Una spia del regime è una miniserie televisiva italiana, diretta da Alberto Negrin, tratta dal libro omonimo di Ernesto Rossi e andata in onda in due puntate sulla Rete 2 della Rai dal 4 al 5 novembre 1976.

Trama Carlo Del Re nel 1929 aderisce al gruppo antifascista Giustizia e Libertà, nonostante il suo passato da squadrista, e a Milano svolge attività contro il regime fascista con Ernesto Rossi, Riccardo Bauer, Vincenzo Calace, Umberto Ceva e Giordano Viezzoli. Del Re, avendo perso molto denaro al gioco d'azzardo, si appropria di centomila lire sottraendole alla cassa di una curatela fallimentare da lui diretta. Per far fronte ai molti debiti, è costretto a svolgere attività di spia del regime, comandato dal capo della polizia fascista Arturo Bocchini. Appena l'OVRA comincia a scoprire molte cose sul gruppo, i componenti cominciano a sospettare che fra di loro si nasconde una spia, compromettendo il progetto di una serie di attentati nelle principali città italiane, da eseguirsi contro le esattorie per protestare contro il carico fiscale nell'anniversario della marcia su Roma. Quasi tutti i componenti, ad eccezione di Del Re, vengono arrestati.

Del Re, nonostante abbia tradito i suoi compagni, non vuole passare per spia e si fa trasferire dapprima a Parigi, poi in Argentina, facendosi credere di essere stato sottratto all'arresto con la fuga. Non vuole accettare però la liquidazione né un vitalizio mensile; nel frattempo, al processo che segue, Riccardo Bauer ed Ernesto Rossi vengono condannati a vent'anni di prigione, Vincenzo Calace a dieci anni, Giordano Viezzoli a sei anni. Umberto Ceva si suicida in carcere prima del processo. Del Re, per salvare la faccia, al rientro dall'Argentina, dopo aver inscenato un finto suicidio tenta di prendere accordi per l'assoluzione ma viene mandato al confino ad Udine. Cercando di riprendere il vecchio lavoro, nel 1932 torna a Roma per ottenere l'assoluzione con formula piena, necessaria per la nuova iscrizione all'albo professionale; non riuscendoci, nel 1940 si autodenuncia per l'appropriazione indebita di centomila lire avvenuta dieci anni prima, dalla quale aveva iniziato la sua collaborazione con l'OVRA.

Note

Bibliografia

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