Il kursenieku o kursenieki (nome nativo kursineeki wahloda, in lettone kursenieku valoda, in lituano kuršininkų kalba, tutti traducibili come lingua curone o curoniana), noto anche come curone o, più propriamente, come curone della penisola di Neringa (in tedesco Nehrungskurisch) o neocurone (in tedesco Neukurisch) per distinguerlo dall'antica lingua curone, è un idioma baltico orientale a rischio di estinzione storicamente parlato dal gruppo etnico dei Kursenieki nella penisola di Neringa.

Classificazione Contrariamente a quanto si credeva nel XIX secolo, il kursenieku non è un residuo dell'antica lingua prussiana né tantomeno un discendente diretto della lingua curone, entrambi idiomi baltici occidentali del tutto estinti. Esso è invece strettamente imparentato con il lettone, essendosi sviluppato a partire dai suoi dialetti più occidentali (principalmente dal sottodialetto curone del lettone centrale).. Proprio a causa di questa sua origine, l'esatta classificazione del kursenieku è ancora oggi oggetto di dibattito: una parte della comunità linguistica lo identifica come un semplice dialetto sui generis della lingua lettone, mentre un'altra parte ritiene che esso, sulla base di considerazioni di natura storica, lessicale e sociologica, debba invece essere considerato come una lingua baltica orientale a sé stante.

Storia

Dal Medioevo al Novecento Le lunghe guerre di confine del XIV e XV secolo tra l'Ordine teutonico, il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania, conclusesi solo con il trattato di Melno del 1422 e con il secondo trattato di Toruń del 1466, lasciarono le regioni di confine prusso-lituane (in particolare la Samogizia occidentale e la Lituania Minore) devastate e quasi completamente spopolate. Per ripopolare queste aree quasi deserte (divenute note come "Grande Terra Selvaggia") i Cavalieri teutonici favorirono tra il XVI e il XVII secolo l'insediamento di numerosi coloni nella regione: la zona centrale e quella più interna furono ripopolate da coloni tedeschi, che finirono per assimilare anche gli antichi Prussi baltici; la zona settentrionale fu ripopolata da agricoltori lituani; la zona meridionale fu invece ripopolata dai Masuri, contadini polacchi di fede protestante in fuga dalla Polonia cattolica della Controriforma..

Rimasero fuori da questo programma di ricolonizzazione solo le aree costiere, nelle quali invece, a partire dalla fine del XV secolo iniziarono a insediarsi spontaneamente comunità di pescatori provenienti dalla Curlandia. Questi "Curoni" ("Kursenieki" nella loro lingua) non parlavano già più l'antica lingua curone, ma piuttosto una varietà dei dialetti lettoni centrali che, portati nella zona da migrazioni provenienti dalla Letgallia e dalla Semigallia, avevano soppiantato nei secoli precedenti l'originario idioma locale.

I villaggi di pescatori curoni-lettoni si diffusero gradualmente tra il XV e il XVII secolo dalla Curlandia lungo la costa lituana, la penisola di Neringa e le coste della laguna dei Curi per poi espandersi anche in Sambia e lungo la laguna della Vistola fino a raggiungere le coste a est di Danzica. Entro il XVII tutta la pesca marittima della regione era controllata dai curoni e la loro lingua divenne la lingua franca del settore, motivo per cui il kursenieku è stato spesso identificato come un socioletto dei pescatori del Mar Baltico sudorientale, in contrapposizione con le lingue lituana, tedesca e polacca parlate dagli agricoltori dell'entroterra. Nel XV e XVI secolo è attestata anche l'esistenza di alcuni villaggi curoni nelle aree più interne a vocazione agricola, ma essi furono rapidamente assimilati dalle altre comunità linguistiche circostanti.

A partire dal XVII secolo, le comunità costiere kursenieki furono progressivamente assimilate da quelle vicine; ciò avvenne in conseguenza di crescenti matrimoni misti, del rafforzamento dei contatti con l'entroterra in età moderna e della crescente percezione del tedesco (nel sud) e del lituano (nel nord) come lingue di prestigio (per esempio, le liturgie e i sermoni delle locali chiese luterane erano sempre recitati in queste due lingue anziché in kursenieku). In alcune zone l'idioma curone continuò a riesistere come lingua usata sul lavoro dai pescatori anche quando in casa era ormai stato soppiantato dal tedesco o dal lituano, lasciando nei locali dialetti di queste lingue numerosi termini tecnici marittimi prima di scomparire del tutto. Solo nei villaggi della penisola di Neringa il kursenieku rimase una lingua di uso comune fino all'età contemporanea e nel XIX secolo la lingua fu battezzata dagli studiosi tedeschi come Nehrungskurisch.

Nei primi anni Venti, il neonato Stato lettone rivendicò brevemente il controllo della penisola di Neringa in virtù della lingua dei suoi abitanti, che esso identificava come un dialetto lettone. Al termine della seconda guerra mondiale gli abitanti della penisola, comprese almeno 245 famiglie di lingua kursenieku, vennero tutti considerati come tedeschi dalle autorità sovietiche e nel 1948 furono perciò espulsi dalla Prussia...

Dopo la seconda guerra mondiale Dopo l'espulsione, la maggior parte dei Kursenieki si stabilì in Germania. All'inizio degli anni 1950 un piccolo gruppo di famiglie tornò nella penisola di Neringa, dove visse come una minoranza evangelica luterana tra i nuovi arrivati lituani e russi. Tuttavia la maggior parte di esse emigrò nuovamente tra il 1958 e il 1960 in seguito a un accordo di emigrazione tra la Germania Ovest e l'Unione Sovietica; solo pochi Kursenieki rimasero nel nord della penisola, principalmente perché sposatisi nel frattempo con persone del luogo, e per questo motivo in alcune famiglie locali si conserva ancora oggi una conoscenza rudimentale o passiva della lingua neocurone..

In tempi più recenti, la sopravvivenza della lingua kursenieku è stata documentata grazie agli sforzi di Richard Pietsch, un madrelingua curone originario di Nida ed espulso nel 1948, che ha viaggiato attraverso la Germania per intervistare gli anziani che ancora parlavano la loro lingua natia, che fu da lui documentata in una serie di pubblicazioni e dizionari. Grazie al suo lavoro, nel 2002 erano documentati altri sette locutori ancora in vita. Nel 2015 le linguiste Arina Ivanickaya e Dalia Kiseliūnaitė dell'Università di Klaipėda hanno individuato un'altra donna in Germania ancora in grado di parlare la lingua kursenieku. Nel 2016 sono state identificate altre quattro persone, tra cui due fratelli in Svezia che ancora utilizzano la lingua nella vita quotidiana. Molte altre persone sono inoltre in grado di parlarla in maniera limitata o per lo meno di comprenderla passivamente.

Caratteristiche Lessico Adalbert Bezzenberger, padre della moderna filologia baltica, descrisse il lessico della lingua dei Kursenieki, che egli definiva lettoni prussiani, come "in parte tedesco, in parte lettone, in parte lituano".. Richard Pietsch arrivò a conclusioni analoghe e, più precisamente, affermò che il vocabolario del curone della penisola di Neringa provenisse al 60% dal lettone, al 26% dal tedesco, in particolare dal basso tedesco tramite il suo dialetto basso-prussiano, e al 13% dal lituano, soprattutto dalla sua variante samogizia.. Friedhelm Hinze individuò anche un gruppo di prestiti slavi nel lessico quotidiano dei Kursenieki, in parte risultato di un contatto molto precoce tra la Curlandia e la Rus' di Kiev ma soprattutto acquisiti tramite il polacco e il casciubo prima del XVIII secolo, quando l'areale di diffusione della lingua kursenieku si estendeva fino a Danzica. Wolfgang Schmid infine individuò all'interno del lessico di origine lettone un insieme di vecchi prestiti dal curone antico e dal livone, lingue oggi estinte che hanno funto da substrato per i dialetti lettoni occidentali.

Grammatica Sempre secondo Schmid la lingua kursenieku, pur mantenendo una struttura di base affine a quella lettone, presenta anche a livello grammaticale molteplici influenze dal tedesco, esibendo molte delle caratteristiche tipiche di una lingua mista.

Fonologia

Consonanti +LabialiCoronaliPalataliVelariGlottidaliPalatalizzateNasalimnɲ[mʲ], [nʲ]Plosivep, bt, dc, ɟk, g[pʲ], [tʲ], [kʲ], [cʲ]Affricatets, dztʃ, dʒ[tsʲ], [tʃʲ], [dʒʲ], [dzʲ]Fricative(f)s, zʃ, ʒ(h)[sʲ], [ʃʲ], [zʲ], [ʒʲ]Vibrantir[rʲ]Lateralilʎ[lʲ]Approssimantivj[vʲ] /f/ e /h/ si trovano solo in prestiti dal tedesco

/p, t, k,/ vengono aspirate a /pʰ, tʰ, kʰ/ in inizio di parola e di sillaba accentata su influenza del tedesco

Vocali +AnterioriCentraliPosterioriChiusei, iːu, uːSemichiusee, eː(oː)Semiaperte(ɔː)Quasi aperteæ, æːAperteä, äː /oː/ si trova solo in prestiti dal tedesco

/ɔː/ si trova solo come allofono labializzato di /äː/

Ortografia Dato il suo utilizzo esclusivamente come lingua colloquiale fino al XIX secolo, il kursenieku non possiede un'ortografia ufficiale propria. In tempi più recenti la lingua è stata messa per iscritto seguendo le convenzioni ortografiche del tedesco, del lituano o del lettone a seconda dell'origine o delle preferenze dell'autore..

Esempio di lingua Il Padre nostro in kursenieku:

Note

Bibliografia

Volume 1, 1989: Volume 2, 1995: Volume 3, 1999:

Voci correlate Kursenieki Lingua curone Lingua lettone Penisola di Neringa

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Collegamenti esterni

Kursenieku