Il monumento ai caduti di Torre Annunziata è un'opera scultorea e architettonica commemorativa situata al centro di piazza Ernesto Cesaro a Torre Annunziata, nella città metropolitana di Napoli. Concepito a partire dal 1926 e completato nelle fusioni nel 1929, l'insieme monumentale celebra la memoria dei soldati torresi caduti nel corso della prima guerra mondiale.

Storia La progettazione dell'ara monumentale venne commissionata al celebre artista calabrese Francesco Jerace, scultore di rilievo internazionale già autore di svariati monumenti celebrativi nel Mezzogiorno d'ItaliaLa storiografia locale ha talvolta riportato l'attribuzione dell'opera a Vincenzo Jerace, fratello minore di Francesco e anch'egli scultore, definendola un suo pregevole lavoro. Cfr. e la successiva ripresa del nome (indicato come Vincenzo Irace) in . Le componenti plastiche in bronzo furono realizzate mediante fusione tradizionale presso la storica Fonderia artistica Chiurazzi di Napoli.

L'inaugurazione ufficiale del monumento avvenne solennemente il 17 gennaio 1930, alla presenza delle massime autorità istituzionali dell'epoca e con la partecipazione della principessa Mafalda di Savoia.

Sotto il profilo esecutivo, l'opera subì alcune variazioni rispetto al disegno originario: le due monumentali aquile bronzee destinate alla sommità dei pilastri non vennero approntate in tempo dalla fonderia a causa di contingenze economiche e tempistiche. Per la cerimonia inaugurale si optò per l'installazione temporanea di due modelli sostitutivi in cartapesta, rimossi subito dopo la conclusione dell'evento istituzionale. Nel 1960 l'amministrazione comunale cercò di completare l'impianto originario incaricando il pittore locale Pasquale Vitiello di elaborare due nuovi bozzetti per la fusione dei dettagli mancanti, ma l'iniziativa non trovò un seguito pratico, lasciando i pilastri privi del coronamento scultoreo apicale.

Descrizione Il complesso si presenta come un'ara monumentale a sviluppo simmetrico che raggiunge un'altezza e una larghezza complessive di circa 13 metri. Sotto l'aspetto storico-artistico, gli studi specialistici inquadrano l'opera all'interno del filone delle battaglie congelate tipico del classicismo novecentesco, caratterizzato dall'accostamento di figure di soldati in combattimento ad allegorie monumentali della vittoria. L'estetica risente della solenne esaltazione retorica dell'eroismo e del sacrificio patriottico tipica delle committenze pubbliche coeve all'edificazione.

Struttura e materiali La struttura poggia su un basamento monumentale gradonato in piperno, che immette al corpo verticale principale edificato in blocchi di marmo bianco di Trani. Due robusti pilastri squadrati fungono da cornice architettonica al gruppo scultoreo centrale. Ai quattro angoli esterni delle gradinate di base sono collocati quattro bracieri ornamentali in bronzo, anticamente impiegati per l'accensione di fiamme votive.

Apparato scultoreo Il nucleo plastico centrale in bronzo è composto da un gruppo dinamico di tre figure in movimento. Al centro si erge la personificazione allegorica della Patria, concepita dall'artista come simbolo della stessa comunità di Torre Annunziata. È raffigurata come una figura femminile colta in una marcia controvento, con la chioma cinta da una corona turrita e lo sguardo fiero rivolto in lontananza; stringe il tricolore con la mano sinistra e solleva un ramo di quercia con la destra.

Ai suoi lati si trovano due fanti, le cui sembianze traggono ispirazione da reali soldati torresi caduti al fronte: Il fante in posizione eretta, ritratto nell'atto di scagliare una bomba a mano, ricalca le sembianze di Angelo Iovene, militare locale decorato con medaglia d'argento al valor militare e scomparso a ventiquattro anni. Il secondo fante, inginocchiato sopra un cannone e colto nel momento del ferimento, è identificabile con Vincenzo Rocco, sottotenente torrese insignito della medaglia d'oro al valor militare, caduto in battaglia non ancora ventiquattrenne. La figura è rappresentata accasciata a terra mentre poggia il viso sul tricolore e stringe una pistola, compiendo un ultimo sforzo dinamico volto a incitare i commilitoni alla resistenza.

L'apparato decorativo include elementi intagliati direttamente nel marmo: Quattro scudi bellici racchiusi entro corone di foglie di quercia (simbolo militare di fortezza), posizionati nella sezione superiore dei pilastri sotto i capitelli. Quattro ghirlande scolpite sulla base inferiore, costituite dall'intreccio ornamentale di rami d'alloro, simboleggianti la gloria, e rami di quercia. Sulla facciata anteriore del basamento è incisa l'iscrizione dedicatoria in lettere capitali:

TORRE ANNVNZIATAAI SVOI FIGLICADVTI PER LA PATRIA1915-1918

Stato di conservazione e tutela Nel corso degli anni duemiladieci l'opera è stata interessata da fenomeni di deterioramento legati a ripetuti atti di vandalismo e imbrattamenti con vernici spray, che hanno colpito le superfici marmoree e la zoccolatura in piperno. A seguito dei sistematici danneggiamenti riportati dall'ara votiva, nel 2017 l'amministrazione comunale ha deliberato e finanziato un intervento straordinario di messa in sicurezza dell'importo complessivo di euro, finalizzato alla ripulitura dei materiali e alla contestuale installazione di una recinzione protettiva perimetrale fissa volta a isolare il monumento e impedirne l'accesso diretto pubblico.

Eventi e ricorrenze In quanto fulcro memoriale e civile della comunità cittadina, il monumento è regolarmente impiegato come scenario di manifestazioni istituzionali. Nel marzo 2011, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giosuè Starita ha integrato l'opera e l'antistante piazza Ernesto Cesàro all'interno delle celebrazioni nazionali per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia; in tale cornice, il complesso scultoreo è stato adibito a sede logistica del programma istituzionale Progetto Unità d'Italia 2011, venendo decorato con un impianto tessile tricolore commemorativo sulla facciata principale vicino alla ricorrenza del 17 marzo.

Note

Bibliografia Francesco Dati, Indagini storiche su Torre Annunziata, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1962. Giovanni Di Martino, Carlo Malandrino, Torre Annunziata tra vicoli e piazze: storia di territorio e urbanesimo, Fuorni (SA), D'Amelio Editore, 1986. Maria Rosaria Nappi (a cura di), La Campania e la Grande Guerra. I monumenti ai caduti di Napoli e Provincia, Roma, Gangemi Editore, 2011. Torre Annunziata. Storia, spiritualità e arte, Edizioni Oplontine, 2001.

Voci correlate Torre Annunziata Francesco Jerace Monumento ai caduti Vincenzo Rocco Memoriali della prima guerra mondiale

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