svolge inizialmente senza accompagnamento musicale, in segno di raccoglimento.

Durante il percorso la processione attraversa il centro storico per poi dirigersi verso la Città Nuova. Nel corso del rientro mattutino verso il centro storico, il corteo assume un carattere più partecipato, pur mantenendo la propria impronta devozionale, con l’aggiunta dell’accompagnamento della banda.

La processione è caratterizzata dalla presenza della Desolata, accompagnata da una grande croce portata alle sue spalle, e dal Cristo Morto, custodito in un’urna dorata. I confratelli indossano sacco e cappuccio bianco con mozzetta giallo pallido, secondo la tradizione confraternale. L’abito ha subito nel tempo alcune variazioni: Bartolomeo Ravenna, nelle ‘‘Memorie istoriche della città di Gallipoli’’ (1836), descrive i confratelli con «abito e cappuccio di tela bianca, e mozzetta di seta dell’istesso colore».

La tradizione è attestata già in epoca storica: Ravenna annovera tra le celebrazioni cittadine anche una festa di Santa Maria della Croce, elemento ritenuto in continuità con l’attuale devozione.

Confraternite Le confraternite gallipoline sono documentate fin dal XVI secolo: nel 1567, in occasione della visita pastorale di mons. Cybo, se ne contavano sei; esse divennero otto durante il governo di mons. Capece e raggiunsero il numero di quindici circa sessant'anni dopo, sotto l'episcopato di mons. Montoya.

A Gallipoli sono attualmente presenti le seguenti confraternite:Le Confraternite – Cattedrale Gallipoli

Confraternita delle Anime del Purgatorio L'abito confraternale è composto da un sacco e da un cappuccio di colore rosso, accompagnati da una mozzetta di tonalità cinerina, completata da due macchiette ovali raffiguranti l'Eterno Padre e le Anime del Purgatorio.

In occasione del Venerdì Santo, durante la visita agli Altari della Reposizione, i confratelli indossano cappello e bordone del pellegrino.

Secondo Bartolomeo Ravenna, la confraternita solennizzava annualmente la festa della Santissima Trinità ed era composta da persone distinte della città, le quali indossavano abito con cappuccio e mozzetta di color cinericcio.

Confraternita di Santa Maria di Monte Carmelo e della Misericordia Orazione e Morte

L'abito confraternale è costituito da camice e cappuccio di tela bianca, scapolare in panno marrone, mozzetta di seta bianca.Confraternita di S. Maria di Monte Carmelo – Cattedrale Gallipoli

Durante i riti pasquali, la confraternita indossa abito, cappuccio e mozzetta di colore nero. Indossano, inoltre, cappello e bordone del pellegrino durante la Settimana Santa.

Tra il 1660 e il 1714 fu costruita, sulle volte dell'originaria chiesa della Misericordia, una nuova cappella con altare dedicato alla Madonna del Carmine. Nel 1715 risultava organata in questa cappella la congregazione omonima. La confraternita di Santa Maria di Monte Carmelo si fuse successivamente con la confraternita della Misericordia, dando origine all'attuale sodalizio. La chiesa originaria fu abbattuta perché pericolante nel 1836 e ricostruita due anni dopo; è tuttora sede della confraternita.

Confraternita del Santissimo Crocifisso

L'abito confraternale è costituito da saio rosso, mozzetta celeste e cappuccio rosso.Confraternita del SS.mo Crocefisso – Cattedrale Gallipoli

Durante la processione dei Misteri del Venerdì Santo i confratelli portano sul capo una corona di spine.

La congregazione fu istituita da mons. De Rueda il 27 aprile 1642 e risultava organata in una cappella nelle vicinanze della confraternita di Santa Maria del Cassopo. La furia del mare rovinò la cappella originaria, costringendo i confratelli a trasferirsi nella chiesa di Sant'Angelo fino al 1751, anno in cui fu aperta al culto la nuova chiesa, realizzata da Ortenzio Preite su disegni di Carlo Multò. Nel 1777 la confraternita riformulò il proprio statuto, epigrafato come «Regole da osservarsi dadi fratelli mastri bottari congregati sotto il titolo del SS.mo Crocefisso».

Confraternita di Santa Maria della Neve (del Cassopo)