La chiesa di Sant'Apollonio era un edificio religioso di Brescia, situato fuori dalla porta di Torrelunga, ad oriente del centro storico cittadino.

Considerata dalla tradizione una delle più antiche chiese della città e della diocesi bresciana, fu probabilmente fondata nel IV e nel XV secolo divenne sede di un complesso monastico dei frati minori osservanti. Demolita nel 1517 nell'ambito della "spianata" disposta dalla Repubblica di Venezia per ragioni difensive, conservava le reliquie di sant'Apollonio di Brescia, successivamente traslate in cattedrale. Delle sue opere d'arte e del suo patrimonio materiale una piccola parte confluì nel nuovo complesso di San Giuseppe, edificato a partire dal 1519.

Storia Per ricostruire l'ubicazione e l'aspetto originario della chiesa di Sant'Apollonio si fa riferimento agli studi dedicati alle prime fabbriche cristiane bresciane, condotti da Giacomo Malvezzi, Giovanni Girolamo Gradenigo e Giuseppe Brunati e successivamente ripresi da Gaetano Panazza.. Nella planimetria pubblicata da quest'ultimo nel 1988, l'edificio è collocato lungo il prolungamento di via Carlo Cattaneo, oltre l'attuale via Turati, in un'area corrispondente alle prime balze dei Ronchi.. Insieme alle chiese di chiesa di Sant'Andrea, San Fiorano e Santa Maria in Silva, Sant'Apollonio sarebbe stata una delle più antiche chiese della diocesi bresciana.. Secondo la tradizione, gli altari venivano edificati sulle tombe dei martiri e, in assenza dei loro corpi, se ne utilizzavano le reliquie per fondare nuovi luoghi di culto. Sant'Andrea e Sant'Apollonio sorgevano infatti a oriente della città, in direzione dell'attuale Torrelunga..

Secondo un'altra tradizione, le reliquie di san Rusticiano, ventitreesimo vescovo di Brescia dal 585 al 591, rimasero sepolte nella chiesa di Sant'Apollonio fino al 1400, quando vennero trasferite nella chiesa di San Zeno.. Ciò sembrerebbe confermare l'opinione di Giacomo Malvezzi, ripresa da Panazza, secondo la quale Sant'Apollonio sarebbe stata la prima chiesa di Brescia, fondata dal vescovo Ursicino tra il 320 e il 327 e restaurata intorno al 1430. Il santo, vissuto nella prima metà del IV secolo, sarebbe stato sepolto "in un'arca di pietra non lontano dalle mura di Brescia (in arca saxea non longe a muro Brixiae). Nel corso dei secoli numerosi studiosi tentarono di ricostruire l'aspetto dell'edificio. Gradenigo, anch'egli citato da Panazza, ricordava come la sua imponenza fosse tale da giustificare la definizione di basilica, riportando l'espressione attribuita a Malvezzi "La struttura era così magnifica che Malvezzi non esitò a chiamarla Basilica" (erat structura adeo magnifica, ut Basilicam vocare non timuerit Malvetius).. La chiesa occupava una posizione preminente tra gli edifici religiosi sorti tra il VI e l'VIII secolo nella zona orientale della città, lungo le pendici dei Ronchi, dove secondo alcune ipotesi sarebbe esistita anche la sinagoga..

L'edificio venne successivamente ampliato nel 1133 con la realizzazione della cripta in confessione Sancti Apollonii, come secondo Federico Odorici. Lo stesso studioso richiamava inoltre un documento del 1178 nel quale compare la formula "in civit. Brixia in ecclesia S. Apollonii de dom", interpretata come una possibile conferma delle notizie tramandate da Malvezzi circa le dimensioni e la preminenza spirituale dell'edificio..

Nella prima metà del XV secolo il complesso fu investito di nuovo fervore religioso. Paolo Brognoli riferisce infatti che san Bernardino da Siena, giunto a Brescia nel 1422, ottenne per i frati minori osservanti anche il convento di Sant'Apollonio.. Il legame instaurato con il predicatore fu tale che gli vennero dedicate una chiesa presso quella di San Rocco e una cappella all'interno di Sant'Apollonio.. A questo periodo, intorno al 1427, sono ricondotti alcuni interventi di rinnovamento dell'antico edificio., che pochi anni dopo dovette certo risentire dell'assedio di Brescia del 1438 da parte di Nicolò Piccinino..

L'attività dei frati osservanti proseguì negli anni successivi con la promozione di raccolte di fondi finalizzate all'invito a Brescia di celebri predicatori.. Tra questi figurò Bernardino da Feltre, la cui predicazione contro l'usura favorì la fondazione del Monte di pietà nel 1482, istituzione destinata al sostegno delle classi più bisognose e alla tutela contro l'attività dei prestatori di denaro..

Dopo il sacco del 1512, le antiche chiese sorte fuori porta Torrelunga furono coinvolte nella cosiddetta "spianata" disposta dalla Repubblica di Venezia per ragioni difensive. Anche la chiesa di Sant'Apollonio fu demolita nel 1517 e le reliquie del santo furono trasferite nella basilica di San Pietro de Dom, dove vennero custodite entro un'arca marmorea fatta realizzare nel 1505 dal Collegio dei notai, del quale il santo era patrono. L'urna fu successivamente trasferita nel Duomo nuovo e accolse anche le reliquie di san Filastrio..

La riunione delle reliquie dei due santi ha consentito agli studiosi di osservare come san Filastrio avesse avuto la propria sepoltura originaria nella chiesa di Sant'Andrea, mentre sant'Apollonio fosse stato tumulato nella chiesa a lui dedicata, classificata tuttavia tra le chiese filiali..

Descrizione Gaetano Panazza ha formulato un'ipotesi riguardante una delle quindici lunette con le storie di Bernardino da Feltre, dipinte da Antonio Gandino e Francesco de Calderiis nel secondo chiostro occidentale della chiesa di San Giuseppe. Lo studioso ha ritenuto che l'edificio rappresentato sullo sfondo di una di esse possa identificarsi con la chiesa di Sant'Apollonio, oppure con quella di Santa Maria Calchera o di Sant'Eufemia. L'edificio raffigurato, dotato di presbiterio, cupola e campanile, apparirebbe riconducibile ai primi anni del Seicento o alla fine del Cinquecento, pur conservando una facciata di gusto quattrocentesco..

Poiché delle chiese di Santa Maria Calchera e di Sant'Eufemia esistono raffigurazioni note, l'immagine è stata interpretata come una libera ricostruzione della scomparsa chiesa di Sant'Apollonio, utile almeno a suggerire l'aspetto dell'edificio. È stato inoltre osservato che nel complesso di San Giuseppe, edificato nel 1519 per i Minori osservanti utilizzando materiali provenienti dagli edifici demoliti due anni prima, confluirono anche materiali dal complesso di Sant'Apollonio, tra cui alcune delle colonne del primo chiostro..

Note

Bibliografia

Voci correlate Chiese di Brescia

Apollonio Categoria:Chiese dedicate a sant'Apollonio