L'Annuciazione Friedsam è un dipinto a olio su tavola, realizzato nel 1445 dal pittore fiammingo Petrus Christus e attualmente conservato presso il Metropolitan Museum of Art di New York.Ainsworth 1994, p. 117Ainsworth 1994, p. 117

Storia Le vicende relative alla commissione e ai secoli successivi alla sua realizzazione sono incerte e prive di documentazioni solide. Nella provenienza ricostruita dal Met si farebbe riferimento a un indefinito duca di Borgogna quale primo a possedere sicuramente la tavola, in una data anteriore al 1836. LAnnunciazione, in seguito, sarebbe passata nelle collezioni di svariati soggetti privati ad Anversa, Bruxelles, Parigi e New York, fino a giungere in quella del filantropo e collezionista Michael Friedsam. Alla sua morte, avvenuta nel 1931, questi lasciò in eredità la tavola come parte di una più ampia donazione, che includeva importanti opere del Rinascimento nordico, tra cui alcune di Gerard David, Jan Vermeer, Rembrandt e Pieter de Hooch.

Attribuzione Nel corso dei secoli, l'attribuzione del dipinto è stata fortemente contestata: precisamente, diversi storici dell'arte misero in discussione la paternità di Christus, basandosi soprattutto su motivazioni di tipo stilistico. Nel XIX secolo la tavola fu attribuita a Hubert van Eyck; nel secolo successivo, invece, fu più facilmente accostata al ben più celebre fratello di Hubert, Jan. In tali dispute, taluni ne anticiparono anche la data di realizzazione, collocandola al 1420.Robb 1936, pp. 505-506 Il dibattito emerse in particolar modo in un periodo nel quale l'interesse l'arte dei Primitivi fiamminghi beneficiava di una rivalutazione e di una rinascita di interesse, grazie alle quali nuovi studi facevano luce sull'identificazione dei singoli artisti e della loro evoluzione artistica.Ward 1968, p. 184

Negli anni Trenta del XX secolo, l'attribuzione divenne oggetto di discussione tra i principali esperti di tale periodo dell'arte fiamminga: da una parte vi era lo storico dell'arte Erwin Panofsky, che attribuiva la tavola a Jan van Eyck; dall'altra si contrapponeva lo studioso Max Friedländer, che propendeva per la paternità di Christus. Tra i due, vi erano poi ulteriori posizioni intermedie, che parlavano di una copia prodotta da Christus sulla base di un originale di Jan van Eyck andato perduto.

Nel 1935, Panofsky escluse la possibilità che il dipinto fosse opera di Christus basandosi sulle sue «composizione, colorazione e prospettiva», giudicate troppo antiquate («arcaiche») per essere state elaborate nel periodo della maturità di Christus. Lo studioso concluse affermando che l'''Annunciazione fosse «oltre le capacità di Petrus Christus, il quale, con tutta la sua abilità e solidità, non raggiunse mai quella peculiare ricchezza e [...] quella densità omogenea che contraddistingue le opere dei fratelli van Eyck».Panofsky 1935, p. 434

Descrizione

Soggetto La scena ritratta nel dipinto è quella biblica dell'Annunciazione, ovvero l'annuncio - tratto dal Vangelo secondo Luca - che Maria riceve dall'arcangelo Gabriele, secondo cui ella sarebbe diventata madre di Gesù in modo miracoloso, attraverso un concepimento verginale.

Analisi La tavola, realizzata su un pannello di quercia, presenta una serie di anomalie prospettiche e spaziali che ne rendono la visione particolarmente complessa. Lo spettatore si trova dinanzi a una vista dall'alto, l'inquadratura è leggermente decentrata verso sinistra e la linea d'orizzonte è totalmente assente - possibile indizio del fatto che la scena, ritagliata su tre lati, fu maldestramente ricavata da un'opera più grande. Difatti, gli storici dell'arte ritengono che fosse la parte sinistra di un trittico d'altare.Ainsworth 1994, pp. 117-119Ward 1968, p. 185 La visuale mostra delle somiglianze con quella adottata da Robert Campin nella sua Natività del 1420; tuttavia, nella tavola di Campin l'orizzonte è visibile, mentre lAnnunciazione di Christus, probabilmente a causa del taglio, ne è manchevole.Panofsky 1935, p. 231

Maria è raffigurata in piedi, sulla soglia del portale leggermente rialzato di una chiesa, con indosso un mantello blu e nella mano sinistra un libro di preghiere, presumibilmente un libro d'ore.Ainsworth 1994, p. 123 Alla sua destra, su una rientranza, è possibile osservare un vaso di gigli bianchi, che simboleggia la sua purezza.Russell 1978, p. 24 Alla sua sinistra e di fronte a lei, l'arcangelo Gabriele è inginocchiato in quello che appare come un giardino recintato, elemento iconografico comune per indicare la castità. L'arcangelo impugna uno scettro ed è connotato da colori sgargianti nelle vesti e nelle ali. I paramenti liturgici, prevalentemente color rosso e bianco, sono arricchiti da ricami dorati e fissati da una spilla.Russell 1978, p. 26 L'architettura e il giardino

L'ambientazione in cui si svolge la scena è costituita da una chiesa - sulla cui soglia si trova Maria - inserita all'interno di un giardino semichiuso e alquanto trascurato, caratterizzato principalmente da fiori selvatici.Sperling 1999, p. 100 La scelta risulta inusuale, tenendo conto del fatto che la maggior parte delle rappresentazioni contemporanee a tale tavola racchiudono la scena biblica all'interno di un contesto domestico (o anche nelle chiese, ma al loro interno). Lo stile architettonico della chiesa è complesso e presenta elementi riconducibile da una parte all'architettura romanica (sul lato destro), e dall'altra a quella gotica (sul lato sinistro). Gli studiosi hanno ipotizzato che questa scelta possa voler fare riferimento ai cambiamenti apportati nel passaggio dall'Antico Testamento al Nuovo Testamento, nonché dall'ebraismo al cristianesimo. La metà gotica è maggiormente visibile e ha almeno una finestra, richiamo alla luce divina. I contrafforti gotici sono più ampi ed elaborati rispetto a quelli romanici: in aggiunta, sono coronati da un tipo di ornamento noto in fiammingo come Kruisbloeme, ovvero "fiore della croce". La nicchia al di sopra del portale, che normalmente avrebbe contenuto una figura scolpita, è vuota: ciò dovrebbe alludere all'attesa della nascita di Gesù.Secondo l'esperta Maryan Ainsworth, il portale rappresenta una «porta coeli, ovverosia un portale spirituale per il Paradiso».Ainsworth 1994, p. 124 Il gradino su cui si trova Maria è decorato da variopinte piastrelle con motivi geometrici e floreali; quello immediatamente successivo, invece, è arricchito dalle parole "REGINA CELI LET[ARE]" - letteralmente "Regina del cielo, rallegrati" - che costituiscono l'incipit dell'antifona pasquale del Regina Caeli, dedicata alla Beata Vergine.Ainsworth 1994, p. 125 Le lettere "A" e "M" ai lati di Maria, diversamente, stanno a indicare le parole Ave Maria'', formula tradizionalmente associata, seppure non letterale, al saluto che l'arcangelo Gabriele le rivolge. Il gradino inferiore è scheggiato e mostra diverse crepe, che secondo Ainsworth intende simboleggiare come «gli infedeli inciamperanno e cadranno... incapaci di ottenere l'ingresso nella casa di Dio [e] pertanto rappresenta una pietra d'inciampo [per] coloro i quali sono caduti in disgrazia. La Vergine può quindi essere intesa come l'interceditrice attraverso la quale ci si guadagna l'ingresso nel regno santo».

Nel giardino si possono individuare delle rappresentazioni numerose e accurate di fiori selvatici, molti dei quali arricchiti da un significato simbolico. Tra essi si possono scorgere: le pratoline comuni - emblema dell'innocenza - che spuntano alla sinistra dell'arcangelo, proprio sopra l'orlo della sua veste; le fragoline di bosco, scelte per indicare rettitudine e virtù; l'orchide maschia, per la fertilità; la malvarosa, come riferimento alla salvezza, la quale cresce lungo il muro diroccato del giardino. Tra tutti gli elementi vegetali, comunque, quelli che spiccano sono sia i gigli bianchi posti accanto alla figura di Maria, in un sottile vaso di vetro, sia un tipo di pianta rampicante visibile sopra al muro. Stando a quanto afferma Ainsworth, il fatto che il giardino sia incolto, che contenga al suo interno fiori selvatici anziché domestici e che il muro sia in rovina testimonia che la scena sia ambientata «prima della venuta di Cristo, suo riparatore».

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Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti di Petrus Christus Categoria:Dipinti sull'annunciazione Categoria:Dipinti nel Metropolitan Museum