Via San Giacomo dei Capri è una strada di Napoli ubicata nel quartiere Arenella, che collega il Vomero al Rione Alto. Il percorso, piuttosto tortuoso, sale con diversi tornanti verso la parte collinare della città. È una delle arterie principali del quartiere Arenella e uno dei due assi viari storici del Rione Alto, insieme alla parallela via Gabriele Jannelli.

Etimologia Vi sono diverse ipotesi sull'origine del toponimo.

Secondo lo storico Gino Doria, il tracciato irregolare della strada sarebbe l'eredità di un antico sentiero pastorale: fino al primo dopoguerra i pascoli del Rione Alto erano frequentati dalle capre, e la tradizione della scampagnata di Pasquetta al Villaggio dei Cangiani, dove si acquistavano formaggi e prodotti dei Colli Aminei, sarebbe sopravvissuta fin verso gli anni cinquanta del Novecento. Secondo alcuni racconti, lungo lo stesso sentiero sarebbe esistita anche un'edicola votiva dedicata a san Giacomo, benché per questa ricostruzione non siano stati rintracciati riscontri documentali.

Di parere diverso fu Romualdo Marrone, i documenti mostrerebbero piuttosto che i terreni attraversati dalla strada appartenevano ai monaci della certosa di San Giacomo, sull'isola di Capri, che nel corso dei secoli li avrebbero via via ceduti a privati. Fra Settecento e Ottocento l'area fu occupata da alcune ville di villeggiatura - fra cui Villa Tammaro, Villa Clemenza, Villa Tafuri, Villa Giordano e Villa Valentino - delle quali solo poche sono sopravvissute; Villa Valentino e la vicina Cappella Marsiglia, ancora visibili nella curva che precede la fine della salita, testimonierebbero che la strada esiste da almeno cinque secoli. Il fondo potrebbe essere appartenuto ai religiosi capresi, ma l'area continuò a essere frequentata dai pastori fino a inizio Novecento. Questa consuetudine portò ad associare il toponimo alle capre, proprio come, secondo la tradizione, l'isola di Capri avrebbe preso il nome dagli ovini che vi si allevavano.

Una diffusa tradizione lega più semplicemente il "dei Capri" del toponimo alla presenza di greggi che pascolavano liberamente nella zona, un tempo boscosa, quando pastori e contadini si spostavano per la città a vendere il latte porta a porta; un'altra strada che ebbe la stessa funzione fu la vicina via Salvator Rosa. Secondo un'ulteriore tradizione, il nome ricorderebbe invece l'esistenza di un piccolo convento intitolato a san Giacomo.

Percorso La strada prende avvio dall'incrocio con via Pietro Castellino, via Vincenzo Migliaro e via Giambattista Ruoppolo, al confine fra i quartieri Vomero e Arenella, e risale con un andamento a tornanti verso la parte alta della città, in direzione del Rione Alto.

Lungo la salita si incontra, su via Pietro Castellino ma raggiungibile anche direttamente dalla strada, la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Rotonda. Poco distante sorge il monastero di clausura delle suore passioniste Maria Santissima Assunta: il complesso conventuale e la relativa chiesa furono realizzati per iniziativa del religioso passionista padre Enrico Castaldo sul finire degli anni cinquanta del Novecento, mentre l'ingresso delle monache nella nuova struttura e l'apertura al culto della chiesa avvennero nel 1962. Le passioniste erano giunte a Napoli nel 1928 per volontà del cardinale Alessio Ascalesi, insediandosi inizialmente in un piccolo convento poi demolito; un documento più antico e non datato colloca invece nello stesso punto, "alla salita di San Giacomo dei Capri", un precedente monastero di monache carmelitane noto come "Vitale", annesso a un caseggiato rurale con abitazioni per i contadini e lavatoi comuni un tempo frequentati dalle lavandaie del Vomero e dell'Arenella. Sulla strada ha sede anche la Congregazione delle suore dell'Addolorata e della Santa Croce.

Nella parte più alta, in una curva verso la fine della salita, si trovano Villa Valentino - fatta costruire nel 1889 dal commendatore Giovanni Valentino come residenza di villeggiatura, nota per l'usanza della servitù di annunciare l'arrivo della famiglia sistemando sulla torretta le statue di due levrieri in porcellana bianca - e la vicina Cappella Marsiglia.

Note

Bibliografia

Voci correlate Strade di Napoli

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