Fun un pioniere dell'etica dello sviluppo, ideando la nozione di economia al servizio dell'uomo.
Biografia Louis-Joseph Lebret nacque il 26 giugno 1897 a Le Minihic-sur-Rance in una famiglia di marinai strettamente legata ai contadini della zona. Suo padre era un carpentiere navale.Cosmao O.P., Vincent. "Louis-Joseph Lebret, O.P. 1897-1966: From social action to the struggle for development", New Blackfriars, Vol. 51, Issue 597, pp. 62–68, February 1970 Entrò all'Accademia Navale di Brest (“l'Ecole Navale de Brest”), divenendo ufficiale di marina. Durante la Prima Guerra Mondiale combatté con lo squadrone libanese e fu per breve tempo direttore del porto di Beirut. Nel 1922 divenne ufficialeP. Lebret, L’economia al servizio dell’uomo, Città Nuova, 1968 e istruttore all'Accademia Navale.Goulet, Denis. "Development Ethics at Work", Routledge, 2006 Quando la sua vocazione religiosa emerse più chiaramente (dopo la sua visita a un convento gesuita a Zahleh), nel 1923 lasciò la Marina per diventare frate domenicano. Fu ordinato presbitero sei anni più tardi.
Dopo aver completato gli studi teologici, nel 1929 fu assegnato a Saint-Malo nell'Apostolato del Mare, osservando la miseria dei pescatori e delle loro famiglie. Condusse indagini approfondite sui loro problemi e le loro esigenze, nel tentativo di trovare soluzioni. Per dieci anni studiò le connessioni tra disoccupazione, bassi salari, scarsa organizzazione del settore locale e il tentativo da parte delle aziende internazionali di monopolizzare le migliori zone di pesca. Lebret stabilì che la vulnerabilità dei piccoli pescatori locali rispetto al mercato più ampio aveva cause strutturali radicate. Condusse oltre 400 studi sulle condizioni di pesca in aree diverse tra loro come la Gran Bretagna, il Mar Baltico e il Mediterraneo. Contemporaneamente, fondò sindacati, cooperative e associazioni marittime per riorganizzare il modo in cui si svolgeva l'attività.
Durante la Seconda guerra mondiale, fu arruolato per proteggere la pesca francese e supervisionare la politica della marina mercantile. Nel 1941 fondò a Marsiglia, con François Perroux, Henri Desroche e altri, Économie et Humanisme (Economia e Umanesimo), movimento il cui obiettivo era quelllo di studiare i sistemi economici e il cambiamento sociale, proponendo di "rimettere l'economia al servizio dell'uomo". Nel 1942 fu fondata la Revue Economie et Humanisme.
Nel 1947 si recò in Brasile per tenere alcune conferenze, esperienza che lo indusse a concentrarsi sullo sviluppo nel Terzo Mondo. Nel 1955 si trasferì in Colombia (Missione), quindi in Senegal (dal 1958 al 1959), Libano (dal 1960 al 1964), fra gli altri. Lebret riteneva che i mali cronici dei Paesi poveri non potessero essere corretti dalla buona volontà soggettiva e dalla solidarietà, ma dalla trasformazione delle strutture che li determinavano, il che presuppone una comprensione approfondita del loro funzionamento. Credeva nella necessità di combinare la ricerca e l'analisi rigorosa con l'azione. Fu riconosciuto dalle Nazioni Unite come esperto sulla questione delle disparità di tenore di vita nel mondo."Louis-Joseph Lebret", Développement et Civilisations Lebret-Irfed
Nel 1958 fondò l'Istituto Internazionale per la Ricerca e la Formazione, l'Educazione e lo Sviluppo (IRFED), in seguito denominato Centro Internazionale per lo Sviluppo e le Civiltà - Lebret - IRFED.
Sostenne che la Chiesa cattolica dovesse prestare attenzione allo sviluppo economico. Era consapevole delle sfide poste dal sottosviluppo all'Occidente e ribadì che era necessaria una maggiore solidarietà a favore dei Paesi poveri. Fu chiamato da Papa Paolo VI a partecipare in qualità di esperto al Concilio Vaticano II durante il quale collaborò alla stesura della Gaudium et spes. Ricevette dal Papa l'incarico di lavorare ad Ariccia, insieme a 29 padri conciliari, 38 esperti e una ventina di laici, alle circa 20.000 note, critiche e mozioni elaborate per lo Schema XIII, testo della redazione finale dell'enciclica.
Gli fu inoltre chiesto di rappresentare la Santa Sede alla prima UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo), che ebbe luogo a Ginevra nel 1965. Padre Lebret fu uno degli esperti consultati per la stesura dell'enciclica Populorum progressio del 1967.
Morì nel 1966.
Pensiero Secondo Denis Goulet, teorico dell'etica dello sviluppo, padre Lebret fu una delle prime voci a pronunciarsi in difesa di tale disciplina. A suo avviso, l'eredità di quest'ultimo può essere sintetizzata in cinque punti: i responsabili delle decisioni di sviluppo devono studiare le esigenze espresse dalle popolazioni a beneficio delle quali dichiarano di lavorare; la necessità di collegare le microquestioni alle macroquestioni la priorità dei bisogni rispetto ai desideri o alle preferenze (espressa dal potere d'acquisto effettivo). lo sviluppo è un concetto multidimensionale: abbraccia le componenti economiche, sociali, politiche, culturali, ambientali e spirituali del benessere umano. la necessità di globalizzare la solidarietà.
Opere The Mystique of a New World, (1941) - censurato da Vichy e ripubblicato nel 1947 col titolo di The Discovery of the Common Good Action, Movement Toward God (1949) The Human Ascent (1951) Dimensions of Charity (1958) Concrete Dynamics of Development (1961)
Note
Bibliografia Michele Dau, Louis Joseph Lebret. L’economia umana: il progresso sociale come ascesa, Castelvecchi, 2025 Garreau (Lydie), Louis-Joseph Lebret, 1897-1966. Un homme traqué, Villeurbanne, Éditions Golias, 1997. Houée (Paul), Louis Joseph Lebret. Un éveilleur d’humanité, Paris, Éditions de l’Atelier, 1997. Lavigne (Jean-Claude), Les écrits spirituel du Père Lebret, Paris, Cerf et Éditions de l’Atelier, 1996. Malley (François), Le Père Lebret: L'économie au service des hommes, Paris, Cerf, 1968. Becker (Charles), Missehougbe (Pierre-Paul) et Verdin (Philippe), Le père Lebret, un dominicain économiste au Sénégal (1957 - 1963), Paris, Karthala, 2007 Malsagne (Stephane), Chronique de la construction d'un Etat. Journal au Liban et au Moyen-Orient (1959-1964), Ed. Geuthner, 2014.
Categoria:Domenicani francesi Categoria:Periti del Concilio Vaticano II