Palazzo del Banco di Sicilia è un palazzo monumentale di Torino costruito nel 1888 in stile Eclettico dall'architetto Luigi Beria in via Alfieri, nell'isola (isolato) di Santa Francesca, quartiere Centro, per conto della Banca Tiberina.
Di proprietà del Consiglio regionale del Piemonte, è vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio .
Storia Il palazzo è opera dell’architetto Luigi Beria e fu edificato nell’anno 1888 in una zona che in quel periodo la città ha adibito a quartiere delle banche sull’asse di via XX Settembre, dopo il trasferimento della capitale a Roma e che vede costruire, intorno a Palazzo Ferrero d'Ormea, sede della Banca d'Italia, sedi centrali di istituti come il Palazzo della Banca Commerciale Italiana, quello della Banca Nazionale del Lavoro in Palazzo Trucchi di Levaldigi, quello di Banca Subalpina in Palazzo Caisotti di Casalgrasso e quello della Cassa di Risparmio di Torino in Palazzo Perrone di San Martino.
Committente dell'opera è Biagio Caranti, amministratore delegato della Banca Tiberina e suocero di Beria, che aveva acquistato per ottantacinquemila lire nel 1887 il terreno e le vecchie costruzioni che vi insistevano dal Banco di Sconto e Sete Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Notai di Torino. Versamento 1993-95, Notaio Carlo Torretta, vol. 56, n. 8. All’atto è allegato il disegno dell’area ceduta.
La Banca Tiberina non utilizzò mai il palazzo come sede ufficiale: dopo un breve affitto al Circolo Filologico Torinese, il fallimento della banca nel 1895 comportò la vendita per centoquarantacinquemila lire alla Società Anonima Consumatori Gaz-Luce, con adattamento dei locali progettato dallo stesso Beria, che divenne anche presidente della società e che utilizzò tutti i più moderni comfort del tempo: acqua corrente ai piani e riscaldamento a gas in ogni ambiente.
L'Italgas subentrò alla proprietà in seguito all'acquisizione della Società Anonima Consumatori Gaz-Luce avvenuta agli inizi del secolo scorso Cfr. Valerio Castronovo, Giuseppe Paletta, Renato Giannetti, Bruno Bottiglieri, Dalla luce all’energia. Storia dell’Italgas, Bari 1987; edizione anastatica del 2009, p. 24, p. 220.
Il palazzo fu coinvolto dai bombardamenti del luglio 1943 e venne acquistato, nel 1949, dal Banco di Sicilia che lo adattò a propria sede dando all'ingegnere Eugenio Mollino il compito di ampliarlo e sopraelevarlo di un piano, mantenendo però lo stile originale Alberto Stefano Massaia, Architetti dell’Eclettismo a Torino fra Otto e Novecento: la pleiade dei minori, in: “Studi Piemontesi”, 1995, XXIV, fasc. 1, pp. 11-62 .
Nel 2011 il palazzo viene acquistato dal Consiglio Regionale del Piemonte che lo adibisce a sede istituzionale insieme al Palazzo Lascaris adiacente con una ristrutturazione costata 18 milioni di euro .
Descrizione Il palazzo, di quattro piani fuori terra, ha una architettura classica di notevole compattezza, con un avancorpo centrale in pietra grigia con decori neorinascimentali, lesene ioniche, tre finestroni ed un balcone centrale.
Molto imponente risulta il cancello esterno sulla via Lascaris, di proporzioni monumentali, che oggi chiude uno spazio adibito a parcheggio, certamente uno dei più bei cancelli in ferro torinesi della fine dell’Ottocento.
Note
Bibliografia Arabella Cifani,Franco Monetti, Ritorno a Palazzo Lascaris, Consiglio Regionale del Piemonte, 2013 Luigi Beria, La nuova sede della Banca Tiberina a Torino, “L’Edilizia Moderna”, Anno IV, fasc. IV, dic. 1897, pp. 30-31.
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Palazzo del Banco di Sicilia (Torino)