La guerra birmano-siamese () si combatté dal 1765 al 1767, contrapponendo per la seconda volta la dinastia Konbaung e il regno di Ayutthaya; la guerra mise fine al regno thailandese, durato 416 anni..

Storia La Birmania, sotto la dinastia Konbaung, emerse come potenza nella metà del XVIII secolo. Il fondatore della dinastia, re Alaungpaya, invase il regno di Ayutthaya seguito da soldati tra la fine del 1759 e l'inizio del 1760; tuttavia, la stagione delle piogge e un'improvvisa malattia costrinsero Alaungpaya alla ritirata. Il sovrano morì a maggio 1760 durante il ritorno in Birmania. La guerra birmano-siamese del 1759 guidata da Alaungpaya e il figlio Myedu diede le conoscenze necessarie per la successiva invasione del 1765. Myedu salì al trono birmano con il nome di Hsinbyushin alla fine del 1763, determinato a portare a termine la conquista del regno di Ayutthaya.

Chiang Mai venne conquistata dai birmani nel 1763; Hsinbyushin inviò uomini al comando di Ne Myo Thihapate per reprimere le ribellioni lanna e procedere poi all'invasione di Ayutthaya; altri soldati diretti da Maha Nawrahta vennero mandati a Tavoy per attaccare il Regno da un altro fronte. Il regno di Ayutthaya, incentrato sulla capitale omonima, era relativamente impreparato contro i militari birmani. A causa della lunga assenza da minacce esterne, il sistema di difesa era inutilizzato dalla fine del XVII secolo; la carenza di manodopera contribuì a peggiorare la situazione siamese. Thihapate conquistò i regni laotiani di Luang Prabang e Vientiane nel marzo 1765: i birmani presero il controllo del lato settentrionale del regno di Ayutthaya, avendo accesso a risorse e manodopera aggiuntive.

Maha Nawrahta, dalla base a Tavoy, all'inizio del 1765 invase e conquistò le città provinciali del Siam occidentale; Thihapate, con i contingenti birmani e lanna, scese nella regione settentrionale nel mese di agosto. Ayutthaya adottò una strategia difensiva centralizzata, appellandosi alle forze provinciali per la difesa e la protezione della capitale, lasciando le altre città indifese. In queste città provinciali, i birmani reclutarono anche soldati siamesi per unirsi ai loro ranghi. Ad ottobre, Nawrahta invase il Chao Phraya siamese: il mercante britannico William Powney, su richiesta della corte reale, si impegnò nella battaglia di dicembre; nonostante gli sforzi, le forze birmane prevalsero.

Le due colonne conversero su Ayutthaya tra gennaio e febbraio 1766, mettendo piede nella periferia della città. Re Ekathat cercò di difensersi, ma fallì. L'assedio birmano di Ayutthaya durò quattordici mesi, da febbraio 1766 ad aprile 1767. La città siamese fece leva sulle mura cittadine, fortificate da architetti francesi durante il regno di Narai, e sull'arrivo della stagione delle piogge. Memore della precedente invasione, Hsinbyushin perdurò per costringere Ayutthaya alla resa. Verso la fine del 1766, la situazione per gli abitanti siamesi divenne drammatica, con cibo e risorse esaurite: molti cittadini si arresero ai birmani.

In un ultimo tentativo disperato, un militare siamese di discendenza cinese Teochew di nome Phraya Tak radunò le sue forze sino-siamesi per sfondare la linea birmana verso il Siam orientale all'inizio di gennaio 1767. Contemporaneamente si sviluppava la guerra sino-birmana: l'invasione cinese di ottobre 1766 spinse Hsinbyushin a terminare la conquista di Ayutthaya per concentrare le forze sul fronte cinese. Nawrahta intensificò quindi l'assedio costruendo ventisette forti attorno alla città; il comandante morì di malattia nel mese di marzo 1767, lasciando Thihapate al comando della totalità delle forze birmane.

Thihapate provò una nuova tattica: aggirare le mura di Ayutthaya scavando dei tunnel sotterranei. Ad aprile i birmani, attraverso i tunnel, diedero fuoco alle fondamenta della cinta muraria, provocandone il crollo della porzione nord-orientale e permettendo così l'ingresso nella città. Ayutthaya, capitale siamese per oltre quattro secoli, cadde nelle mani birmane il 7 aprile. Seguirono violenti massacri da parte dei birmani, incendi dei palazzi reali siamesi, dei templi e delle strutture tradizionali, oltre al saccheggio dei tesori. Re Ekathat fu ucciso, si pensa per un colpo di pistola o per fame; oltre siamesi, tra cui membri della dinastia caduta, furono portati in Birmania. Thihapate occupò le rovine della città per due mesi fino alla partenza di giugno, lasciandovi un piccolo contingente guidato da Mon Thugyi a Phosamton, mentre il resto del regno si disgregò in una serie di regimi regionali in competizione tra loro.

La Birmania dirottò la maggior parte delle truppe sul fronte cinese, offrendo al Siam un'occasione per risogere. Phraya Tak, alla guida del suo contingente sino-siamese, riconquistò l'area di Ayutthaya-Thonburi a novembre 1767. Ayutthaya era troppo disastrata per servire da capitale, così Tak, incoronato come re Taksin il mese successivo, trasferì la sede reale a Thonburi. Alla conclusione della guerra con i cinesi, Hsinbyushin riprese la campagna per attaccare il regno di Thonburi nel 1775-1776. L'invasione birmana del 1785-1786 sarebbe stata l'ultima grande invasione birmana del Siam. Quest'ultimo perse Tenasserim nel 1765 in cambio del controllo di Lanna, sotto il dominio birmano, nel 1775.

Note

Bibliografia

birmano-siamese (1765-1767) birmano-siamese birmano-siamese birmano-siamese Categoria:Guerre birmano-siamesi