L'Iowa Writers' Workshop è il nome con cui è comunemente noto il Program in Creative Writing dell'Università dell'Iowa, un programma universitario di scrittura creativa con sede a Iowa City, negli Stati Uniti. Fondato ufficialmente nel 1936, fu il primo programma statunitense a offrire un titolo universitario avanzato nella scrittura narrativa e poetica e divenne un modello per numerosi corsi analoghi istituiti successivamente.

Il programma conferisce un Master of Fine Arts in English, con due percorsi distinti dedicati alla narrativa e alla poesia. Tra i suoi allievi figurano numerosi scrittori premiati, fra i quali Flannery O'Connor, John Irving, Rita Dove, James Alan McPherson, Jane Smiley, Michael Cunningham, Sandra Cisneros e Wallace Stegner.

Storia Le origini dell'insegnamento della scrittura creativa all'Università dell'Iowa precedono la fondazione ufficiale del Workshop. Nel 1897 l'ateneo offrì un corso intitolato Verse-Making, mentre nel 1922 Carl Seashore, decano del Graduate College, stabilì che gli studenti potessero presentare opere creative come tesi per il conseguimento di titoli universitari avanzati.

Il programma fu costituito formalmente nel 1936 sotto la direzione di Wilbur Schramm, riunendo studenti di poesia e narrativa. Fin dai primi anni ospitò scrittori quali Robert Frost, Robert Penn Warren, John Berryman, Dylan Thomas e Robert Lowell, che tennero lezioni o discussero i lavori degli studenti.

Nel 1941 la direzione passò al poeta Paul Engle. Durante il suo mandato, conclusosi nel 1965, il Workshop acquisì una reputazione nazionale e, dopo la seconda guerra mondiale, aumentò considerevolmente il numero degli iscritti, articolandosi nei due settori della narrativa e della poesia.

Nel 1962 Engle e la scrittrice Hualing Nieh Engle avviarono inoltre all'Università dell'Iowa un laboratorio di traduzione letteraria. Nel 1967 fondarono l'International Writing Program, un programma distinto dal Workshop destinato a ospitare scrittori provenienti da diversi paesi.

Per molti anni le lezioni si svolsero in edifici provvisori situati nei pressi del fiume Iowa. Nel 1966 il programma fu trasferito nell'English-Philosophy Building e nel 1997 trovò la propria sede nella Dey House, edificio ottocentesco adattato a uso universitario.

Organizzazione e metodo didattico Il programma richiede la frequenza a tempo pieno e la residenza a Iowa City. L'attività formativa comprende laboratori di scrittura, seminari letterari, incontri con autori e lavoro individuale sui testi.

Il laboratorio costituisce l'elemento centrale del metodo didattico. Gruppi generalmente composti da otto a dodici partecipanti leggono e discutono a turno i testi presentati dagli studenti, sotto la guida di uno scrittore docente. Ai laboratori si affiancano seminari dedicati ad autori, generi, tradizioni letterarie e problemi tecnici della composizione.

Il metodo attribuisce particolare importanza alla lettura reciproca, alla revisione e alla discussione collettiva. Il Workshop ha tradizionalmente evitato di presentare la creatività come un insieme codificato di regole, privilegiando la costruzione di un ambiente nel quale gli scrittori possano sviluppare il proprio lavoro attraverso il confronto con docenti e colleghi.

Influenza e riconoscimenti L'Iowa Writers' Workshop contribuì alla diffusione dei programmi universitari di scrittura creativa negli Stati Uniti, soprattutto nel secondo dopoguerra. Il suo modello, fondato sulla produzione di testi originali e sulla loro discussione in piccoli gruppi, fu ripreso da numerose università statunitensi e successivamente da istituzioni di altri paesi.

Tra gli scrittori che hanno fatto parte del corpo docente figurano Kurt Vonnegut, Philip Roth e John Cheever.

Gli ex allievi e i docenti del programma hanno ricevuto numerosi premi Pulitzer, National Book Award, borse della MacArthur Foundation e altri riconoscimenti letterari.

Dibattito critico Il successo dell'Iowa Writers' Workshop e dei programmi che ne hanno adottato il modello ha alimentato un ampio dibattito sulla possibilità di insegnare la scrittura letteraria e sugli effetti dell'istituzionalizzazione della creatività.

Nel volume The Program Era (2009), lo studioso Mark McGurl ha interpretato l'affermazione dei corsi universitari di scrittura creativa come uno degli eventi più importanti nella storia della narrativa statunitense del dopoguerra. Secondo McGurl, tali programmi non avrebbero prodotto una semplice uniformità stilistica, ma avrebbero contribuito alla nascita di forme diverse di autoriflessione, sperimentazione e costruzione dell'identità letteraria.

Altri studiosi hanno invece sottolineato il rischio che il metodo laboratoriale favorisca criteri estetici condivisi e una progressiva omologazione della scrittura. Eric Bennett, in Workshops of Empire (2015), ha collocato lo sviluppo del Workshop sotto la direzione di Paul Engle nel contesto della politica culturale statunitense durante la Guerra fredda, mettendo in relazione il sostegno economico ricevuto dal programma con la promozione di una letteratura incentrata sull'esperienza individuale piuttosto che sulle ideologie politiche.

La discussione critica riguarda inoltre il rapporto fra selezione iniziale e formazione: alcuni osservatori hanno rilevato che il prestigio del Workshop potrebbe dipendere almeno in parte dalla sua capacità di attrarre aspiranti scrittori già molto promettenti, oltre che dall'efficacia del metodo didattico.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Università dell'Iowa Scrittura creativa Flannery O'Connor Iowa City

Collegamenti esterni

Sito ufficiale Archivio dell'Iowa Writers' Workshop presso l'Università dell'Iowa

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