Semiramide riceve la notizia della rivolta di Babilonia è un dipinto di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, realizzato intorno al 1645. L'opera, eseguita a olio su tela e di dimensioni , fa parte della Alec Cobbe Collection, conservata a Guildford, nel Surrey. Storia

Guercino eseguì tre dipinti raffiguranti la regina Semiramide nel momento in cui riceve la notizia della rivolta di Babilonia. Il primo, Semiramide riceve la notizia della rivolta di Babilonia, fu realizzato nel 1624 ed è conservato al Museum of Fine Arts di Boston; un secondo dipinto, eseguito nel 1628, fu acquistato dall'elettore di Sassonia ed era conservato nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, ma andò distrutto durante la seconda guerra mondiale.. Il terzo è l'opera qui trattata, eseguita nel 1645 e oggi conservata in una collezione privata inglese.

Quest'ultimo dipinto fu commissionato dal cardinale Federico Cornaro ed è citato da Malvasia nella Felsina pittrice, sotto l'anno 1645: «All'Eminentissimo Cornaro [...] una Semiramide quando ebbe la nova della presa di Babilonia [...]»...

Il corrispondente pagamento è registrato nel Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore di Guercino, Paolo Antonio Barbieri, dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666., alla data del 22 dicembre 1645: «All'Em.mo Sig:r Cardinale Cornaro, si è riceuto per il Quadro della Regina Semiramiss. ducat:ni che fano L 750. è questi per mano dell'Ill:mo Sig:r Sig: Lupari, fano Scudi 187»..

Alla morte di Federico Cornaro, avvenuta nel 1653, fu redatto l'inventario dei suoi beni. In tale documento il dipinto è descritto come un «quadro grande da sovrapporta» di mano del Guercino, raffigurante la regina Semiramide, con cornice intagliata e dorata «alla romana». La successiva dispersione della collezione Cornaro è ricordata in una lettera conservata alla National Gallery e datata 3 marzo 1790, indirizzata a Sir Abraham Hume dal suo agente a Venezia, il mercante Mario Sasso. Le vicende posteriori dell'opera non sono note con certezza: Turner ha segnalato alcune possibili identificazioni con dipinti comparsi in asta tra la fine del XVIII e il XX secolo, ma tali passaggi restano ipotetici.

Il dipinto oggi nella collezione Cobbe proveniva da una raccolta privata scozzese e passò in asta presso Christie's il 25 ottobre 1985, con l'attribuzione prudenziale a «Studio del Guercino». Fu acquistato dal mercante londinese Rafael Valls e in seguito entrò nella raccolta di Alec Cobbe, che ne riconobbe l'alta qualità. Dopo il restauro, eseguito nel 2001, l'opera fu attribuita a Guercino da Nicholas Turner e Sir Denis Mahon..

Nella monografia di Luigi Salerno del 1988 l'opera era ancora indicata come di ubicazione ignota.. In precedenza la Semiramide Cornaro era stata identificata con un dipinto già nella collezione del conte di Northbrook, di dimensioni leggermente inferiori; tale identificazione è stata poi superata dopo il riconoscimento dell'esemplare oggi nella collezione Cobbe..

Descrizione Nel dipinto la regina Semiramide occupa il centro della scena, emergendo da un fondo scuro che concentra l'attenzione sulle figure. È raffigurata in piedi, con il corpo rivolto verso destra e la mano sinistra sollevata in un gesto di composta sorpresa, mentre ascolta il messaggero che le annuncia la rivolta di Babilonia. L'uomo, posto alla sua destra, è colto nell'atto di indicare con il braccio destro verso l'esterno della composizione, accentuando il carattere narrativo della scena.

Tra la regina e il messaggero si trova un tavolo coperto da un panno violaceo, sul quale sono appoggiati una corona regale e uno specchio. Quest'ultimo riflette parzialmente il braccio di Semiramide, introducendo un raffinato effetto illusionistico. Particolare attenzione è riservata agli elementi preziosi e ornamentali: la corona, le perle che ornano la capigliatura della regina e la testa di leone che conclude l'elsa della spada sono resi con minuzia e virtuosismo. Tali dettagli sono stati messi in rapporto con l'intervento di Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino, spesso incaricato della resa di oggetti, nature morte e particolari decorativi nelle opere della bottega. Sulla sinistra, leggermente arretrata e defilata in secondo piano, compare un'ancella, il cui atteggiamento turbato contribuisce a sottolineare la gravità della notizia appena ricevuta.

Sul piano stilistico, Turner osserva che, nonostante le abrasioni presenti in alcune aree della tela, la qualità pittorica di altre parti, in particolare delle teste dei tre personaggi, conferma l'identificazione dell'opera con l'originale autografo eseguito per il cardinale Cornaro. Il dipinto si colloca nella fase tarda del Guercino, generalmente fatta iniziare dopo il definitivo trasferimento del pittore a Bologna, avvenuto nel settembre 1642, poco dopo la morte di Guido Reni, l'8 agosto dello stesso anno.. A partire dagli anni Quaranta del Seicento, anche per la necessità di soddisfare la clientela che era stata di Reni, Guercino orientò progressivamente il proprio linguaggio verso un più marcato classicismo, pur senza rinunciare alla naturalezza espressiva che caratterizza la sua pittura.. Copie Una copia, attribuita a Bartolomeo Gennari, si trova a Petworth House, nel West Sussex. Un'altra copia è conservata al Palazzo Ducale di Mantova.

Disegni Un disegno preparatorio si trova a Windsor Castle. Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nel Regno Unito