L'ex Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo era un luogo di culto cattolico di Scarperia, in provincia di Firenze, sorto in Piazza de' Vicari.

Storia e descrizione La vecchia chiesa principale della cittadina sorse, quale suffraganea della pieve di Fagna e non senza malumori del suo clero, probabilmente poco dopo la fondazione della città nel 1306 in una posizione eminente su un lato della piazza e rivolta verso la via principale. La chiesa, citata solo nel 1364, aveva competenza all'inizio solo all'interno delle mura della nuova cittadina, ma fu dotata di una vera autonomia parrocchiale solo nel 1375, quando fu ampliato il suo territorio verso settentrione e le venne concesso il fonte battesimale.

Nel XV secolo la chiesa fu arricchita di semplici altari, probabilmente lignei o soltanto dipinti sulle pareti e di un fonte battesimale. Nel 1542 l'edificio fu colpito dal terremoto di quell'anno e a seguito di esso, in parte ricostruito. Nel tardo Cinquecento, seguendo le istanze controriformistiche, venne eliminato il coro, le pareti vennero imbiancate e gli altari lignei vennero sostituiti con altri lapidei ad edicola, poi ornate da pale.

La chiesa, elevata a prepositura nel 1704, ha perso il titolo a favore dell'attuale nel 1808. A seguito di ciò, la chiesa divenne oratorio della Compagnia della Santissima Trinità, non soppressa dai decreti leopoldini per la sua funzione assistenziale. Alcune opere che ornavano la chiesa furono trasferite nella nuove prepositura e nell'interno vennero eliminati i primi due altari a destra e sinistra. Nel 1914 la chiesa fu requisita dall'esercito ed utilizzata come magazzino e nel 1919 passò al Comune e nello stesso anno fu colpita dal terremoto. Nel 1923 venne redatto un progetto di restauro da parte dell'ingegner Alfredo Guidi ma i lavori iniziarono solo nel 1928.

Dopo un nuovo periodo di abbandono iniziato durante la seconda guerra mondiale, durante il quale il materiale pericolante della copertura fu utilizzato per la riparazione di altri edifici, solo nel 1964 iniziarono nuovi lavori di restauro. Nel 2000 la chiesa fu nuovamente chiusa per pericolo di cedimenti e, dopo interventi di consolidamento, fu riaperta solo nel 2013

La chiesa mostra ancora in parte il suo aspetto trecentesco specie all'esterno, con facciata con un portale architravato e sormontato da una lunetta sestiacuta un tempo ornata con le figure a rilievo dei santi dedicatari. L'interno ad unica navata coperta con tetto a capriate, a terminazione rettilinea, è corredato di altari con frontoni timpani spezzati realizzati tra anni sessanta e settanta del Cinquecento.

Gli arredi e le opere d'arte pertinenti a questa chiesa si trovano oggi nell'attuale prepositura. L'altare maggiore era ornato dal 1635 da una tela di Matteo Rosselli con la Natività di Maria con i santi Jacopo e Filippo, dipinta per la famiglia Consorti e sotto di esso era una cassa con il corpo di San Prospero martire, donato dal granduca Cosimo III.

Bibliografia

AA. VV., Chiese, cappelle, oratori di Scarperia e San Piero a Sieve e del suo territorio, Città di Castello, 2021.

Categoria:Chiese di Scarperia Categoria:Chiese dedicate ai santi Filippo e Giacomo Categoria:Chiese dell'arcidiocesi di Firenze