È considerata tra le più importanti autrici tedesche di fumetti, tra le sue opere più note si annoverano il pluripremiato Irmina (2014) e Der Sommer ihres Lebens (2019). Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Bayerischer Kunstförderpreis (Premio bavarese per la promozione dell’arte), il Max und Moritz (2016), il Premio Ernst Hoferichter (2021) e il Gustav-Heinemann-Friedenspreis für Jugendliteratur (2024).

Ha collaborato in qualità di docente con la Hochschule der Bildenden Künste Saar (l'Accademia di Belle Arti della Saarland) e con l’Università di arti applicate di Vienna. È borsista presso l'Accademia tedesca di Roma ed è stata nominata professoressa al corso di Fumetti e Studi sui fumetti (Comics and Comics Studies) presso l'Accademia d'Arte Merz di Stoccarda.

La sua produzione comprende principalmente graphic novel a sfondo storico-sociale, incentrate su temi quali la memoria della Shoah, la complicità durante il nazismo, il razzismo e l’esperienza dei rifugiati. Ha inoltre illustrato diversi libri per l’infanzia e l’adolescenza.

Biografia Barbara Yelin è cresciuta leggendo i classici del fumetto franco-belga e i fumetti Disney, disponibili nella biblioteca del suo quartiere. Dopo un periodo di minore interesse per il fumetto durante l’adolescenza, ha riscoperto l'interesse per il genere durante gli studi di illustrazione presso la Hochschule für Angewandte Wissenschaften di Amburgo, dove si è laureata nel 2004 sotto la guida di Anke Feuchtenberger. Quest'ultima, figura rilevante della scena del fumetto d’avanguardia tedesco post-riunificazione e membro del collettivo PGH Glühende Zukunft (con Martin Tom Dieck, Markus Huber e ATAK), ha influenzato l’approccio di Yelin al fumetto come forma narrativa e mezzo espressivo.

Carriera La prima opera di Barbara Yelin deriva dalla sua tesi di laurea, un volume illustrato a impianto narrativo notato dal teorico del fumetto Thierry Groensteen e pubblicato in Francia da Éditions de l’An 2 con il titolo Le Visiteur (2004). L’esordio internazionale le valse la partecipazione al Festival di Angoulême. In seguito i disegni di Le Visiteur sono stati oggetto della mostra Light in Graphite (2011). Nel 2006 ha pubblicato Le retard, sempre per lo stesso editore, che narra dell'amicizia tra una bimba che vive sola in una grande casa abbandonata e un enorme corvo.

Per circa un decennio ha partecipato alla rivista autoprodotta Spring, collettivo di fumettiste che gestisce in autonomia le fasi editoriali, dalla produzione alla distribuzione. Parallelamente ha collaborato con Pomme d’amour, ha realizzato reportage per Der Tagesspiegel e pubblicato strisce su Frankfurter Rundschau, successivamente raccolte nel volume Riekes Notizen (Reprodukt, 2013).

Gift (2010) Gift ("veleno" in tedesco), pubblicato da Reprodukt e realizzato in collaborazione con Peer Meter, è una graphic novel basata sul caso storico della serial killer tedesca Gesche Gottfried. L'opera rielabora il materiale storico attraverso una struttura narrativa che integra ricostruzione e mediazione del racconto, sviluppando la vicenda in una dimensione visiva in bianco e nero. Il fumetto è ambientato nella Germania del XIX secolo e si concentra sul tema dell'avvelenamento e delle responsabilità individuali all'interno del contesto storico e sociale dell'epoca, con particolare attenzione alla dimensione morale della vicenda. La narrazione è incorniciata dal viaggio in treno di due scrittrici nella seconda metà del XIX secolo — una delle quali è Lou Andreas-Salomé — durante il quale la più anziana ricorda una visita a Brema alla vigilia dell'esecuzione di Gottfried, avvenuta il 21 aprile 1831. A differenza di La libertà di Brema di Rainer Werner Fassbinder (1972), che interpretava i delitti della Gottfried come atto di emancipazione femminile, in Gift la protagonista è ritratta come una persona mentalmente disturbata, con la società corresponsabile per la propria ignoranza. Gift è stato candidato al 14° Salone Internazionale del Fumetto di Erlangen nel 2010 per il Premio Max e Moritz nella categoria Miglior fumetto in lingua tedesca.

I lavori storico-biografici

Irmina (2014) Il romanzo segue Irmina von Behdinger, giovane dattilografa tedesca che si trasferisce a Londra e stringe una relazione con Howard Green, studente oxfordiano originario dei Caraibi. Costretta a rientrare in Germania per le restrizioni economiche imposte dal regime nazista, sposa un ufficiale delle SS e diventa progressivamente complice silenziosa delle atrocità del regime. L'opera è nata dopo aver scoperto e letto i diari e le lettere della defunta nonna, risalenti agli anni Trenta, ed è guidata dal tentativo di comprendere come una persona ordinaria possa trasformarsi in corresponsabile di atti di questo genere.

Sul piano formale, Irmina segna un'evoluzione rispetto a Gift: l'autrice parte da una tavolozza luminosa per condurre il racconto verso tonalità sempre più scure, usando il colore come dispositivo sia narrativo sia emotivo. Il libro è tradotto in oltre dieci lingue. Ha ricevuto il Prix Artémisia 2015 in Francia, il Bayerischer Kunstförderpreis für Literatur 2015 in Germania, e una candidatura all'Eisner Award negli Stati Uniti.

But I Live ed Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung But I Live: Three Stories of Child Survivors of the Holocaust, edito nel 2022 dalla University of Toronto Press, è un'antologia a fumetti curata da Charlotte Schallié, professoressa di studi germanici all'Università di Victoria, nata nell'ambito del progetto di ricerca internazionale Narrative Art and Visual Storytelling in Holocaust and Human Rights Education. Il volume raccoglie tre graphic story realizzate da altrettanti fumettisti — Miriam Libicki, Gilad Seliktar e Barbara Yelin — in collaborazione con quattro sopravvissuti all'Olocausto. Yelin è autrice del racconto su Emmie Arbel, sopravvissuta da bambina ai campi di concentramento di Ravensbrück e Bergen-Belsen. Il volume è stato candidato agli Eisner Award 2023 nella categoria Best Reality-Based Work.

Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung (Reprodukt, 2023) espande in una graphic novel autonoma di 192 pagine il racconto apparso in Aber ich lebe. La narrazione si sviluppa su più piani temporali, intrecciando il presente di Emmie con i flashback delle sue memorie traumatiche, senza procedere linearmente ma per sovrapposizione di luoghi e tempi, così come Arbel stessa ha rielaborato le proprie esperienze rimosse nel corso di una terapia. Sul piano cromatico, il presente di Emmie è reso con toni ocra caldi percepiti dall'autrice come segno di radicamento, mentre i momenti del passato sono dominati da contrasti di nero e blu-verde. Il volume è stato candidato nella categoria Saggistica del Premio Deutscher Jugendliteraturpreis (Letteratura per Ragazzi). Le tavole originali delle opere di Yelin sono state presentate nella mostra itinerante Raccontare le vite. Memoria e biografia nell'opera di Barbara Yelin, esposta al Goethe-Institut di Roma (gennaio–marzo 2026) e successivamente all'Istituto Storico Parri di Bologna nell'ambito di BOOM! Crescere nei libri, il festival nazionale dedicato all'editoria e all'illustrazione per l'infanzia, alla sua nona edizione.

Altri progetti Nel 2017 pubblica Der Sommer ihres Lebens (testi di Thomas von Steinaecker, Reprodukt; ed. inglese The Summer of Her Life, SelfMadeHero, 2020), nato come fumetto online a episodi sul sito letterario Hundertvierzehn e poi rielaborato in volume. Il racconto segue Gerda, un'anziana ospite di una casa di riposo che ripercorre la propria vita: la passione giovanile per l'astrofisica, discriminata in quanto donna, e la scelta che l'ha segnata, in quell'estate della sua vita, tra l'amore e una carriera all'estero. L'anno successivo Yelin realizza Das Wassergespenst von Harrowby Hall (Carlsen, 2018), adattamento per la serie Die Unheimlichen ("Gli inquietanti"), collana di fumetti curata da Isabel Kreitz e dedicata alla reinterpretazione in forma breve di opere della letteratura fantastica e gotica.

Sul versante del fumetto documentaristico e dell'impegno civile, nel 2019 pubblica in autoproduzione Unsichtbar (Invisibile, tradotto su Internazionale, 2021), realizzato con la sorella Ursula Yelin, architetta del paesaggio attiva nel lavoro con i rifugiati nel canton Berna. Il volume racconta la storia di Kidane, nome di fantasia di un eritreo fuggito dal proprio paese e in cerca di rifugio in Svizzera, che dopo anni di attesa rischia di diventare invisibile al sistema.

Nel 2021 contribuisce con oltre quaranta illustrazioni a Jan Bazuin – Tagebuch eines Zwangsarbeiters di C.H. Beck, un documento storico curato dallo storico Paul-Moritz Rabe per il NS-Dokumentationszentrum di Monaco di Baviera. È inoltre co-ideatrice e co-curatrice di Wie geht es dir? Zeichner*innen gegen Antisemitismus, Hass und Rassismus, un progetto collettivo che raccoglie sessanta conversazioni illustrate su razzismo, antisemitismo e xenofobia attraverso le storie di persone comuni vittime di discriminazione, pubblicato come progetto online, mostra itinerante e volume.

Tra i lavori per l'infanzia figura Gigaguhl und das Riesen-Glück (dtv Junior, 2020), albo illustrato tratto da una poesia di Alex Rühle.

Stile e poetica Sul piano tecnico, Yelin costruisce le sue tavole attraverso una stratificazione di tecniche manuali — acquerello, matita, matite colorate e gouache — lasciando volutamente visibili i segni del processo creativo. Se Gift si affida al bianco e nero e alla grafite densa, a partire da Irmina sviluppa un uso espressivo del colore come strumento narrativo, che nelle sue parole «aiuta a guidare il flusso del racconto in modo intuitivo [...] senza dover spiegare che stiamo saltando in un altro tempo o entrando in un nuovo stato emotivo».

Questa «drammaturgia cromatica» diventa sempre più centrale nei lavori successivi: in Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung il presente della protagonista è reso con toni ocra caldi, i momenti del passato traumatico con contrasti di nero e blu-verde. Sul piano narrativo, le sue storie procedono per sovrapposizione di piani temporali, frammenti e flashback, rispecchiando la natura discontinua della memoria. Il fumetto diventa per lei uno strumento per «dire senza dire», «mostrare senza mostrare», dando corpo attraverso le immagini a emozioni e stati d'animo in cui oggettività e soggettività si mescolano.

Molti dei suoi progetti si sviluppano in stretta collaborazione con storici, testimoni diretti e archivi, dove la costruzione del racconto si basa sull'interazione con materiali documentari e testimonianze orali, in particolare nelle opere di memoria storica e graphic journalism.

Attività accademica e formativa Nel biennio 2011–2012 ha tenuto una cattedra ospite in fumetto e graphic novel alla Hochschule der Bildenden Künste Saar (HBKsaar) di Saarbrücken.

Ha poi svolto attività di docenza al Comic-Seminar di Erlangen tra il 2013 e il 2015, e nel 2018 è stata scrittrice in residenza al Grinnell College (Iowa, USA). Dal 2018 ha un incarico di docenza presso l'Università di Arti Applicate di Vienna e dirige e modera la ComicBar, ciclo di incontri con ospiti internazionali organizzato dalla Münchner Stadtbibliothek.

Nel 2025–2026 è borsista dell'Accademia Tedesca Roma Villa Massimo a Roma. Nel marzo 2026 è stata nominata titolare della cattedra Leibinger per il fumetto e gli studi sul fumetto (Leibinger-Professur für Comics und Comicforschung) presso la Merz Akademie di Stoccarda, la prima cattedra di questo tipo nel mondo germanofono, che assumerà a partire dal luglio 2026.

Sul piano tematico, i suoi fumetti indagano la responsabilità individuale di fronte alla storia — la complicità silenziosa, la memoria traumatica, l'incontro con l'alterità. Le protagoniste delle sue opere sono quasi sempre donne, e le storie privilegiano punti di vista ai margini della storia ufficiale.

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