Il monsone dell'Asia meridionale è il sistema monsonico che interessa gran parte dell'Asia meridionale e, in particolare, il subcontinente indiano. È caratterizzato da una marcata variazione stagionale della circolazione atmosferica, accompagnata da profonde variazioni nella distribuzione delle precipitazioni.

Il fenomeno interessa soprattutto India, Pakistan, Bangladesh, Nepal, Bhutan e Sri Lanka e costituisce uno degli elementi fondamentali del clima regionale. Il monsone estivo di sud-ovest, attivo principalmente da giugno a settembre, fornisce circa l'80% delle precipitazioni annue dell'India e riveste pertanto un'importanza essenziale per la disponibilità di acqua, l'agricoltura e numerose attività economiche.

Durante l'inverno la circolazione si inverte e prevalgono venti generalmente provenienti da nord-est. Il cosiddetto monsone di nord-est è molto meno piovoso sulla maggior parte del subcontinente, ma assume particolare importanza nell'India sud-orientale e nello Sri Lanka, dove i venti acquistano umidità attraversando il golfo del Bengala.

Definizione Il termine «monsone» deriva probabilmente dall'arabo mawsim (موسم), «stagione», e venne utilizzato originariamente dai navigatori dell'Oceano Indiano per indicare l'alternanza stagionale dei venti.

In meteorologia il termine non indica semplicemente una stagione delle piogge, ma un sistema di circolazione atmosferica caratterizzato da una significativa variazione stagionale della direzione dei venti e del regime delle precipitazioni.

Nell'Asia meridionale si distinguono generalmente due principali fasi stagionali: il monsone estivo di sud-ovest, che porta la maggior parte delle precipitazioni annuali tra giugno e settembre, e la circolazione monsonica invernale di nord-est, prevalente nei mesi successivi.

Monsone estivo di sud-ovest

Il monsone di sud-ovest costituisce la fase principale del sistema monsonico dell'Asia meridionale. Con l'avvicinarsi dell'estate boreale, l'aumento dell'energia solare riscalda fortemente il continente asiatico e modifica la distribuzione della pressione atmosferica e della temperatura tra continente e oceano. Contemporaneamente, la fascia di massima convezione tropicale e la zona di convergenza intertropicale si spostano verso nord.

Questa configurazione favorisce un intenso flusso atmosferico attraverso l'equatore, nel quale gli alisei dell'emisfero australe, dopo aver attraversato l'equatore, vengono deviati verso destra dalla forza di Coriolis e assumono una componente sud-occidentale. Le masse d'aria, dopo essersi caricate di umidità sull'Oceano Indiano, raggiungono il subcontinente indiano e alimentano profonde zone di convezione e precipitazioni.

La circolazione viene tradizionalmente descritta attraverso due grandi rami: il ramo del mare Arabico e il ramo del golfo del Bengala. Tale distinzione è una semplificazione della circolazione reale, ma è utile per descrivere la distribuzione delle piogge sul subcontinente.

Ramo del mare Arabico Il ramo proveniente dal mar Arabico investe innanzitutto la costa sud-occidentale dell'India. L'incontro delle masse d'aria umida con i Ghati occidentali provoca una forte precipitazione orografica sul versante occidentale della catena. Le zone dell'altopiano del Deccan situate sottovento ricevono invece precipitazioni considerevolmente inferiori a causa dell'ombra pluviometrica.

Una parte della corrente prosegue verso nord lungo la costa occidentale e verso l'India nord-occidentale, contribuendo alle precipitazioni del Gujarat, del Rajasthan e delle pianure dell'Indo.

Ramo del golfo del Bengala Un secondo importante flusso attraversa il golfo del Bengala, dal quale riceve grandi quantità di vapore acqueo, e raggiunge il Bangladesh, l'India nord-orientale e il versante meridionale dell'Himalaya. L'interazione tra il flusso monsonico e la complessa orografia della regione determina precipitazioni eccezionalmente abbondanti in alcune aree del Meghalaya e dell'Himalaya orientale.

Una parte della corrente viene deviata verso ovest lungo la pianura indo-gangetica, contribuendo alle precipitazioni dell'India settentrionale. L'Himalaya costituisce inoltre una grande barriera orografica, limitando il trasporto delle masse d'aria monsoniche umide verso l'Asia centrale e favorendo la concentrazione delle precipitazioni sul versante meridionale della catena.

Meccanismo

Il monsone dell'Asia meridionale è il risultato dell'interazione di diversi processi atmosferici e oceanici e non può essere spiegato esclusivamente come una brezza di mare su scala continentale.

Uno dei fattori fondamentali è il diverso riscaldamento stagionale delle grandi masse continentali asiatiche e dell'Oceano Indiano. Durante la primavera e l'inizio dell'estate l'Asia meridionale si riscalda rapidamente, contribuendo alla formazione di una vasta regione di bassa pressione e all'intensificazione del gradiente atmosferico tra oceano e continente.

Contemporaneamente la zona di convergenza tropicale migra verso nord e l'intensa convezione atmosferica si sposta sul subcontinente. Il flusso trans-equatoriale trasporta quindi enormi quantità di umidità dall'Oceano Indiano e dal mar Arabico verso l'Asia meridionale.

L'Himalaya e l'Altopiano tibetano svolgono anch'essi un ruolo importante. La catena himalayana agisce come barriera meccanica, limitando l'intrusione di masse d'aria relativamente fredde e secche dall'Asia centrale e contribuendo a mantenere elevate le temperature troposferiche a sud dell'orogene. Il riscaldamento dell'altopiano tibetano influenza inoltre la circolazione atmosferica regionale, anche se l'importanza relativa del suo ruolo termico e di quello puramente orografico è stata oggetto di un ampio dibattito scientifico.

Anche le correnti a getto della troposfera superiore partecipano all'evoluzione stagionale del sistema. Durante l'estate il getto subtropicale occidentale si sposta a nord dell'Himalaya, mentre sulla regione monsonica si instaura una forte circolazione orientale in quota. Questi cambiamenti costituiscono parte della riorganizzazione generale dell'atmosfera asiatica associata all'inizio del monsone.

Non è quindi corretto considerare il «riscaldamento differenziale», lo spostamento della zona di convergenza intertropicale e la dinamica delle correnti a getto come spiegazioni reciprocamente esclusive: rappresentano aspetti interconnessi di un sistema accoppiato atmosfera-oceano-terra.

Avanzata e ritiro L'avanzata del monsone estivo sull'India avviene nell'arco di diverse settimane. L'India Meteorological Department (IMD) determina operativamente l'inizio del monsone utilizzando congiuntamente criteri relativi alle precipitazioni, ai venti e alla struttura atmosferica.

Secondo le normali climatiche adottate dall'IMD dal 2020, basate per l'avanzata sui dati del periodo 1961-2019, il monsone raggiunge normalmente il Kerala intorno al 1º giugno. Avanza quindi verso nord e nord-ovest, raggiungendo progressivamente la maggior parte dell'India durante giugno e l'estremo nord-occidentale del paese intorno all'8 luglio.

Il ritiro comincia normalmente dall'India nord-occidentale nel mese di settembre. Le normali dell'IMD per il ritiro, calcolate sui dati del periodo 1971-2019, mostrano una progressiva regressione del monsone verso sud e sud-est, con il completamento del ritiro dall'India meridionale intorno al 15 ottobre.

L'effettiva data di arrivo e di ritiro può tuttavia variare considerevolmente da un anno all'altro.

Monsone di nord-est Durante l'autunno e l'inverno boreale il continente asiatico si raffredda e la circolazione atmosferica si modifica. Sull'India prevalgono allora venti con componente nord-orientale, generalmente diretti dal continente verso l'Oceano Indiano.

Poiché questi venti provengono in larga parte da zone continentali, sono relativamente secchi sulla maggior parte dell'India. Attraversando il golfo del Bengala, tuttavia, una parte del flusso acquista umidità prima di raggiungere la costa sud-orientale dell'India e lo Sri Lanka. Il periodo compreso tra ottobre e dicembre costituisce pertanto una delle principali stagioni piovose del Tamil Nadu e di alcune regioni limitrofe.

Il monsone di nord-est non rappresenta semplicemente una versione inversa del monsone estivo: presenta una struttura atmosferica, una distribuzione delle precipitazioni e meccanismi sinottici in parte differenti.

Variabilità

Una delle caratteristiche fondamentali del monsone dell'Asia meridionale è la forte variabilità su scale temporali che vanno da pochi giorni a diversi decenni.

All'interno della stessa stagione si alternano frequentemente periodi di precipitazioni intense, detti fasi attive, e intervalli nei quali le piogge diminuiscono notevolmente su gran parte dell'India centrale, detti pause o breaks monsonici. Queste oscillazioni sono legate alla posizione della depressione monsonica, alla propagazione di perturbazioni tropicali e alla variabilità della convezione sull'Oceano Indiano e sul Pacifico occidentale.

ENSO

L'El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO) rappresenta uno dei principali fattori della variabilità interannuale del monsone indiano. In termini statistici, gli anni caratterizzati da El Niño tendono più frequentemente a essere associati a precipitazioni monsoniche inferiori alla media, mentre gli episodi di La Niña tendono a favorire precipitazioni più abbondanti.

La relazione non è tuttavia deterministica: non tutti gli episodi di El Niño determinano siccità in India e non tutti gli episodi di La Niña producono un monsone eccezionalmente piovoso. L'intensità dell'influenza di ENSO varia inoltre nel tempo ed è modulata dall'interazione con altri fenomeni oceanico-atmosferici.

Dipolo dell'Oceano Indiano

Un altro importante fattore è il dipolo dell'Oceano Indiano (IOD), un'oscillazione delle temperature superficiali del mare e della circolazione atmosferica tra la parte occidentale e quella sud-orientale dell'Oceano Indiano.

Durante una fase positiva dell'IOD, le acque dell'Oceano Indiano equatoriale occidentale tendono a essere più calde della media e quelle prossime a Sumatra e Giava più fredde. Questa configurazione può, in determinate circostanze, favorire le precipitazioni sull'India e modificare o attenuare l'influenza di ENSO.

ENSO e IOD interagiscono tra loro e con numerosi altri modi di variabilità atmosferica e oceanica; la loro influenza sul monsone deve pertanto essere considerata nell'ambito dell'intero sistema accoppiato tropicale.

Precipitazioni estreme

La distribuzione delle piogge monsoniche è estremamente irregolare. L'interazione delle masse d'aria umida con i rilievi determina alcune delle maggiori precipitazioni annuali del pianeta, soprattutto nel Meghalaya, sui Ghati occidentali e lungo i versanti meridionali dell'Himalaya.

Località quali Mawsynram e Cherrapunji, nel Meghalaya, sono note per le precipitazioni eccezionalmente elevate, concentrate in larga misura durante la stagione monsonica.

Sul versante opposto, le regioni situate in ombra pluviometrica e l'India nord-occidentale possono ricevere precipitazioni molto inferiori. La contemporanea presenza di aree estremamente umide e relativamente aride è uno dei caratteri più evidenti della climatologia monsonica dell'Asia meridionale.

Le precipitazioni estreme possono provocare alluvioni, frane e piene improvvise. Uno studio sulle precipitazioni dell'India centrale ha riscontrato un aumento di circa tre volte nella frequenza degli episodi di precipitazione estrema estesi su vaste aree tra il 1950 e il 2015.

Cambiamento climatico L'evoluzione recente delle precipitazioni monsoniche non è uniforme nello spazio e nel tempo. Secondo il Sesto rapporto di valutazione dell'IPCC, le precipitazioni del monsone estivo dell'Asia meridionale sono diminuite in diverse regioni dalla metà del XX secolo, con un elevato livello di confidenza.