Antica Kroton, ufficialmente Valorizzazione dell'Antica Kroton e del sistema ambientale, turistico e culturale da Crotone a Capo Colonna, è un programma di archeologia urbana, valorizzazione del patrimonio culturale e rigenerazione urbana che interessa la città di Crotone e il territorio compreso fino a Capo Colonna.
Il programma comprende attività di scavo archeologico, restauro, recupero e valorizzazione di aree e monumenti, interventi di riqualificazione urbana, percorsi di mobilità lenta e iniziative culturali e formative, con l'obiettivo di mettere in relazione le testimonianze dell'antica Kroton, in larga parte comprese nel tessuto urbano contemporaneo, con la città moderna e con l'area archeologica di Capo Colonna.
L'iniziativa fu finanziata inizialmente nel 2011 nell'ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione e nel 2013 venne sottoscritto un accordo di programma quadro da 65 milioni di euro, successivamente riprogrammato; nel 2015 la dotazione complessiva fu fissata in 61,7 milioni di euro nell'ambito del Piano di Azione e Coesione. L'attuazione coinvolge la Regione Calabria, il Comune di Crotone e strutture territoriali del Ministero della cultura.
Storia Genesi e riprogrammazione La genesi amministrativa di Antica Kroton risale al 2011, quando la deliberazione del CIPE n. 62 assegnò alla Regione Calabria risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 comprendenti l'iniziativa per la Valorizzazione dell'Antica Kroton e del sistema ambientale, turistico e culturale da Crotone a Capo Colonna. Nel luglio 2013 la Regione individuò i sottointerventi da realizzare e il 6 agosto successivo fu stipulato l'accordo di programma quadro Recupero e valorizzazione Area Archeologica Antica Kroton, con una dotazione complessiva di 65 milioni di euro a valere sulle risorse FSC 2007-2013; la configurazione iniziale comprendeva interventi archeologici, ambientali e infrastrutturali e ne prevedeva il completamento entro il dicembre 2017.
La prima fase attuativa incontrò tuttavia difficoltà legate anche alle condizioni ambientali di alcune delle aree interessate e alle operazioni di bonifica, oggetto nel 2015 di inchieste giornalistiche relative alle modalità previste, ai costi e ai ritardi maturati; nello stesso anno, in seguito alla riprogrammazione delle risorse FSC, la Giunta regionale decise di mantenere l'iniziativa previa riarticolazione degli interventi, fissandone la dotazione in 61,7 milioni di euro nell'ambito del Piano di Azione e Coesione.
Tra il 2016 e il 2018 il programma fu progressivamente ricollocato nella programmazione complementare 2014-2020: nel 2017 i 61,7 milioni di euro furono iscritti nel bilancio regionale, mentre l'anno successivo vennero approvati lo schema di accordo tra la Regione Calabria e i soggetti attuatori e una nuova scheda riassuntiva degli interventi. Una revisione più ampia intervenne l'11 agosto 2021 con la deliberazione della Giunta regionale n. 360, successivamente recepita dal decreto dirigenziale n. 9645 del 27 settembre: la nuova configurazione organizzò Antica Kroton in linee e sottointerventi dedicati alla ricerca e valorizzazione dell'area archeologica urbana, alla connessione delle differenti partizioni urbanistiche dell'antica Kroton, al recupero della cittadella fortificata, al territorio del Lacinio e alle attività culturali comuni, inserendo archeologia urbana, rigenerazione urbana, restauro del patrimonio monumentale e collegamenti territoriali in un quadro progettuale unitario.
Avvio dei cantieri Il 21 febbraio 2022 furono avviati i lavori di riqualificazione dell'ex complesso scolastico San Francesco, indicati come il primo cantiere della nuova fase del programma; l'edificio fu destinato alla realizzazione di spazi per la documentazione, la catalogazione, la conservazione e il restauro dei reperti archeologici, oltre che per attività formative e culturali.
Tra il 2022 e il 2023 furono avviate le procedure di affidamento di numerosi interventi e dieci di quelli di competenza comunale, per un valore prossimo ai 30 milioni di euro, vennero riuniti in tre raggruppamenti progettuali definiti cluster: il primo interessava prevalentemente il collegamento con il promontorio Lacinio e il percorso di Vrica e Stuni; il secondo comprendeva la cittadella fortificata, Acquabona e Stadio-Parco Pignera; il terzo riguardava invece la realizzazione di un circuito urbano di connessione fra le differenti aree archeologiche.
Nel 2024 l'attuazione entrò in una fase più direttamente archeologica con l'apertura o l'avanzamento di diversi cantieri di scavo, fra cui quelli di Acquabona e dell'area G.V. Gravina; proprio le indagini condotte in quest'ultima, inizialmente circoscritte a circa 758 m², acquisirono particolare rilievo nella successiva evoluzione del programma, poiché misero in luce strutture riferibili a un'organizzazione differente da quella di un'insula abitativa e compatibile con uno spazio pubblico o sacro. L'estensione e la natura dei rinvenimenti determinarono quindi la necessità di ampliare il settore di ricerca e di riconsiderarne il rapporto con il più vasto Quartiere Centrale.
Rimodulazione del 2025 e prosecuzione Con la deliberazione della Giunta regionale n. 467 dell'11 settembre 2025 fu approvata una nuova rimodulazione della linea 1.2.1 «La riscoperta del quartiere centrale», che lasciò invariata la dotazione complessiva di Antica Kroton ma riallocò 6.650.757,46 euro provenienti da interventi precedentemente programmati: 4.080.757,46 euro da risorse relative a interventi comunali, 2 milioni da risorse regionali e 570.000 euro da interventi precedentemente attribuiti al Ministero della cultura.
La revisione comportò il definanziamento dell'intervento relativo al Santuario Vigna Nuova, situato in un sito di interesse nazionale (SIN), e di quello di via Achille Grandi; contestualmente furono previsti il completamento dell'area Gravina, finanziato con 1,3 milioni di euro, la realizzazione di una cerniera polifunzionale con una dotazione di 4.780.757,46 euro e ulteriori scavi nel Quartiere Centrale per 570.000 euro.
Per Gravina furono programmati la prosecuzione delle indagini, la pulitura e il restauro delle strutture già emerse; la cerniera polifunzionale, invece, fu concepita come sistema di collegamento e fruizione archeologica tra l'area Di Vittorio, via Ugo Foscolo, l'ex Ariston e corso Giuseppe Mazzini, comprendendo anche terrazzamenti rialzati destinati all'osservazione delle evidenze archeologiche. Le nuove indagini furono infine localizzate nell'area compresa fra la zona immediatamente a est dell'Esaro, viale Stazione, l'incrocio con via Giuseppe Di Vittorio e l'ex Ariston.
Nello stesso periodo la riorganizzazione delle strutture territoriali del Ministero della cultura determinò il trasferimento della titolarità di alcuni interventi alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone e alla Direzione dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari; nel giugno 2026 la Regione Calabria dispose inoltre il trasferimento al Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027 di 30.322.307,57 euro relativi a dieci appalti di competenza comunale, così da consentirne la prosecuzione oltre la precedente scadenza del Piano di Azione e Coesione.
Impostazione e principali interventi
Antica Kroton è articolato come un sistema di interventi distribuiti nel territorio urbano ed extraurbano, nel quale la ricerca archeologica si affianca al restauro architettonico, alla riqualificazione degli spazi pubblici e alla realizzazione di collegamenti fra la città e il territorio del Lacinio. Nella configurazione successiva alla rimodulazione del 2025, la linea 1.2 «Area archeologica urbana» comprende la 1.2.1, dedicata alla riscoperta del Quartiere Centrale, la 1.2.2 relativa alla connessione delle tre partizioni urbanistiche greche, la 1.2.3 sulla riscoperta del quartiere meridionale e la 1.2.4 destinata alla rete dei servizi di accoglienza e al recupero della cittadella fortificata viceregnale.
L'impostazione complessiva configura un sistema archeologico urbano diffuso, nel quale la valorizzazione dei resti antichi viene integrata nella trasformazione degli spazi della città contemporanea; tra gli strumenti progettuali previsti figura il cosiddetto nastro narrante, concepito per mettere in relazione le diverse aree e accompagnarne la lettura lungo i percorsi urbani.
Area archeologica urbana La linea 1.2.1 comprendeva originariamente, fra gli altri, Acquabona (1.2.1.2), Stadio-Parco Pignera (1.2.1.3), l'area G.V. Gravina (1.2.1.4) e l'ex Ariston (1.2.1.5); con la rimodulazione del 2025 furono poi introdotti il completamento di Gravina (1.2.1.7), la cerniera polifunzionale (1.2.1.8) e i nuovi scavi del Quartiere Centrale (1.2.1.9). La linea 1.2.2 è invece dedicata alle connessioni fra le diverse partizioni dell'antica città e comprende il recupero del vecchio tracciato della ferrovia Calabro-Lucana (1.2.2.1), la fruibilità dei tracciati urbani esistenti (1.2.2.2), il percorso naturalistico e paesaggistico della Collina di Santa Lucia (1.2.2.3) e la valorizzazione dell'area di Campitella e Chiusa Caivano (1.2.2.5). Nel loro insieme questi interventi concorrono alla formazione di un parco archeologico urbano a rete, nel quale le evidenze della città greca vengono integrate con gli spazi e i percorsi della Crotone contemporanea.
Le indagini nell'area G.V. Gravina, situata tra via Ugo Foscolo e via Giovanni Verga, hanno progressivamente interessato una superficie di circa m²; le campagne condotte nel 2024 e nel 2025 hanno restituito dati stratigrafici e topografici, oltre a materiali architettonici riferibili alle diverse fasi di frequentazione di un settore dello spazio pubblico dell'antica Kroton. Le ricerche hanno inoltre consentito di individuare e studiare un deposito di età ellenistica, contribuendo alla ricostruzione delle successive fasi d'uso dell'area; proprio i risultati dello scavo determinarono un ampliamento delle indagini e contribuirono alla rimodulazione del Quartiere Centrale approvata nel 2025.
Nell'area Stadio-Pignera, compresa fra lo Stadio Ezio Scida e Parco Pignera, sono invece emersi ampi settori della zona produttiva dell'antica città, tanto che nel giugno 2026 il cantiere veniva indicato dall'ANSA come uno degli scavi archeologici urbani più estesi in corso in Italia. Le indagini hanno documentato un quartiere connesso alla produzione ceramica, particolarmente attivo nel IV secolo a.C., nel quale sono stati individuati scarti di produzione, matrici, ceramiche, resti di fornaci e altri spazi produttivi; i dati raccolti hanno fornito inoltre nuovi elementi sulla forma degli isolati e sull'organizzazione della viabilità della polis.
Cittadella fortificata La linea 1.2.4 riguarda la rete dei servizi di accoglienza e il recupero della cittadella fortificata viceregnale; comprende il restauro e la rifunzionalizzazione di un bastione (1.2.4.1), finanziato per un milione di euro, il restauro e recupero funzionale dei camminamenti, dei bastioni e dei rivellini (1.2.4.2), con una dotazione complessiva di 5,415 milioni di euro, e un distinto intervento sul Castello di Carlo V (1.2.4.3), finanziato per 1,235 milioni di euro.
Gli interventi riguardano pertanto sia elementi conservati delle fortificazioni viceregnali sia il castello, mantenuti nella documentazione progettuale come sottointerventi autonomi; le opere comprendono attività di restauro architettonico, recupero funzionale e valorizzazione dei percorsi e degli spazi difensivi.
Il Lacinio e il collegamento con Capo Colonna La linea 1.3 «Il Lacinio ed il collegamento con la città» comprende la fruibilità dell'area archeologica nord-orientale dell'Heraion Lacinio (1.3.1), finanziata per 7,57 milioni di euro, e il collegamento fra l'abitato antico e il santuario (1.3.2), con una dotazione di 10.315.759 euro.