Dopo il servizio come ufficiale nella prima guerra mondiale, nei primi mesi della seconda guerra mondiale comandò il corpo di spedizione francese impegnato nella campagna di Norvegia; pur simpatizzando con il movimento della Francia libera, scelse poi di rientrare in patria e servire sotto la Francia di Vichy, venendo assegnato al Protettorato francese del Marocco. Dopo gli sbarchi dell'operazione Torch, si schierò dalla parte degli Alleati e divenne un fedele collaboratore di Charles de Gaulle, servendo come capo della missione militare francese a Washington; dal novembre 1943 all'agosto 1944 fu capo di stato maggiore generale delle forze armate francesi nell'ambito del Comitato francese di Liberazione nazionale.

Dopo gli sbarchi dell'operazione Dragoon nel sud della Francia, Béthouart assunse il comando di un corpo d'armata che guidò nelle successive battaglie nei Vosgi e in Alsazia; nell'aprile 1945 prese quindi parte alla campagna francese nel Baden-Württemberg. Nell'immediato dopoguerra fu comandante della zona di occupazione francese in Austria; lasciato il servizio nel 1950, dal 1955 al 1971 fu membro del Senato.

Biografia Primi anni di servizio Figlio di un funzionario statale, Béthouart fu ammesso all'accademia militare di Saint-Cyr nel 1909, studiando nella stessa classe di altri futuri importanti generali francesi quali Charles de Gaulle e Alphonse Juin; diplomatosi nel 1912, entrò nell'Armée de terre con il grado di sottotenente e il suo primo incarico fu presso il 152e régiment d'infanterie dislocato nella regione dei Vosgi. Con il suo reggimento prese parte alla prima guerra mondiale, servendo in varie località lungo il fronte occidentale come comandante di compagnia e poi di battaglione; tra le altre, prese parte alla battaglia delle Frontiere in Alsazia, alla battaglia di Verdun, alla battaglia della Somme e agli scontri lungo lo Chemin des Dames. Ferito tre volte in combattimento, Béthouart concluse il conflitto nel 1918 con il grado di capitano e l'assegnazione dell'onorificenza della Legion d'onore.

Subito dopo la fine della guerra, Béthouart fu inviato come osservatore presso il neonato Esercito finlandese per poi frequentare, tra il 1920 e il 1922, i corsi dell'École de guerre di Parigi; i due anni successivi fu assegnato allo stato maggiore del 12e corps d'armée, ma nel 1924 passò nei ranghi degli Chasseurs alpins (le truppe da montagna della Francia), divenendo nel 1928 comandante del 6e bataillon de chasseurs alpins. Dopo altri incarichi come comandante di battaglione, tra il 1934 e il 1938 Béthouart fu distaccato a Belgrado e assegnato come addetto militare all'ambasciata di Francia presso il Regno di Jugoslavia, ottenendo una promozione la grado di colonnello nel 1937. Tornato in patria, nell'aprile 1938 divenne comandante della 5e demi-brigade de chasseurs alpins.

La seconda guerra mondiale Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel settembre 1939 la brigata comandata da Béthouart era dislocata nelle Alpi francesi, ma venne poi spostata lungo la Linea Maginot al confine con la Germania nazista nella zona del fiume Mosella. Dopo l'inizio dell'invasione tedesca di Norvegia e Danimarca il 9 aprile 1940, Béthouart fu nominato comandante del corpo di spedizione francese inviato in aiuto della Norvegia, ottenendo il 15 aprile la promozione la grado di generale di brigata. Nel corso della successiva campagna di Norvegia Béthouart venne leggermente ferito il 20 aprile durante gli scontri nella zona di Namsos, per poi prendere parte tra maggio e giugno ai combattimenti della battaglia di Narvik; nonostante le forze degli Alleati avessero ottenuto una vittoria sui tedeschi a Narvik, tutta la campagna fu fallimentare e, il 7 giugno, Béthouart e tutto il corpo di spedizione alleato dovettero lasciare la Norvegia per essere evacuati nel Regno Unito.

Dopo la sconfitta della Francia per mano dei tedeschi nel giugno 1940, Béthouart espresse simpatia per il movimento della "Francia libera" creato da de Gaulle a Londra, ma preferì non abbandonare la maggior parte dei suoi soldati che aveva espresso l'intenzione di rientrare in patria. Nel luglio 1940 Béthouart fu quindi rimpatriato dal Regno Unito in Marocco, entrando al servizio delle forze armate della Francia di Vichy: nominato inizialmente comandante della guarnigione di Rabat e presidente della commissione incaricata di sovrintendere l'applicazione delle clausole di armistizio in Marocco, dal gennaio 1942 fu invece posto al comando della divisione di Casablanca. Informato, l'8 novembre 1942, che gli Alleati avevano lanciato una grande operazione di assalto anfibio in Marocco e Algeria (l'operazione Torch), si disse disposto a collaborare all'azione e cercò di agevolarla il più possibile; Béthouart cercò anche di convincere il governatore francese del Marocco, il generale Charles Noguès, a passare dalla parte degli Alleati, ma per tutta risposta il 10 novembre Noguès lo fece arrestare e sottoporre al giudizio di una corte marziale. Béthouart rimase in prigione per appena quattro giorni: dopo un'iniziale resistenza le truppe francesi si schierarono dalla parte degli anglo-statunitensi sbarcati nel Nordafrica, e Béthouart venne liberato.

Promosso maggior generale nel dicembre 1942, Béthouart entrò nello staff del generale Henri Giraud, nominato dagli Alleati comandante in capo delle forze francesi in Africa settentrionale. Nel gennaio 1943 Béthouart fu inviato a Washington quale nuovo capo della missione militare francese negli Stati Uniti d'America, passando i mesi seguenti a negoziare con il governo statunitense un piano di forniture militari per consentire alla Francia di rimettere in piedi un esercito con cui combatterei tedeschi; Béthouart si adoperò anche per agevolare la non facile opera di fusione dei reparti della Francia libera, schierati dalla parte degli Alleati fin dal 1940, con quelli dell'Armée d'Afrique che invece erano rimasti fedeli al governo di Vichy fino al 1942. Dopo gli accordi tra de Gaulle e Giraud e la nascita del Comitato francese di Liberazione nazionale, nel novembre 1943 Béthouart tornò ad Algeri e fu nominato capo di stato maggiore generale delle forze armate francesi, venendo anche promosso al grado di tenente generale. Si adoperò quindi nella ricostruzione delle truppe francesi e nel loro impiego nella campagna d'Italia e nell'operazione Overlord; il 14 giugno 1944 rimise piede sul suolo francese, accompagnando il generale de Gaulle in una visita alla testa di ponte alleata stabilita giorni prima in Normandia.

Il 31 agosto 1944 Béthouart assunse un comando operativo, quello del 1er corps d'armée, impegnato dal 15 agosto precedente nello sbarco franco-statunitense in Provenza (l'operazione Dragoon) e nella successiva campagna di liberazione del sud della Francia; inizialmente agli ordini della Seventh United States Army, dal 15 settembre il corpo d'armata di Béthouart passò sotto la neo-costituita 1re armée del Jean de Lattre de Tassigny, con cui prese parte ai difficili combattimenti della battaglia dei Vosgi e della sacca di Colmar in Alsazia. Nell'aprile 1945 le truppe di Béthouart presero parte alla campagna finale contro la Germania nazista passando il Reno e partecipando alla campagna francese nel Baden-Württemberg; conclusero quindi le operazioni belliche il 7 maggio dopo aver raggiunto l'Austria occidentale.

Il dopoguerra Subito dopo la conclusione delle ostilità sul fronte europeo, Béthouart fu nominato comandante in capo delle truppe d'occupazione francesi in Austria; successivamente, dal 1946 al 1950, fu alto commissario per la zona di occupazione francese in Austria. Promosso generale d'armata nel 1948, lasciò infine il servizio attivo nelle forze armate nell'ottobre 1950.

Da civile, nel 1955 Béthouart fu eletto al Senato come rappresentate dei francesi residenti nei territori d'oltremare, ricoprendo questo ruolo fino al 1971; nello stesso periodo, fu anche membro della Commissione affari esteri e forze armate del Senato. Lasciata la politica, fu collaboratore del quotidiano Le Figaro, oltre a ricoprire l'incarico di presidente della Federazione europea delle associazioni di veterani di guerra. Béthouart morì infine a Fréjus il 17 ottobre 1982; le sue spoglie furono poi deposte nel cimitero di Rue.

Onorificenze Onorificenze francesi

Onorificenze straniere

Note

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