Questa voce tratta la storia del Fotbal Club FCSB e del suo predecessore Fotbal Club Steaua București dalla fondazione ai nostri giorni. Storia Esordi (1947-1950) La società polisportiva Asociația Sportivă a Armatei ("Associazione Sportiva dell'Esercito") venne fondata il 7 giugno 1947 su iniziativa di alcuni ufficiali della Casa Reale di Romania.Tra i membri fondatori figuravano i generali Dumitru Petrescu e Oreste Alexandrescu, il comandante Traian Săvulescu, il tenente-colonnello Ion Costăchel e il maggiore Cornel Șandru. L'istituzione avvenne a seguito di un decreto firmato dal generale Mihail Lascăr, alto comandante dell'Armata Reale rumena. La prima delle otto sezioni iniziali dellASA Bucarest fu quella calcistica,Le altre sezioni erano equitazione, scherma, tennis, pugilato, pallavolo, atletica e tiro. allenata da Coloman Braun-Bogdan. Nonostante le ipotesi di ammettere la squadra alla Divizia B, grazie al sostegno delle nuove autorità comuniste venne direttamente inserita in Divizia A al posto del radiato .Il Carmen Bucarest era di proprietà dell'industriale Dumitru Mociorniță, personalità invisa alle autorità comuniste.
La prima partita ebbe luogo il 24 agosto 1947, con un pareggio interno per 0-0 contro il . Alla sua prima stagione in Divizia A 1947-1948 arrivò 14ª e si salvò dalla retrocessione dopo aver vinto dei play-out cui presero parte altre sette squadre.
L'ordine n. 289 del 5 giugno 1948 emanato dal ministero della difesa modificò il nome ufficiale della società in Clubul Sportiv Central al Armatei (CSCA). Con la nuova denominazione nella stagione 1948-1949 arrivò 7ª in campionato, ma sollevò il primo trofeo, vincendo la finale di Coppa di Romania per 2-1 contro il con i gol di Petre Moldoveanu e Toni Ferenczi.
Nel 1950 il campionato rumeno passò ad un calendario basato sull'anno solare, sulla falsariga di quello sovietico. Contestualmente il 24 marzo di quell'anno la squadra cambiò ancora una volta nome, adottando quello di Casa Centrală a Armatei (CCA).
Gli anni d'oro della CCA (1950-1961)
Gli anni cinquanta furono l'epoca d'oro della CCA. Dopo la seconda coppa di Romania vinta nel 1950 (3-1 in finale sul ), nel 1951 mise in bacheca il primo titolo di campione nazionale. All'ultima giornata del campionato la CCA pareggiò 0-0 contro il Flacăra Petroșani, finendo pari punti con la , ma avendo la meglio grazie alla differenza reti. Il primo titolo di campione di Romania portava la firma del tecnico Gheorghe Popescu I, divenuto allenatore della squadra a soli 31 anni e sette mesi nel gennaio 1951, il più giovane nella storia del club. Al termine della stagione 1951 la CCA festeggiò anche la terza coppa di Romania, superando in finale per 3-1 il Flacăra Mediaș.
Nella prima parte del decennio il club riuscì a vincere tre campionati di fila, nel 1951, nel 1952 e nel 1953 e tre coppe di Romania, nel 1950, nel 1951 e nel 1952. Nel 1954 arrivò invece secondo dietro al . Nel 1955 conquistò la quinta Coppa di Romania della sua storia.
Alla metà degli anni cinquanta la CCA godeva di una solida reputazione in patria grazie a giocatori come i portieri Ion Voinescu e Costică Toma, i fratelli Vasile (difensore) e Francisc Zavoda (attaccante), il libero Alexandru Apolzan, i centrocampisti Ștefan Onisie e Tiberiu Bone, il terzino sinistro Victor Dumitrescu, gli attaccanti Gheorghe Constantin, Ion Alecsandrescu, Gheorghe Cacoveanu e Nicolae Tătaru. Nel 1956 inoltre la nazionale rumena affrontò e sconfisse per 1-0 la a Belgrado con nove calciatori della CCA tra i titolari.Sempre nel 1956 la CCA di Ștefan Dobay vinse nuovamente la Divizia A, staccando la Dinamo Bucarest di 4 punti. Nell'autunno dello stesso anno intraprese una tournée in Inghilterra, dove ottenne risultati degni di nota contro squadre del calibro di (1-1), (3-3), (4-3) e (0-5). Fu il preludio al debutto in Coppa dei Campioni nell'autunno 1957, dove si trovò di fronte al .La CCA Bucarest fu la seconda squadra rumena a partecipare alla Coppa dei Campioni. Nell'edizione precedente infatti aveva esordito la Dinamo Bucarest. All'andata in Germania la CCA fu sconfitta per 4-2 (i gol dei rossoblù furono realizzati da Francisc Zavoda e Tiberiu Bone), ma fu capace di rimontare il passivo al ritorno a Bucarest, imponendosi per 3-1 (reti di Nicolae Tătaru, Gheorghe Constantin e Ion Alecsandrescu). Per stabilire la squadra che avanzava ai quarti fu quindi necessario un match di spareggio disputatosi in campo neutro a Bologna e vinto per 3-1 dai tedeschi.
Nel marzo 1957 approdò a Bucarest il ventenne Emerich Jenei, che con la maglia rossoblù avrebbe poi vinto sette campionati da calciatore e nove da allenatore. A partire dalla stagione 1957-1958 il campionato tornò a disputarsi nel formato autunno-primavera. Nei mesi iniziali del 1958 la CCA disputò un'ulteriore competizione europea, uscendo sconfitta al primo turno di Coppa del Danubio contro l'.
Dopo aver ceduto lo scettro di campione di Romania per due stagioni consecutive al , la CCA tornò a vincere il torneo nell'annata 1959-1960, nuovamente sotto la guida di Gheorghe Popescu I. Tuttavia la federcalcio rumena scelse di non iscrivere la squadra alla Coppa dei Campioni 1960-1961 a sorteggio già effettuato. Alla base della decisione si trovava la doppia sconfitta subita dalla nazionale rumena contro la nel maggio 1960. Poiché la CCA avrebbe dovuto affrontare i campioni cecoslovacchi dello , temendo una disfatta che avrebbe messo a rischio l'orgoglio nazionale, la federazione optò per ritirare i propri rappresentanti. La squadra, stavolta allenata da Ștefan Onisie, però nel 1961 conquistò il sesto titolo di campione nazionale della sua storia.
Alla fine del 1961 inoltre la società cambiò denominazione in Clubul Sportiv al Armatei (CSA) Steaua București, assumendo la stella anche nel nome oltre che come simbolo (in lingua rumena Steaua significa "Stella").
La Steaua dagli anni 1960 ai primi anni 1980
Seguì un periodo relativamente modesto di quasi due decenni, in cui il club vinse solo tre campionati (1967-68, 1975-76, 1977-78), ma ben otto coppe nazionali (1961-62, 1965-66, 1966-67, 1968-69, 1969-70, 1970-71, 1975-76 e 1978-79), grazie alle quali si guadagnò il soprannome di "specialista delle coppe".
Negli anni sessanta inoltre l'emergere della Dinamo come forza di primo piano rafforzò la rivalità tra le due squadre di Bucarest. A tal proposito nelle tre edizioni tra il 1969 e il 1971 la finale di Coppa di Romania vide sempre affrontarsi Steaua e Dinamo, confronti in cui i rossoblù riportarono tre successi consecutivi. Nel 1970 la finale, conclusasi 2-1 e che valse il decimo titolo in questa competizione, fu decisa dalla doppietta di Florea Voinea, attaccante che nel 1969 aveva realizzato il millesimo gol della Steaua in campionato nell'8-0 sulla .
Nel 1968 pur concludendo la stagione pari punti con l' di Nicolae Dobrin, il tecnico Ștefan Kovács riuscì a vincere il campionato per differenza reti. Nel mese di novembre di quell'anno esordì con la maglia della Steaua Anghel Iordănescu, che sarebbe diventato il miglior marcatore nella storia del club. Kovács lasciò la squadra nel 1971, dopo aver vinto un campionato e tre coppe di Romania, per allenare l' rimasto orfano di Rinus Michels.
La Steaua esordì in Coppa delle Coppe nel 1962, ma fino al 1971 non superò mai gli ottavi di finale. Fu nell'edizione della Coppa delle Coppe 1971-1972 che giunse fino ai quarti, dopo aver battuto il agli ottavi, vincendo sia l'andata al Camp Nou (1-0), che il ritorno in Romania (2-1). Tutti i gol del doppio confronto furono realizzati da Viorel Năstase. Ai quarti si trovò di fronte al di Beckenbauer, ma fu eliminata per la regola dei gol in trasferta pur pareggiando i due incontri (1-1 e 0-0).
Nel 1974 fu inaugurato lo Stadio Ghencea, nuovo terreno di gioco del club. Nel 1975 fu acquistato Tudorel Stoica, futuro capitano e recordman di presenze in campionato della Steaua. Contemporaneamente Emerich Jenei fu promosso a allenatore della prima squadra. A otto anni di distanza dall'ultimo titolo di campione nazionale, nel 1976 questi vinse subito campionato e coppa. Superata solo dalla Dinamo nella stagione 1976-1977, la Steaua conquistò poi la Divizia A 1977-1978, prevalendo sull'Argeș Pitești grazie alla differenza reti.
Nella seconda metà degli anni settanta lo scrittore Dan Claudiu Tănăsescu coniò il soprannome di viteziști ("velocisti") per descrivere lo stile di gioco della Steaua, i cui calciatori di punta in quel momento erano gli attaccanti Anghel Iordănescu e Viorel Năstase, il centrocampista Ion Dumitru e le ali destra e sinistra Radu Troi e Constantin Zamfir. Nella stagione 1978-1979 la squadra vinse l'ultimo trofeo del decennio, la 13ª Coppa di Romania, battendo in finale lo per 3-0 (gol di Ion Dumitru e doppietta di Marcel Răducanu). Nel campionato 1979-1980 si piazzò alle spalle dell', che aveva una migliore differenza reti.
Malgrado i nomi importanti che componevano la rosa, la Steaua vinse poco negli anni settanta, fatto che convinse la società ad operare una serie di cambiamenti, specialmente dopo i contrasti sorti in seno alla squadra e acuitisi dopo la sconfitta nella finale di Coppa di Romania contro il nel 1980. L'inizio degli anni ottanta rappresentò perciò un periodo di crisi in termine di risultati, caratterizzato da un grande ricambio di giocatori. Tra questi Răducanu, eletto calciatore rumeno dell'anno del 1980, fuggì in Germania nel 1981 per evitare le ripercussioni dovute ad una presunta combine. Arrivarono però dei giovani che si sarebbero rivelati decisivi negli anni futuri: Gavril Balint, Ștefan Iovan, Mihail Majearu, Miodrag Belodedici, Helmuth Duckadam, Marius Lăcătuș, László Bölöni, Victor Pițurcă e Adrian Bumbescu. Lăcătuș esordì con la Steaua nel 1983 e sarebbe diventato il calciatore con più presenze in tutte le competizioni (481), oltre che quello con il maggior numero di titoli di campione di Romania con i rossoblù (10). Nei primi anni ottanta però la lotta scudetto fu appannaggio di Dinamo Bucarest e Universitatea Craiova.
I successi internazionali (1985-1989)
Nel 1983 Emerich Jenei rientrò sulla panchina della Steaua. Nella stagione 1983-1984 la squadra tornò a lottare per il titolo, ma trovò il secondo posto e fu superata dalla Dinamo sia in campionato che in finale di Coppa di Romania, perdendo 2-1. Si trattò della premessa ai successi dell'anno seguente. Il 12 giugno 1985 riportò la vittoria con il maggior scarto fino a quel momento in un derby contro la Dinamo, imponendosi per 5-0 in semifinale di Coppa di Romania. Il 19 giugno l'1-0 sul valse la conquista matematica del decimo titolo di campione nazionale, a sette anni dall'ultimo successo. Il 23 giugno batté per 2-1 in finale l'Universitatea Craiova e ottenne la 14ª Coppa di Romania della sua storia.