Il Libro della regina Ancroia, è un poema cavalleresco anonimo in ottava rima, composto da 30 canti e appartenente al ciclo carolingio. La prima edizione conosciuta fu stampata a Venezia nel 1479. Il poema ebbe una discreta diffusione nel tardo Quattrocento e primo Cinquecento.
Trama
L'opera narra le vicende bellicose di Ancroia, una regina saracena figlia del Veglio della montagna, che si scontra con i paladini di Carlo Magno. Il poema si inserisce nel filone dei romanzi cavallereschi che rielaborano la materia di Francia, ponendo l'accento sulla figura della donna guerriera, capace di sovvertire l'ordine dei rapporti di genere dell'epoca attraverso la sua forza e la sua bellezza.
Ancroia, insieme ad altre figure femminili simili (come la Dama Rovenza), destabilizza il campo cristiano prima della sua definitiva sconfitta, che segna il ritorno all'ordine narrativo tradizionale.
Analisi Il Libro della regina Ancroia è oggetto di studi critici, in particolare per quanto riguarda la rappresentazione delle "eroine guerriere" nel Rinascimento e la figura della donna forte nel contesto del poema epico-cavalleresco. Ancroia incarna la "pericolosità" del nemico non cristiano, rappresentato attraverso la figura di una donna che agisce in contesti tipicamente maschili.
Edizioni
Prima edizione Venezia, Filippo di Pietro, 1479. Altre edizioni: Venezia, 1485 (Tipografia Pietro di Piasi); Milano, Leonardo Vegio, 1510; Venezia, Bindoni et Pasini, 1536.
Note
Bibliografia Lamberto Donati, Un'edizione quattrocentesca del «Libro della Regina Ancroia», in «La Bibliofilia», XLVII, 1945, p.40