Biografia Attività imprenditoriale Cresciuto a Padula, nel Vallo di Diano, Corcione visse una giovinezza segnata dalle difficoltà economiche del secondo dopoguerra, che lo spinsero nel 1947 ad emigrare in Venezuela. A Caracas si affermò nel settore dell'edilizia e degli investimenti immobiliari, accumulando una considerevole fortuna finanziaria. Durante la permanenza in Sudamerica sposò la cittadina venezuelana Aurora Sandoval originaria di Valencia. Rientrato in Italia nel 1958 come magnate dell'edilizia, si stabilì a Napoli inserendosi nel tessuto economico e sportivo campano, mantenendo sempre uno stretto legame con la cittadina d'origine, dove assunse la guida dell'U.S. Padula.
La Presidenza e il calciomercato del 1968 Il 6 giugno 1968 Antonio Corcione venne eletto presidente della S.S.C. Napoli, succedendo alla travagliata gestione di Gioacchino Lauro e Roberto Fiore, in un momento di forte deficit finanziario societario che superava il mezzo miliardo di lire.
Fiancheggiato da Fiore in veste di amministratore delegato e dal cognato Mario Tardugno come vicepresidente, Corcione impresse subito una severa svolta tecnica dettata da ragioni di bilancio. Per alleggerire le casse sociali liquidò l'oneroso allenatore Bruno Pesaola e provò a mettere all'asta il capitano Antonio Juliano per fare cassa, operazione poi rientrata. Per la panchina ingaggiò inizialmente il tecnico brasiliano Otto Glória come Direttore Tecnico, ma il suo tesseramento venne rifiutato dalla Lega Nazionale Professionisti; la guida della squadra venne allora affidata a Giuseppe Chiappella.
La campagna acquisti estiva del 1968 fu meno altisonante rispetto alle precedenti gestioni di Fiore, ma portò comunque a Napoli l'ala Claudio Sala (acquistato dal Monza), oltre agli esperti Aristide Guarneri e Harald Nielsen provenienti dal Barcellona e dal Bologna. Corcione dovette inoltre gestire un delicato spogliatoio composto da fuoriclasse assoluti e forti personalità come José Altafini e Omar Sívori, l'ultimo dei quali entrò presto in aperto contrasto con le metodologie di allenamento di Chiappella. La tournée in America del giugno 1968 L'esordio della gestione dirigenziale di Corcione fu segnato dall'organizzazione di una lunga e tormentata tournée estiva tra il Brasile, gli Stati Uniti e il Canada, resasi necessaria per far respirare le casse del club grazie agli ingaggi internazionali. La spedizione, che si svolse nel giugno del 1968, nacque sotto cattivi auspici: la squadra partì priva di elementi cardine come Dino Zoff e Antonio Juliano (impegnati con la Nazionale italiana agli Europei), oltre che delle stelle José Altafini (colpito dagli orecchioni) e Omar Sívori o dell'allenatore titolare Chiappella. Per colmare le assenze il Napoli dovette ricorrere ai prestiti straordinari del portiere Battara e dell'attaccante Beniamino Di Giacomo.
Dal punto di vista logistico e calcistico la spedizione oltreoceano si rivelò un totale insuccesso, costellato da bizzarre disavventure extra-calcistiche. All'arrivo in Brasile presso l'aeroporto di Viracopos la squadra venne piantonata e trattenuta dalla polizia locale per problemi legati ai visti d'ingresso; la situazione fu sbloccata solo grazie alla mediazione diplomatica del calciatore brasiliano Cané, munito di passaporto nativo.
A Curitiba il gruppo scampò miracolosamente a una sparatoria all'interno del proprio ritiro alberghiero (il Guaira Palace), scaturita da un violento litigio a carte tra l'attaccante azzurro Paolo Barison e un ex militare locale affetto da turbe psichiche. Sul piano sportivo il Napoli collezionò pesanti sconfitte, tra cui un 3-2 contro l'Atlético Mineiro (partita terminata in nove uomini per tre espulsioni comminate dal direttore di gara) e un netto 4-0 ad Araraquara. La tournée si concluse a New York e Toronto con tre nette sconfitte contro il Santos di Pelé (4-2, 5-2 e 6-2), stabilendo tuttavia allo Yankee Stadium il record assoluto di spettatori paganti (43.002) per un match calcistico negli Stati Uniti.
La scomparsa prematura e la successione La presidenza di Corcione durò esattamente sei mesi. Colpito da una grave e incurabile malattia, il dirigente si spense a Napoli il 7 dicembre 1968, nel pieno del campionato e poche settimane dopo la celebre partita Napoli-Juventus (2-1) che segnò il traumatico addio al calcio di Omar Sívori a causa di una pesante squalifica.
Nel gennaio del 1969 la vedova Aurora Sandoval Corcione e il cognato Mario Tardugno decisero di cedere il proprio pacchetto azionario (pari a circa il 30% del capitale sociale) al giovane ingegnere e costruttore Corrado Ferlaino per una cifra di 36 milioni di lire. Questa mossa fulminea sul tempo ai danni dei laurini e il successivo acquisto delle quote di Roberto Fiore permisero a Ferlaino di acquisire il controllo di maggioranza della S.S.C. Napoli, scompaginando l'egemonia della fazione laurina e dando inizio alla storica e vincente era presidenziale del club registrata negli annali storiografici dell'opera.
Omaggi Il 17 marzo 2021, la giunta comunale di Padula, previo parere favorevole della Prefettura di Salerno, ha deliberato l'intitolazione dello stadio comunale cittadino alla memoria di Antonio Corcione, riconoscendone i meriti imprenditoriali e sportivi nel panorama nazionale.
Controversie Il "Caso Verona" Fervente sostenitore del Napoli, Corcione cercò fin dai primi anni sessanta di entrare nei quadri dirigenziali del club partenopeo, allora controllato dall'armatore Achille Lauro e dal dirigente Luigi Scuotto.
Nel maggio del 1962, nel tentativo di favorire la promozione del Napoli in Serie A e di accreditarsi presso la proprietà laurina, Corcione pianificò un tentativo di illecito sportivo in vista della decisiva partita Verona-Napoli del 27 maggio. Coadiuvato dai cognati Mario e Giuseppe Tardugno e dall'allenatore del Padula Antonio Peluso, cercò di corrompere il portiere del Verona, Santino Ciceri, e altri calciatori scaligeri tramite l'intermediario Pasquale Principe. L'operazione venne intercettata dall'Ufficio Inchieste della F.I.G.C., guidato dall'avvocato Dario Angelini, che documentò i colloqui con registrazioni e filmati.
La gara del 27 maggio venne rinviata per impraticabilità di campo dovuta al maltempo, impedendo la consumazione effettiva dell'illecito sul terreno di gioco e tutelando la squadra dalla responsabilità oggettiva diretta; la promozione fu poi conquistata regolarmente sul campo il 17 giugno 1962. Nel successivo processo sportivo la società partenopea fu scagionata sul piano della responsabilità oggettiva grazie alle ritrattazioni di alcuni testimoni e alla difesa dei propri legali, mentre Corcione e Peluso subirono pesanti squalifiche personali. Superati gli strascichi giudiziari, il 25 giugno 1964 partecipò alla fondazione della S.S.C. Napoli davanti al notaio Monda, assumendo successivamente la carica di vicepresidente ed entrando stabilmente nei quadri societari ufficiali del club.
Note
Bibliografia
Voci correlate Società Sportiva Calcio Napoli 1968-1969 Corrado Ferlaino Achille Lauro Padula
Categoria:Presidenti della S.S.C. Napoli