Biografia Laureatosi in architettura al Politecnico di Milano nel 1962, da quell'anno fino al 1967 svolse attività di ricerca presso l'Istituto di Urbanistica dell'ateneo, attività alla quale affiancò quella professionale partecipando a progetti e consulenze; successivamente, dal 1967 al 1973, fu ricercatore per il Piano Intercomunale Milanese per poi, a partire dal 1974, aprire un proprio studio con la fondazione della società Laris, occupandosi così in autonomia delle attività di ricerca e progettazione.
A partire dal 1981 entrò a far parte della Gregotti Associati di Vittorio Gregotti, portando all'interno dello studio le sue competenze nell'ambito dell'urbanistica e il suo interesse per l'integrazione tra pianificazione e progettazione architettonica. Divenuto in breve tempo socio dello studio, durante la sua carriera alla Gregotti Associati divenne anche l'amministratore della Gregotti Associati International, ambito che gli permise di operare per diversi decenni sia in Italia che all'estero, occupandosi dalla pianificazione territoriale alla progettazione architettonica; questa esperienza permise a Cagnardi di maturare un metodo progettuale fondato sulla continuità tra architettura e urbanistica, vedendo il piano regolatore e gli edifici come parti di un unico processo trasformativo cittadino.
Attivo anche nell'urbanistica e nell'architettura del paesaggio, dal 1985 al 1988 fu presidente dell'Associazione Italiana degli Architetti del Paesaggio e del Comitato Nazionale per le Scienze Ambientali e Territoriali, mentre dal 1987 al 1991 diresse Terra, un periodico dedicato alle scienze ambientali, pubblicando anche diversi libri dedicati a temi di urbanistica.
A partire dagli anni Duemila preponderante nella sua carriera fu l'attività professionale in Cina, luogo dove lavorò a diversi progetti urbanistici e architettonici, tra i quali la vera e propria elaborazione di nuovi insediamenti urbani. Per la sua attività professionale in Cina l'architetto venne insignito nel 2005 del titolo di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana presso l'ambasciata italiana a Pechino, per il suo contributo nell'avvicinamento tra la cultura italiana e quella cinese.
Il piano regolatore di Torino
Una delle principali esperienze professionali di Cagnardi fu la redazione, insieme a Vittorio Gregotti, del piano regolatore generale della città di Torino, approvato nel 1995. Il progetto fu per Cagnardi la prima grande occasione per mettere in pratica il metodo che aveva sviluppato con Gregotti, ovvero l'integrazione fra piano urbanistico e progetto architettonico, ottenuta passando continuamente dalla scala generale a quella dell'edificio. Per via dell'importanza dell'opera, secondo lo stesso Cagnardi, il piano regolatore torinese fu il modello sul quale lo studio Gregotti Associati impostò tutte le sue successive esperienze relative alla pianificazione urbanistica.
Cagnardi diede molta importanza alla normativa del piano, vissuta come uno strumento diretto per indirizzare il futuro sviluppo cittadino; tra gli strumenti utilizzati vi furono il trasferimento delle volumetrie, la distribuzione delle aree destinate ai servizi e la possibilità di concentrare le densità edilizie in determinate zone, con la ricerca di un equilibrio che non si limitasse al singolo lotto ma si allargasse a un ambito ben più vasto; questo portò anche al recupero dell'istituzione del comparto, previsto dalla legislazione urbanistica del 1942. Nell'applicazione della perequazione urbanistica venne invece fissato un indice territoriale uguale per tutta l'area, riconoscendo la rendita a tutti i terreni urbani, compresi quelli pubblici, e prevedendo il trasferimento delle volumetrie non realizzabili negli spazi destinati a uso pubblico.
Elemento fulcro del piano fu la trasformazione della Spina Centrale, che venne concepita come l'asse di riorganizzazione della città sulle aree rese disponibili dalla dismissione di parte dell'apparato industriale circostante e del passante ferroviario. Nella visione di Cagnardi la crisi del modello industriale torinese era l'occasione per l'insediamento di nuove funzioni urbane e terziarie, caratterizzate da una maggiore accessibilità. Originariamente il piano tendeva a collocare le nuove attività produttive al di fuori dell'agglomerato urbano consolidato; Cagnardi però concluse che l'evoluzione delle nuove industrie non era assimilabile al settore secondario tradizionale e che queste potevano invece essere assimilate al settore terziario e dunque integrate nel tessuto urbano.
Cagnardi seguì con molto trasporto personale l'elaborazione del piano ma non la sua attuazione, cosa per la quale espresse rammarico, ritenendo che la mancanza di coordinamento avesse contribuito negativamente alla qualità degli interventi edilizi; vent'anni dopo l'approvazione del piano l'urbanista lo considerava comunque ancora solido nel suo impianto generale, cosa sottolineata dalla sua forma rimasta sostanzialmente invariata nonostante il passaggio di numerose amministrazioni comunali, anche se comunque auspicava l'elaborazione di un nuovo PRG che potesse rispondere alle nuove esigenze cittadine. In totale il piano di Cagnardi rimase vigente oltre trent'anni, fino a quando nel 2026 il Consiglio comunale approvò il progetto preliminare del nuovo strumento urbanistico destinato a sostituire quello del 1995.
Opere
A seguire un elenco non esaustivo delle opere e dei progetti di Augusto Cagnardi:
Nuovi uffici della fabbrica tessile Bossi, Cameri (1980-1984), con Vittorio Gregotti e Pierluigi Cerri Abitazioni nell'area ex Saffa, Cannaregio, Venezia (1981-2002), partecipazione al progetto architettonico Progetto urbano del quartiere Bicocca, Milano Stadio Luigi Ferraris, Genova (1985-1989), con Vittorio Gregotti Piano regolatore generale di Torino, con Vittorio Gregotti, approvato nel 1995 Ampliamento del Palazzo comunale di Arezzo (1986-1993), con Vittorio Gregotti Ospedale unico del Valdarno, Montevarchi (1988-2002), con Vittorio Gregotti Complesso residenziale Santa Maria del Piano, Jesi (1993-2003), con Vittorio Gregotti e Pierluigi Cerri Parco scientifico tecnologico Polaris, Pula (1993-2003), con Vittorio Gregotti, Pierluigi Cerri e Michele Reginaldi; Cagnardi partecipò inoltre alla direzione dei lavori Parco commerciale Terminal Nord, Udine (2005-2010), con Vittorio Gregotti e Michele Reginaldi
Onorificenze
Note
Bibliografia
Categoria:Commendatori OMRI Categoria:Studenti del Politecnico di Milano