È ricordato in particolare per essere stato il promotore dell'introduzione nell'esercito britannico dei fucilieri e per essere stato quindi il fondatore della Rifle Brigade.

Biografia I primi anni e l'inizio della carriera William Stewart nacque il 10 gennaio 1774, figlio quartogenito di John Stewart, VII conte di Galloway e della sua seconda moglie, Anne Dashwood, figlia di sir James Dashwood, II baronetto. Charles James Stewart, secondo vescovo anglicano di Quebec, era suo fratello minore.Lloyd, 1898, p.366

Stewart entrò nel British Army nel 1786 come alfiere del 42nd (Royal Highland) Regiment of Foot. Il suo primo ruolo attivo lo ebbe nella Campagna dei Caraibi del 1793–1802, dove rimase ferito. Stewart prestò quindi servizio nel 67th (South Hampshire) Regiment of Foot a Saint-Domingue dal 1796 al 1798 prima di fare ritorno in Europa dove ottenne il permesso di servire con gli alleati inglesi in Italia, Svevia e Svizzera nel corso della spedizione in Italia e Svizzera del 1799. Stewart si dimostrò particolarmente interessato allo studio di armi e tattiche dei suoi alleati. Furono probabilmente le sue osservazioni sulla fanteria leggera tirolese e croata a spingerlo a proporre all'esercito inglese di adottare delle forze di fanteria leggera equipaggiate con fucili. La sua idea ottenne il supporto di diversi ufficiali britannici, tra cui l'influente colonnello Coote Manningham, che Stewart aveva conosciuto tempo prima nelle Indie occidentali.

Nel marzo del 1800 venne infatti proposto il primo Corpo sperimentale di fucilieri dell'esercito britannico. Il 25 agosto Stewart ottenne il comando di un reggimento nella Spedizione di Ferrol, dove venne pesantemente ferito al petto mentre era alla guida dei suoi fucilieri. In ottobre il corpo venne stabilito come unità permanente dell'esercito, con Manningham come colonnello e Stewart quale suo primo tenente colonnello e comandante ufficiale.

Poco dopo il ventisettesimo compleanno di Stewart, venne nominato comandante di 895 uomini (114 provenienti dal suo corpo sperimentale di fucilieri e 781 dal 49th (the Hertfordshire) Regiment of Foot) che fornirono il loro supporto come marines supplementari a bordo della flotta britannica nel mar Baltico all'inizio del 1801. Venne affidato al comando della nave ammiraglia dell'ammiraglio sir Horatio Nelson, la HMS Elephant, con la quale fu impiegato nella Battaglia di Copenhagen del 2 aprile 1801.

Stewart venne prescelto per portare a Londra la notizia della vittoria inglese ed il suo nome venne incluso nei ringraziamenti del parlamento espressi il 16 aprile 1801. Sei giorni dopo ricevette una lettera per la sua promozione a colonnello, con anzianità dal giorno della battaglia di Copenhagen. Nelson scrisse a Lord St Vincent raccomandandogli Stewart: "il colonnello, che è un giovane eccellente ed infaticabile, è la speranza nascente del nostro esercito". Nelson scrisse almeno undici lettere in favore di Stewart nei quattro anni che seguirono lo scontro di Copenhagen e sino alla sua morte a Trafalgar, che oggi si trovano incluse nelle "The Cumloden Papers".

L'Experimental Corps of Riflemen venne rinominato come Rifle Corps nel 1802 per poi divenire il 95th Regiment of Foot (Rifles) nel 1803 ed assieme al 43rd ed al 52nd Regiments of Foot andò a formare la famosa brigata leggera raccomandata da John Moore. Stewart fu il primo colonnello del 95th, ma ben presto venne nominato generale di brigata. Stewart, che continuava ad avere nel cuore i suoi fucilieri, nel 1805 pubblicò "Outlines of a Plan for the General Reform of the British Land Forces", delle linee guida che avrebbero dovuto ispirare altri a promuovere la sua linea.

Durante le guerre napoleoniche, Stewart servì come ufficiale della spedizione di Alessandria del 1807 e della spedizione Walcheren del 1809, prima di essere inviato in Spagna nel 1810. Per quanto Stewart fosse solo maggiore generale, gli venne conferito il comando dell'guarnigione assediata del porto vitale spagnolo di Cadice, inizialmente posto sotto gli ordini diretti del generale Arthur Wellesley, I visconte Wellington. Questo portò al comando di una brigata della 2nd Division dell'esercito nella penisola iberica e nel dicembre del 1810 Stewart prese direttamente il comando della 2nd Division.

Generale di divisione sotto il comando di Wellington Nella Battaglia di Albuera del 16 maggio 1811, Stewart guidò la 2nd Division, che fronteggiò direttamente le truppe del maresciallo Nicolas Soult. Spinse la brigata del tenente colonnello John Colborne ad attaccare il fianco sinistro della colonna di Soult. In un primo momento, la manovra si dimostrò ottima allo scopo e il fuoco dei moschetti inglesi decimò la fanteria francese. L'improvviso attacco sul fianco e sul retro dei lancieri polacchi e degli ussari francesi, portarono alla perdita di 1250 uomini nelle file di Colborne. Le altre due brigate di Stewart subirono pure ingenti perdite. I sopravvissuti della sua divisione si unirono alla 4th Division. Glover, storico della guerra peninsulare, scrisse, "come comandante di battaglione, Stewart veniva sorpassato solo da Moore; come generale era una minaccia".Glover, 2001, p.161 Wellington scrisse di lui, "E' necessario che Stewart sia sotto la guardia di qualcuno".Glover, 2001, p.355. Dopo Albuera, Wellington trovò quel "qualcuno" nella persona del tenente generale Rowland Hill. Per il resto della guerra peninsulare, Stewart e la sua 2nd Division servirono sotto la completa supervisione di Hill, col quale combatté all'assedio di Burgos nell'autunno del 1812 e nella battaglia di Vitoria del 1813.

Il 15 novembre 1812, 80.000 truppe francesi al comando del maresciallo Soult si confrontarono con 65.000 anglo-portoghesi guidati da Wellington presso Salamanca. Quando Soult fallì l'attacco progettato, Wellington ordinò il ritiro in Portogallo. Durante la ritirata, Stewart (temporaneamente incaricato della 1st Division) ed altri due comandanti di divisione disobbedirono agli ordini di Wellington. Stewart, come ebbe a scrivere Wellington, "e certi altri generali tennero un consiglio di guerra tra di loro e decisero di obbedire ai miei ordini e marciare lungo un particolare percorso. Lui [Stewart], decise invece di non farlo; marciarono lungo un percorso sconosciuto e quando io li ritrovai la mattina seguente erano in preda alla confusione, non sapendo dove andare e cosa fare".Glover, 2001, p.219 Il giorno della battaglia dei Pirenei al passo di Maya, Stewart concluse che i francesi non avrebbero attaccato quel giorno, e quindi arretrò di dieci miglia. Quando iniziò la battaglia, la sua 2nd Division si trovò a combattere per tutta la mattina e subì perdite per 1347 uomini.Glover, 2001, p.252 Ancora col corpo d'armata del generale Hill, Stewart combatté nella Battaglia della Nive, in quella di Orthez ed in quella di Tolosa nel corso della campagna del sudovest della Francia.

Gli ultimi anni Per i servizi prestati nella guerra peninsulare, Stewart ricevette la Gold Cross con due barrette, l'ordine portoghese della Torre e della spada e quella spagnolo di San Fernando. Il 2 gennaio 1815 ricevette la gran croce dell'Ordine del Bagno.Lloyd, 1898, p.367

Dopo diciassette campagne militari, la salute di Stewart iniziò a risentirne, a seguito anche delle sei ferite e quattro contusioni che subì nel corso di questi scontri, e nel 1816 decise di rassegnare il proprio seggio in parlamento. Nel luglio del 1818 venne trasferito come colonnello del 1° battaglione di quella che divenne la Rifle Brigade. Prese casa a Cumloden al confine tra Wigton ed il Kirkcudbrightshire, nei pressi dell'abitazione principale della sua famiglia. Vi morì il 7 gennaio 1827 e venne sepolto a Minigaff.Lloyd, 1898, p.367

La carriera politica Parallelamente a quella militare, Stewart condusse una fortunata carriera politica. Venne eletto al parlamento per la costituente di Saltash dal 1795 al 1796, per quella di Wigtownshire nel 1796–1802 e per quella di Wigtown Burghs dal 1803–1805 e nuovamente per Wigtownshire nel 1812–1816.

Vita privata Nel 1804 Stewart sposò Frances, figlia di John Douglas (figlio secondogenito del conte di Morton), dalla quale ebbe un figlio, Horatio, che fu capitano della Rifle Brigade, e una figlia, Louisa.Lloyd, 1898, p.367

Onorificenze Onorificenze britanniche

Onorificenze straniere

Note

Bibliografia Bulloch, John Malcolm (1914). Territorial soldiering in the north-east of Scotland during 1759-1814. Aberdeen: University of Aberdeen. Glover, Michael (2001) . The Peninsular War 1807–1814. Newton Abbot, Devon: David & Charles. ISBN 978-0-14139-041-3. Leith Hay, Andrew (1818). Memoirs of the late Lieutenant-General Sir James Leith, G.C.B., with a precis of some of the most remarkable events of the Peninsular War. London: Wm. Stockdate. Heathcote, T. A. (2010). Wellington's Peninsular War Generals and Their Battles. Barnsley, Yorkshire: Pen and Sword Books. ISBN 978-1-84884-061-4. Oman, Charles (1993) . Wellington's Army, 1809–1814. London: Greenhill Books. ISBN 978-0-94789-841-0. Smith, Digby (1998). The Napoleonic Wars Data Book. London: Greenhill Books. ISBN 978-1-85367-276-7.

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