La chiesa di Sant'Agostino è un luogo di culto cattolico a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno e diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto; fa parte della vicaria della Madonna di San Giovanni.
Storia
Origini e costruzione Il complesso agostiniano, formato dalla chiesa e dal convento, sorge su un'area precedentemente occupata da un altro edificio sacro. La sua costruzione iniziò dopo una consistente frana avvenuta nel 1451, che costrinse gli agostiniani a trasferirsi dalla loro sede originaria situata nel sobborgo della Madonna degli Angeli (denominato "Sant'Agostino Vecchio").
L'attuale struttura fu realizzata tra la fine del XV secolo e il 1517, data testimoniata da un mattone inserito nella facciata dell'edificio. La consacrazione ufficiale avvenne nel 1530 a opera del Vescovo di Fermo, Niccolò Gaddi. Il convento e le soppressioni Il convento annesso presenta una pianta quadrata sviluppata attorno a un chiostro centrale con arcate a tutto sesto. La struttura subì una prima soppressione il 10 aprile 1653 tramite bolla papale di Innocenzo X, a causa dal mancato raggiungimento del numero minimo di sei frati stabilito dalla Santa Sede. All'epoca, infatti, vi si trovavano soltanto tre frati e un laico.
Il complesso venne quindi dato al parroco di San Giovanni Battista e andò incontro a una seconda soppressione dopo dell'unificazione italiana. Dal punto di vista funzionale, il piano terra del convento ospitava originariamente i locali di servizio (stalla, cantina e sagrestia), mentre il primo piano era per i dormitori e agli alloggi dei superiori. Descrizione
Esterni L'esterno del complesso ha facciata lineare realizzata in mattoni irregolari e materiale di recupero, tra cui antiche pietre incise e frammenti lapidei.
Tra gli elementi architettonici di maggior rilievo figurano:
I bacini ceramici sono disposti a forma di croce al di sopra del portale d'ingresso, secondo l'uso agostiniano. Si tratta di maioliche datate 1517 e provenienti da Deruta e Faenza. Degli otto esemplari originari ne rimangono integri ancora cinque, alcuni dei quali danneggiati nel corso del tempo.
L'abside fortificato, rivolta verso il mare e senza merlature e contrafforti, elemento che testimonia la funzione difensiva svolta in passato contro le incursioni nemiche.
Il campanile mozzato, la cui troncatura è legata dalla tradizione locale a una punizione subita per l'ospitalità offerta all'interno del convento a Martin Lutero durante il suo viaggio verso Roma prima dello scisma. Interni L'interno della chiesa si sviluppa su una pianta longitudinale a navata unica, con copertura a capanna sostenuta da capriate lignee. Nonostante siano attualmente presenti tre altari, fonti documentarie del XVII secolo ne attestano originariamente dieci.
Sull'altare maggiore è collocata un'imponente struttura lignea di epoca barocca contenente una Pietà con San Nicola di Bari e un ovale raffigurante le Anime purganti. L'altare si colloca a copertura dell'abside, all'interno della quale è situato il coro ligneo.
Sulle parti è esposta una Via Crucis scultorea realizzata dall'artista grottammarese Pericle Fazzini. La chiesa, inoltre, custodisce un organo di scuola neoclassica veneta, riposizionato sopra il portale d'ingresso nel 1925.
All'interno della chiesa si conservano le seguenti opere:
Affresco della Madonna della Misericordia (1527): attribuito alla bottega di Vincenzo Pagani, raffigura la Vergine mentre accoglie i fedeli sotto il proprio manto. L'opera è considerata un probabile ex voto realizzato dopo l'attacco pirata subito da Grottammare nel 1525.
Pala Palmaroli (1741): dipinto raffigurante una Sacra Conversazione, attribuito al pittore Filippo Ricci. Note
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