La tomba di Sitra, indicata anche con la sigla QV38 (abbreviazione dell'espressione inglese Queen Valley 38), è una tomba della Valle delle Regine, nella necropoli di Tebe, sulla riva occidentale del Nilo, di fronte a Luxor, in Egitto, destinata a Sitra, moglie di Ramses I e madre di Seti I.
La tomba rimase incompiuta e conserva pareti intonacate con figure appena abbozzate; nel 1903 fu sgombrata dalle macerie e studiata dalla missione italiana del Museo Egizio di Torino diretta da Ernesto Schiaparelli.
Titolare
Sitra, il cui nome compare anche nella forma Satra, fu una regina della XIX dinastia egizia, moglie di Ramses I e madre di Seti I; nella tomba QV38 è ricordata con i titoli di "sposa del re", "sposa del dio", "signora delle Due Terre" e "grande madre del re", mentre nella tomba KV17 di Seti I le sono attribuiti i titoli di "principessa ereditaria", "grande sposa reale" e "signora delle Due Terre"; nel tempio di Seti I ad Abido, inoltre, una statua di culto di Sitra, raffigurata insieme a quelle di Seti I e Ramses I, è accompagnata dal titolo di "sposa del re".
Storia La tomba di Sitra fu probabilmente la prima tomba di una regina realizzata nella Valle delle Regine e fu forse avviata per iniziativa di Ramses I, mentre la decorazione fu eseguita durante il regno di suo figlio Seti I, al quale risale anche gran parte della costruzione; nella tomba Sitra è chiamata "madre del re". Schiaparelli descrisse la sepoltura come una tomba non finita, con la scala e le prime due camere scavate, le pareti ricoperte di stucco e figure e iscrizioni prima tracciate in rosso e poi corrette in nero; i lavori furono interrotti e la tomba fu probabilmente abbandonata. La tomba rimase incompiuta: l'ultima sala è scavata solo in modo sommario, mentre le pareti della camera funeraria furono intonacate e le figure rimasero semplici abbozzi.
Scavi Prima degli scavi italiani, la tomba era già stata descritta da John Gardner Wilkinson nel 1828, come tomba 19, da Jean-François Champollion nel 1828-1829, da Karl Richard Lepsius nel 1844-1845, come tomba 13, e da Heinrich Karl Brugsch nel 1854; nel 1903 la sepoltura fu poi completamente liberata e studiata da una missione italiana del Museo Egizio di Torino diretta da Ernesto Schiaparelli. Nel resoconto della Missione archeologica italiana in Egitto, Schiaparelli inserì la "tomba, non finita, della Regina Satra" tra le altre tombe della XIX dinastia egizia nella Valle delle Regine; tra le tombe elencate, solo due erano state scoperte dalla missione italiana, mentre le altre, compresa quella di Satra, erano già note in parte, e furono liberate dalle macerie che le riempivano, rendendo visibili le scene e le iscrizioni in ogni loro parte. La missione statunitense guidata da Elizabeth Thomas documentò la tomba nel 1959-1960 e, tra il 1988 e il 1991, nel 2006-2008 e nel 2008, altri lavori di documentazione e conservazione furono eseguiti dal CNRS, dal Consiglio supremo delle antichità egiziane e dal Getty Conservation Institute.
Descrizione La tomba è formata da una scala discendente, da un passaggio che conduce a una camera, da un secondo passaggio e da una camera posta più in profondità; nella prima camera si trovano quattro nicchie, una in alto su ciascuna parete, destinate ad accogliere amuleti.
Decorazione
Nella camera principale sono raffigurate processioni di divinità sulle pareti destra e sinistra, tutte rivolte verso l'ingresso della tomba; sulla parete est si riconoscono Amset, Duamutef, Anubi, Maat, Ir-renef-djesef, Nefti, Serket, una scimmia e due babbuini entro un'edicola, e la regina Sitra è inoltre seduta davanti a un naos, cioè una piccola cappella destinata a custodire una statua o un'immagine sacra; un'altra scena mostra un dio a testa di leone seguito da Maat. Sulla parete ovest sono raffigurati un'edicola con un dio a testa di gatto e Anubi, Hapi, Qebehsenuf, Horus-Irbakef, Thot, Iside, Neith e Horus, e un'altra edicola con Mut in forma di avvoltoio, un dio a testa di uccello e un dio raffigurato frontalmente; sulla parete nord si trovano due barche con tre dèi al di sotto, mentre Nut è rappresentata sul soffitto, in una soluzione decorativa introdotta nella XIX dinastia egizia.
Note
Bibliografia
Voci correlate Ernesto Schiaparelli Museo egizio (Torino) Necropoli di Tebe Ramses I Seti I Sitra Valle delle Regine
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Collegamenti esterni
Categoria:Tombe della Valle delle Regine