La riserva naturale Ile-Balchaš (kazako: «Іле-Балқаш» мемлекеттік табиғи резерваты) è un'area protetta situata nel distretto di Balchaš, nella regione di Almaty, nel Kazakistan sud-orientale. Fu istituita il 27 giugno 2018 con il decreto n. 381 del governo della Repubblica del Kazakistan. Al momento della sua istituzione occupava 415.164,2 ettari, suddivisi tra il settore Pribalchaš, di 356.296,2 ettari, e quello del delta dell'Ili, di 58.868 ettari. L'area comprendeva una zona sottoposta a regime di protezione di 124.322,2 ettari e una zona cuscinetto di 290.842 ettari.

Secondo la classificazione adottata dall'amministrazione della riserva, l'area protetta corrisponde alla categoria VI dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), destinata alla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità associata a forme sostenibili di utilizzo delle risorse naturali. La sua istituzione fu preceduta da studi condotti a partire dal 2009 nell'ambito di progetti sostenuti dal Global Environment Facility e dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, destinati a individuare le aree di maggiore importanza naturalistica nel delta dell'Ili e lungo la costa meridionale del lago Balchaš.

Il 27 gennaio 2026 il governo kazako ha approvato un ampliamento della riserva mediante l'assegnazione di ulteriori 35.088,4747 ettari nel distretto di Balchaš, dei quali 33.525,1747 ricadenti nel territorio del santuario naturale di Karaoj. La superficie complessiva della riserva è così salita a 450.252,67 ettari, pari a circa 4.503 km². Secondo il WWF, l'ampliamento è stato concepito anche per migliorare la continuità degli habitat e aumentare lo spazio disponibile per gli ungulati e per il programma di reintroduzione della tigre.

Geografia

La riserva si estende lungo la costa meridionale del lago Balchaš e comprende una parte considerevole del delta dell'Ili, il principale corso d'acqua che alimenta il lago. Il suo territorio è delimitato a nord dalle acque del Balchaš, a nord-est dal deserto sabbioso di Sary-Išik-Otrau e a sud-ovest dalle sabbie del Taukum. Il paesaggio è caratterizzato da un mosaico di canali fluviali, laghi deltizi, paludi, canneti, boschi ripariali di tugai, praterie alluvionali, superfici salmastre e deserti sabbiosi.

L'amministrazione della riserva considera il delta dell'Ili uno degli ecosistemi deltizi meglio conservati dell'Asia centrale e sottolinea la particolare importanza della sua combinazione di zone umide, boschi ripariali e foreste di saxaul. L'assenza di un'agricoltura intensiva paragonabile a quella sviluppatasi in altri grandi sistemi alluvionali della regione ha contribuito alla sopravvivenza di vaste superfici relativamente poco trasformate.

Dal punto di vista geomorfologico, il territorio comprende tre grandi unità: la pianura deltizia moderna dell'Ili, l'antica pianura deltizia del Bakanas e la pianura lacustre abrasivo-accumulativa situata lungo la costa meridionale del Balchaš. Nei settori desertici sono frequenti dune, depositi eolici e suoli simili ai takyr, mentre nelle aree interessate dalle acque superficiali e sotterranee predominano suoli idromorfi, da quelli di prato-deserto fino ai terreni palustri.

All'ingresso nel delta il corso dell'Ili si suddivide in tre principali sistemi di rami: quello orientale di Žideli, quello centrale dell'Ili e quello occidentale di Topar. Questi si ramificano ulteriormente in numerosi canali secondari, laghi e bacini poco profondi. Il settore inferiore del delta è particolarmente dinamico e la disposizione dei canali può modificarsi in seguito a sedimentazione, erosione, inondazioni e variazioni della portata fluviale.

L'equilibrio ecologico della riserva è strettamente legato alla quantità d'acqua che raggiunge il delta. Una parte rilevante delle acque del bacino dell'Ili si origina nel territorio della Repubblica Popolare Cinese e l'amministrazione della riserva stima che circa 17,4 km³ annui del deflusso superficiale complessivo del bacino del Balchaš si formino in Cina, soprattutto nel corso superiore dell'Ili. Il carattere transfrontaliero del fiume rende quindi la conservazione delle zone umide dipendente anche dalla gestione delle risorse idriche a monte.

Il clima è fortemente continentale e arido. La temperatura media annua è compresa tra 6 e 9 °C. Le temperature medie di luglio raggiungono 24-26 °C, con massime assolute di circa 44 °C, mentre quelle di gennaio sono comprese tra −8 e −14 °C e le minime assolute possono scendere fino a −44 °C. Le precipitazioni annue ammontano solamente a 137,6-141,6 mm e raggiungono generalmente il massimo nei mesi primaverili. La forte evaporazione e le marcate escursioni termiche accentuano ulteriormente la dipendenza degli ecosistemi deltizi dalle acque dell'Ili.

Zone umide di importanza internazionale Il delta dell'Ili e la parte meridionale del lago Balchaš rientrano nella zona umida di importanza internazionale denominata Ili River Delta and South Lake Balkhash, inserita nell'elenco della Convenzione di Ramsar il 1º gennaio 2012. Il sito Ramsar ha una superficie di 976.630 ettari, molto superiore a quella della riserva naturale, e pertanto le due aree non devono essere considerate coincidenti.

L'area costituisce un'importante zona di riproduzione per i pesci e un sito di nidificazione, alimentazione, muta e sosta migratoria per grandi quantità di uccelli acquatici. L'importanza ornitologica del delta era già stata riconosciuta attraverso la sua designazione come Important Bird and Biodiversity Area.

Fauna L'inventario attualmente pubblicato dall'amministrazione della riserva comprende 32 specie di pesci, 3 di anfibi, almeno 19 di rettili, 284 di uccelli e 39 di mammiferi. Il dato di 248 specie di uccelli presente in alcune fonti meno recenti deve pertanto considerarsi superato.

Pesci L'ittiofauna comprende 32 specie, delle quali 9 autoctone e 23 introdotte. Una componente particolarmente importante è costituita dalle specie endemiche o caratteristiche del bacino dell'Ili-Balchaš, tra le quali Phoxinus brachyurus, Phoxinus poljakowii, Schizothorax argentatus, Triplophysa labiata, Triplophysa strauchii, Triplophysa sewerzowi e il persico del Balchaš (Perca schrenkii).

La predominanza numerica delle specie introdotte rappresenta uno degli aspetti più evidenti dell'attuale comunità ittica del bacino. I canali, i laghi e le aree periodicamente sommerse del delta costituiscono inoltre importanti zone di riproduzione e accrescimento per numerose specie di pesci.

Anfibi e rettili L'amministrazione della riserva segnala tre specie di anfibi: il rospo centroasiatico Bufotes pewzowi, la rana verde maggiore (Pelophylax ridibundus) e Rana asiatica. Quest'ultima non sarebbe più stata osservata nel delta negli ultimi due decenni e la sua scomparsa locale viene messa in relazione, almeno in parte, con l'espansione della rana verde maggiore; la specie è inclusa nel Libro rosso del Kazakistan.

Gli ambienti aridi ospitano almeno 19 specie di rettili. Tra queste figurano la testuggine delle steppe (Testudo horsfieldii), i gechi Teratoscincus scincus, Alsophylax pipiens e Mediodactylus russowii, gli agamidi Trapelus sanguinolentus, Phrynocephalus guttatus e Phrynocephalus mystaceus e numerosi lacertidi del genere Eremias, tra cui E. velox, E. arguta, E. scripta, E. lineolata, E. intermedia ed E. grammica.

I serpenti comprendono il boa delle sabbie orientale (Eryx miliaris), la natrice tassellata (Natrix tessellata), la natrice dal collare (Natrix natrix), Elaphe dione, Psammophis lineolatus e Gloydius halys.

Uccelli La riserva rappresenta una delle zone di maggiore interesse ornitologico del Kazakistan sud-orientale. L'inventario ufficiale comprende 284 specie appartenenti a 53 famiglie e 17 ordini, delle quali circa 150 nidificanti. Trentatré specie presenti nell'area sono incluse nel Libro rosso del Kazakistan, mentre venti sono indicate dall'amministrazione tra quelle comprese nelle categorie di minaccia della Lista rossa IUCN.

Tra le specie di maggiore interesse figurano il pellicano riccio (Pelecanus crispus), il pellicano bianco maggiore (Pelecanus onocrotalus), l'aquila di mare (Haliaeetus albicilla), la spatola (Platalea leucorodia), la moretta tabaccata (Aythya nyroca), il cigno selvatico (Cygnus cygnus) e varie specie caratteristiche delle steppe e dei deserti circostanti. I canneti e i laghi deltizi costituiscono siti particolarmente importanti per la nidificazione dei pellicani e di numerosi altri uccelli acquatici.

Mammiferi L'inventario ufficiale comprende 39 specie di mammiferi. Tra gli ungulati autoctoni figurano il cinghiale (Sus scrofa), particolarmente diffuso nei canneti e nei tugai, il capriolo siberiano (Capreolus pygargus) e la gazzella gozzuta (Gazella subgutturosa), maggiormente associata agli ambienti desertici. Individui di saiga (Saiga tatarica) provenienti dalla popolazione di Betpak-Dala possono raggiungere occasionalmente la parte sud-occidentale della riserva.

Il ripristino delle popolazioni di grandi erbivori costituisce uno degli elementi fondamentali dei programmi di conservazione dell'area. Il cervo di Bukhara (Cervus hanglu bactrianus), scomparso localmente, è stato reintrodotto, così come il kulan (Equus hemionus kulan). Queste operazioni hanno una finalità più ampia rispetto alla conservazione delle singole specie, poiché mirano anche a ricostituire la comunità di ungulati e la disponibilità di prede necessaria al ritorno di un grande predatore come la tigre.

I roditori sono particolarmente diversificati negli habitat desertici. Sono presenti, tra gli altri, Spermophilopsis leptodactylus, Spermophilus erythrogenys, Spermophilus fulvus, Pygeretmus zhitkovi, Scarturus elater, Stylodipus telum, Dipus sagitta, Eremodipus lichtensteini e Salpingotus pallidus. I gerbilli comprendono Rhombomys opimus, Meriones tamariscinus, Meriones libycus e Meriones meridianus. È inoltre presente la lepre tolai (Lepus tolai).

Negli ambienti acquatici si incontrano soprattutto l'arvicola acquatica (Arvicola amphibius) e il topo muschiato (Ondatra zibethicus), quest'ultimo introdotto. Tra gli altri piccoli mammiferi figurano Hemiechinus auritus, Crocidura suaveolens e Diplomesodon pulchellum, oltre ai chirotteri Myotis mystacinus, Plecotus austriacus e Cnephaeus serotinus.

I carnivori autoctoni comprendono quattro canidi, il lupo grigio (Canis lupus), lo sciacallo dorato (Canis aureus), la volpe rossa (Vulpes vulpes) e la volpe corsac (Vulpes corsac), oltre a diversi mustelidi: donnola (Mustela nivalis), donnola di montagna (Mustela altaica), puzzola delle steppe (Mustela eversmanii), puzzola marmorizzata (Vormela peregusna) e tasso asiatico. Tra i felidi l'inventario storico della riserva comprende il gatto delle steppe (Felis lybica ornata). Il gatto della giungla (Felis chaus), nonostante la presenza di habitat apparentemente adatti, non risulta invece accertato nell'inventario ufficiale.

Reintroduzione della tigre

Il delta dell'Ili e le rive meridionali del Balchaš furono una delle ultime roccaforti della tigre del Caspio o tigre del Turan, tradizionalmente classificata come Panthera tigris virgata. Il grande felide frequentava soprattutto i canneti e i boschi ripariali di tugai, dove trovava abbondanti popolazioni di cinghiali e altri ungulati. La popolazione scomparve dal Kazakistan nella prima metà del XX secolo in seguito alla persecuzione diretta, alla riduzione delle popolazioni di prede e alla trasformazione degli habitat ripariali.