L'altro mondo, ovvero Stati e imperi della Luna (Histoire comique contenant les États et Empires de la Lune) è un romanzo filosofico e satirico di Savinien Cyrano de Bergerac, pubblicato postumo nel 1657. Il libro ebbe una prosecuzione, Storia comica degli Stati e imperi del Sole (Histoire comique des États et Empires du Soleil), uscita nel 1662 e accorpata al primo romanzo in diverse edizioni successive. Il viaggio oltre la Terra, l'impiego del razzo e l'incontro con popoli non terrestri collocano l'opera fra gli antecedenti europei della fantascienza moderna.
Costruito come viaggio immaginario, il romanzo si serve dell'allontanamento dalla Terra per capovolgere abitudini sociali, certezze religiose, spiegazioni scientifiche e gerarchie di autorità. La narrazione si articola in incontri, dialoghi e dispute: il protagonista attraversa una società i cui abitanti giudicano assurde molte consuetudini terrestri e finisce a sua volta sotto lo sguardo degli esseri che vorrebbe osservare.
Storia editoriale
Concezione dell'opera
Nel manoscritto il progetto porta il titolo L'autre monde ou les états et empires de la lune, forma che presenta il viaggio non come una semplice ascesa verso un astro, bensì come l'ingresso in un mondo separato da quello terrestre. Il romanzo prende avvio da una passeggiata notturna a Parigi: osservando la Luna insieme ad alcuni amici, il protagonista e alter ego dell'autore sostiene che essa possa essere un mondo simile alla Terra, trasformando una discussione in un'impresa di esplorazione. Da questo avvio Cyrano costruisce una narrazione itinerante, nella quale ogni spostamento del viaggiatore apre un confronto fra modi diversi di pensare; passando da un luogo all'altro, il protagonista espone credenze religiose, norme morali e teorie naturali allo sguardo di chi viene da altrove.
Alle discussioni scientifiche e filosofiche si affiancano modelli letterari ben individuabili. Il racconto in prima persona e il viaggio verso un luogo impossibile richiamano Luciano di Samosata, dalla cui tradizione Cyrano ricava una forma narrativa adatta alla satira e al paradosso. La presenza del personaggio di Domingo Gonsales, protagonista di The Man in the Moone, costituisce un richiamo (persino un crossover) col romanzo di Francis Godwin del 1638, che aveva già immaginato un viaggio verso la Luna. I congegni di volo, le ipotesi sui mondi abitati e le discussioni sulla struttura dell'universo non appaiono come scienze inventate: Cyrano li innesta su problemi discussi nel Seicento, trasportandoli in una finzione che fonde avventura, disputa e rovesciamento comico.
Pubblicazione e testo La prima edizione apparve a Parigi nel 1657 presso Charles de Sercy, con il titolo Histoire comique. Par monsieur de Cyrano Bergerac. Contenant les Estats & Empires de la Lune. Il volume, in dodicesimo, comprende quarantotto pagine preliminari, 191 pagine numerate e una pagina finale non numerata; reca inoltre il privilegio reale concesso a de Sercy per cinque anni il 23 dicembre 1656, seguito dall'achevé d'imprimer del 29 marzo 1657. In una parte degli esemplari rimane il primo stato delle epistole dedicatorie e della prefazione, poi sostituito con cartoni destinati a eliminare accuse rivolte ad Abel Cyrano de Mauvières, fratello dell'autore. La medesima edizione contiene un'epistola dedicatoria di Henry Le Bret a Tanneguy Renault des Boisclairs.
Il testo uscì dopo la morte di Cyrano in una versione preparata da Henry Le Bret. La prosecuzione fu pubblicata nel 1662 nelle Nouvelles Œuvres de Monsieur de Cyrano Bergerac; le due parti vennero poi riunite in edizioni moderne curate, fra gli altri, da Frédéric Lachèvre, Henri Weber, Claude Mettra e Jean Suyeux, Madeleine Alcover, Margaret Sankey e Jacques Prévot. L'edizione critica curata da Madeleine Alcover nel 2004 riunisce i due romanzi e il Fragment de physique in un unico volume.
Prime traduzioni Il testo dedicato alla Luna fu tradotto in inglese nel 1659 con il titolo Selenarchia: Or, The Government of the World in the Moon: A Comical History. Nel 1687 i due romanzi uscirono insieme in inglese con il titolo The Comical History of the States and Empires of the Worlds of the Moon and Sun, raggiungendo così il pubblico anglofono già nel XVII secolo.
La traduzione italiana, di Nino De Sanctis, apparve a Milano presso Sonzogno nel 1901 con il titolo Viaggio comico nella luna.
Trama Il narratore discute della Luna con alcuni amici, sostenendo che possa essere un mondo simile alla Terra. Per verificarlo tenta dapprima di raggiungerla legandosi addosso ampolle piene di rugiada, che dovrebbero salire verso il cielo attratte dal calore del Sole; l'esperimento non lo porta però a destinazione, bensì in Nuova Francia, dove incontra il governatore e conversa con lui di eliocentrismo, movimento terrestre, pluralità dei mondi e infinito dell'universo. Fallito il primo tentativo, prepara una seconda partenza con una macchina spinta da razzi e raggiunge infine la Luna.
Appena giunto a destinazione, il narratore entra nel Paradiso terrestre, ringiovanisce fino all'adolescenza e incontra figure bibliche come Elia, Enoch e san Giovanni Evangelista. Scacciato poi dal paradiso per empietà, continua il viaggio fra usanze che rovesciano quelle terrestri. Conversando con il Demone di Socrate, apprende anche l'esistenza di un altro popolo posto sul Sole.
Il mondo visitato rovescia molte consuetudini comuni sulla Terra. I suoi abitanti camminano a quattro zampe e giudicano bizzarra l'andatura bipede del viaggiatore; si nutrono di vapori, usano versi poetici come moneta e vivono in edifici mobili oppure in case stabili regolabili in altezza. Anche i libri sono concepiti diversamente: privi di pagine e di caratteri, vengono ascoltati mediante congegni meccanici. Le usanze sociali comprendono pratiche funebri lontane da quelle terrestri e un rapporto più esplicito con la sessualità.
Condotto a corte, il protagonista è scambiato per una scimmia e collocato accanto a Domingo Gonsales, già trattenuto tra gli animali a causa del suo abbigliamento spagnolo. Con lui discute dei quattro elementi, della gravità e del vuoto; poco dopo, processato dagli abitanti del luogo, viene accusato di sostenere che la Luna sia un mondo dipendente dalla Terra, mentre i suoi giudici credono il contrario. Il processo rovescia così la posizione del viaggiatore: non è più lui a osservare un mondo bizzarro, ma sono i suoi giudici a trattarlo come una creatura assurda.
Dopo la liberazione, il narratore incontra due professori con i quali affronta temi morali, naturali e metafisici. La conversazione passa dal rapporto fra giovani e anziani all'autorità dei genitori, dalla procreazione alla sensibilità delle piante, dal microcosmo e macrocosmo all'eternità del mondo, dagli atomi al caso. La parte finale è dominata da dispute religiose sull'anima, sui miracoli, sulla resurrezione e sull'esistenza di Dio; concluso il soggiorno, il narratore torna infine sulla Terra con l'aiuto del Diavolo.
Personaggi
Cyrano Narratore e protagonista del viaggio sulla Luna (il nome Dyrcona, anagramma di «Cyrano d.», compare nel seguito del romanzo).
Il Demone di Socrate Interlocutore del protagonista in alcune delle principali discussioni filosofiche del romanzo.
Domingo Gonsales Personaggio proveniente da The Man in the Moone di Francis Godwin, incontrato dal protagonista durante il viaggio.
Gli abitanti della Luna Abitanti del mondo visitato dal protagonista, organizzati secondo costumi opposti a quelli terrestri.
Critica
Scienza e invenzione Per John Clute e Brian Stableford, il viaggio verso la Luna mediante razzo è generalmente riconosciuto come il primo impiego del razzo nella narrativa europea di viaggio fra i mondi. Gli stessi studiosi collocano la cosmologia di Cyrano de Bergerac in un filone che va da Giordano Bruno ad autori successivi come Jonathan Swift e Voltaire. Sylvie Requemora invita tuttavia a usare con prudenza la categoria moderna di fantascienza: nei due romanzi, infatti, le invenzioni tecniche restano legate alle idee scientifiche e filosofiche disponibili nel Seicento, non a un sapere immaginario costruito ex novo. Nella lettura di Maria Susana Seguin, il romanzo trasforma il ragionamento scientifico in materia narrativa, facendo passare le ipotesi attraverso scene, dialoghi e viaggi.
Satira e modelli letterari Michèle Rosellini collega la narrazione in prima persona alla tradizione del viaggio immaginario satirico, già presente in Luciano di Samosata. Nel rapporto fra Cyrano e Luciano, Emmanuel Bury richiama il ruolo de La storia vera, spesso indicata come uno dei possibili modelli dellaltro mondo. Jean-Charles Darmon interpreta l'opera valorizzando il gusto del paradosso e dell'enigma, ricorrenti nella prosa di Cyrano. Bérengère Parmentier osserva che l'ipotesi della Luna come mondo simile alla Terra nasce nel testo da una scena visiva e si sviluppa poi come ipotesi narrativa da esplorare.
Religione e filosofia Jean-Pierre Cavaillé analizza gli argomenti ateistici del figlio dell'ospite, inserendoli nel confronto religioso e filosofico che percorre l'opera. Isabelle Moreau invita a non ridurre il romanzo a una sola dottrina, perché le idee filosofiche vi compaiono attraverso dialoghi, paradossi e scontri di posizioni. Clute e Stableford sottolineano che le versioni postume attenuarono gli elementi considerati eretici, fra cui la critica dei miracoli, della resurrezione e di alcune letture bibliche. La Bibliothèque nationale de France presenta i due romanzi come racconti immaginari nei quali Cyrano affronta questioni scientifiche, metafisiche e morali del secolo di Galileo.
Influenza culturale Nel Seicento il romanzo si colloca fra le opere che portano il viaggio immaginario oltre i confini della Terra. Questa tradizione rimane viva anche nel secolo successivo, in un filone che gli studi accostano a Rabelais e Swift; Clute e Stableford collegano la cosmologia di Cyrano a Giordano Bruno e vi scorgono un antecedente di aspetti dell'opera di Jonathan Swift e Voltaire. In questo filone si collocano i Viaggi di Gulliver di Swift e, per Voltaire, il racconto filosofico Micromega.
La critica ha accostato L'altro mondo ai Dialoghi sulla pluralità dei mondi (Entretiens sur la pluralité des mondes, 1686–1687) di Bernard le Bovier de Fontenelle: le due opere sono considerate i testi fondatori della narrativa scientifico-filosofica francese del Seicento.
Nel fumetto contemporaneo, la parte ambientata sulla Luna di De cape et de crocs di Alain Ayroles riprende elementi sia dellaltro mondo sia del Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. Nella stessa serie tornano motivi derivati dal romanzo di Cyrano, fra cui la moneta in sonetti e gli edifici mobili; il Maestro d'armi (Maître d'Armes) richiama invece sia il Cyrano teatrale di Rostand sia il Cyrano storico. Ayroles ha dichiarato di aver lasciato volutamente ambigua l'identità del personaggio.
Edizioni
Testo originale ed edizioni francesi
Traduzioni Inglese
Italiano
Note
Bibliografia
Voci correlate Savinien Cyrano de Bergerac Luna nella fantascienza The Man in the Moone La storia vera Viaggio immaginario
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