Calendar () è un film del 1993 scritto e diretto da Atom Egoyan.
Trama Un fotografo canadese viene mandato in Armenia, sua terra natia, per scattare dodici foto di chiese storiche che finiranno in un calendario. Lentamente, si rende conto che sua moglie, una traduttrice armena, si sta innamorando del loro autista e guida Ashot. Con il passare del tempo, i due si allontanano sempre di più, fino a separarsi.
Parallelamente, il fotografo utilizza un'agenzia di escort per invitare un certo numero di donne, tutte provenienti da paesi culturalmente o etnicamente legati all'Armenia, a cena nella sua casa di Toronto. Ogni appuntamento si conclude con una chiamata di telefono da ricevuta dalla donna. Durante l'ultimo di essi, si intuisce che l'uso rituale del telefono fosse stato concordato in anticipo, in modo da far capire al fotografo se si sente a suo agio o meno con la donna in un contesto domestico, e se lei sia in qualche modo simile alla moglie da cui ormai si è separato.
Produzione Il budget del film è stato di dollari, forniti dal regista Atom Egoyan, sua moglie Arsinée Khanjian e Ashot Adamyan. Per girare le scene che coinvolgevano le chiese, il trio ha guidato per l'Armenia visitandole una ad una e improvvisando sul momento quale sarebbe stata la prossima.
In veste di direttore della fotografia, Egoyan ha girato queste scene con una videocamera tipica degli anni Ottanta, in modo da fornirgli maggiore realismo.
Accoglienza
Critica Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, il film ha ottenuto un indice di gradimento del 100% e un voto di 8,50 su 10 sulla base di 7 recensioni.
Per il The New York Times, il critico cinematografico Stephen Holden ha scritto: «se Calendar, come i precedenti film di Egoyan Il perito e Mondo virtuale, deve essere ricostruito a ritroso, è un film così ben costruito e magnificamente recitato che il suo gioco da detective risulta davvero avvincente. Montato in modo impeccabile, il fim mantiene un ritmo visivo tanto sicuro quanto tagliente». Jonathan Rosenbaum del Chicago Reader ha assegnato al film quattro stelle su quattro, affermando che «in termini di maestria, originalità e intelligenza, oggi al mondo ci sono pochi registi che possono eguagliare Atom Egoyan». Scrivendo per The Criterion Collection, Adam Nayman lo considera «al contempo il più giocoso e il più criptico dei primi film di Egoyan».
Di opinione opposta, Rita Kempley del The Washington Post ha affermato che «l'approccio [di Egoyan] rimane troppo cerebrale per suscitare più di un interesse intellettuale».
Riconoscimenti 1993 – Genie Award Candidatura al miglior risultato alla regia Candidatura alla miglior sceneggiatura
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Film diretti da Atom Egoyan