Apparizione dell'angelo ad Agar e Ismaele è un dipinto a olio su tela (193×229 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, databile al 1652-1653 circa e conservato presso la National Gallery di Londra.

Storia Il dipinto è citato dal Malvasia nella Felsina pittrice sotto l'anno 1652: «Un Agar col figlio e l'Angelo, per Siena»...

Il pagamento dell'opera è registrato nel Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. alla data del 17 marzo 1653: «Dal Ill:mo Pandolfo Saccini da Siena si e riceuto Ducatoni n:o dugente quaranta, p[er] il paga:to del quadro di Agar, con L'angel et Ismaele, il quale denaro e stato pagato ad instancia del Sig:r Pietro Maria Landi p[er] ordine del medesimo patrone del quadro e questi sono stati ciove Ungari n:o cente e trenta nove lire et dicidoto e meze he fano di Moneta di Bologna L 1200 e questi fano Scudi 300»..

Il quadro fu visto a Siena, nella casa di Adriano Salimbene, da William Kent nel 1714,Hugh Honour, «The Connoisseur», CXXXIV, agosto 1954, p. 6. che lo annotò nel proprio diario di viaggio, oggi conservato a Oxford, presso la Bodleian Library.Ms. Rawl. D 1162.

Durante il suo viaggio in Italia, Charles Watson-Wentworth, II marchese di Rockingham vide il dipinto a Siena nell'agosto del 1749 e lo apprezzò a tal punto da incaricare l'ambasciatore inglese a Firenze, Sir Horace Mann, di trattarne l'acquisto. L'opera fu acquistata entro il luglio 1751 e spedita in Inghilterra sulla nave Jupiter..

Prima della sua partenza per Londra il dipinto era stato visto da Charles-Nicolas Cochin: «Dans une maison particulière, on voit un tableau du mème Guercino, parfaitement conservé, repréfentant Agar, l'ange & Ismaël. Il est très-beau; la tête de femme est trop petite; les linges en font brillans, mais Ismaël est trop indécis pour le plan où il est: c’est cependant un morceau capital»..

All'insaputa del marchese di Rockingham, Horace Mann aveva fatto eseguire da John Astley una copia del dipinto destinata alla propria Great Room poiché, come scrisse a Horace Walpole, pochi dipinti del Guercino erano tanto belli e così ben conservati. Nel 1752 Louis Siries, orafo e direttore del laboratorio granducale delle pietre dure, visitando la residenza del Mann, scambiò la copia per un autografo del «famoso Guercino».

Il dipinto giunse per via ereditaria a Lady Anne Watson-Wentworth, moglie di William Fitzwilliam, III conte Fitzwilliam, e rimase nella collezione Fitzwilliam a Wentworth Woodhouse fino al 1948, quando fu acquistato da Sir Denis Mahon.

Nel 2013 il dipinto entrò nelle collezioni della National Gallery di Londra per donazione degli amministratori del Sir Denis Mahon Charitable Trust, tramite l'Art Fund.

Iconologia L'episodio raffigurato è tratto dalla Genesi (16 e 21). Non avendo avuto figli dalla moglie Sara, Abramo si unì alla serva egiziana Agar, dalla quale nacque Ismaele. In seguito, tuttavia, Sara concepì inaspettatamente un figlio, Isacco, e, divenuta gelosa di Agar e del giovane Ismaele, convinse Abramo a scacciarli nel deserto. Dopo giorni di cammino, esaurite le scorte d'acqua, Ismaele fu sul punto di morire di sete. Disperata, Agar depose il figlio all'ombra di un cespuglio, quando un angelo inviato da Dio le apparve indicando una sorgente destinata a salvarli.

Descrizione La scena è ambientata in un paesaggio desertico e raffigura Agar seduta in primo piano mentre volge lo sguardo verso l'angelo che appare tra le nubi indicando una sorgente d'acqua nell'angolo inferiore sinistro del dipinto. La donna occupa il centro della composizione ed è rappresentata con il volto rigato di lacrime e una mano sollevata in segno di sgomento. Alle sue spalle compare Ismaele, disteso all'ombra di un albero e trattato con una stesura più sommaria rispetto alla figura della madre. Accanto ad Agar si trova un recipiente vuoto, allusione all'esaurimento delle scorte d'acqua durante la traversata del deserto. La luce illumina con maggiore intensità la figura femminile e i panneggi delle sue vesti, caratterizzati da ampie pieghe e da un contrasto fra i toni caldi dell'abito e l'azzurro del mantello dell'angelo. Il moto del panneggio angelico accentua il dinamismo della parte superiore della scena.

In questo dipinto è posto in particolare evidenza il ruolo delle mani: l'angelo sembra chiedere fiducia con la mano sinistra, mentre con la destra indica la sorgente d'acqua. Agar, in lacrime, stringe nervosamente con la mano destra il fiocco verde che orna la veste rossa, mentre con la sinistra regge un fazzoletto bianco bordato di rosso. La testa della donna, accostata da Elena Frattarolo a quella di una Sibilla malinconica, è rivolta verso l'angelo. Sullo sfondo si apre un paesaggio di struggente bellezza, mentre le nubi sono squarciate da brani di quell'azzurro caratteristico della pittura del Guercino..

Stile Secondo Denis Mahon, che richiama un giudizio di Giuliano Briganti, il dipinto costituisce una delle opere più poetiche della tarda produzione del Guercino. L'impetuosa spontaneità delle opere giovanili lascia qui spazio a un equilibrio compositivo più misurato ed elegante, caratterizzato da tonalità delicate e quasi pastellate, tali da anticipare il gusto europeo del Settecento. Mahon osserva inoltre come dipinti di questo tipo aiutino a comprendere l'ammirazione nutrita da pittori inglesi della seconda metà del XVIII secolo, come Joshua Reynolds, per il Guercino, mentre il paesaggio atmosferico sullo sfondo presenta una grazia che Briganti accosta a quella di Thomas Gainsborough.

È segnalata una copia agli Uffizi di Firenze.

Esposizioni LApparizione dell'angelo ad Agar e Ismaele è stata esposta nelle seguenti mostre: Il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591 - 1666), a cura di Denis Mahon, Bologna, Palazzo dell'Archiginnasio dal 1° settembre al 18 novembre 1968. Il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591 - 1666), a cura di Denis Mahon, Bologna, Museo Civico Archeologico e a Cento, Chiesa del Rosario e Pinacoteca Civica il Guercino, 6 settembre - 10 novembre 1991. Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del ’600, a cura di Denis Mahon, Vittorio Sgarbi, Massimo Pulini, Roma, Ala Mazzoniana della Stazione Termini, 10 febbraio - 30 giugno 2004.

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti a soggetto veterotestamentario Categoria:Dipinti nella National Gallery di Londra