Biografia Stefano De Mari nacque a Genova in una delle famiglie più in vista del patriziato cittadinoEsteban Mari y Centurión, Real Academia de la Historia, Diccionario Biográfico Español. URL: https://dbe.rah.es/biografias/53140/esteban-mari-y-centurion. Era figlio secondogenito di Francesco de' Mari signore di Rivanazzano e protettore del Banco di San GiorgioDE MARI, Francesco, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL: https://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-de-mari_(Dizionario-Biografico); il padre fu anche ambasciatore della Repubblica di Genova presso Carlo II di Spagna. La madre Livia Maria Centurione era figlia dell'ammiraglio Ippolito Centurione al servizio di Luigi XIVCENTURIONE, Ippolito, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL: https://www.treccani.it/enciclopedia/ippolito-centurione_(Dizionario-Biografico). Il nonno paterno, omonimo, fu Stefano De Mari 117° doge di Genova e re di Corsica dal 1663 al 1665DE MARI, Stefano, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL: https://www.treccani.it/enciclopedia/stefano-de-mari_(Dizionario-Biografico)/; in precedenza aveva amministrato il Banco di San Giorgio ed era stato ambasciatore genovese presso Filippo IV di Spagna. Anche due fratelli del padre salirono al dogato: Girolamo (135° doge dal 1699 al 1701) e Domenico Maria (139° doge dal 1707 al 1709). Un nipote Lorenzo de' Mari sarebbe divenuto 157° doge dal 1744 al 1746.

In gioventù prestò servizio sulle galee genovesi noleggiate a Carlo II di Spagna durante l'ambasceria del padre a Madrid.

Allo scoppio della guerra di successione spagnola de' Mari giurò fedeltà a Filippo V e servì nella flotta di galee spagnola nel Mediterraneo. Partecipò poi all'assedio di Barcellona con tre navi di sua proprietà; la maggiore montava settanta cannoni. L'impresa nacque da un asiento ottenuto nel 1713 per fornire alla nuova marina borbonica navi da guerra a vela invece delle tradizionali galee genovesi, una novità rispetto alla prassi degli asentisti liguriGuido Candiani, Navi per la nuova marina della Spagna borbonica: l'asiento di Stefano de Mari, 1713-1716, in «Mediterranea – ricerche storiche», n. 33, aprile 2015, pp. 107-146. URL: https://www.storiamediterranea.it/portfolio/candiani-navi-per-la-nuova-marina-della-spagna-borbonica/. Nell'agosto 1714 entrò ufficialmente nella Real Armada Española come capo di squadra. Fece parte della flotta dell'ammiraglio Andrés de Pez incaricata di trasportare in Spagna la principessa Elisabetta Farnese futura sposa di Filippo V; il viaggio fu però compiuto via terraPaolo Giacomone Piana, L'ammiraglio Stefano De Mari, in «Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare», dicembre 2012. URL: https://www.marina.difesa.it/media-cultura/editoria/bollettino/Documents/2012/Dicembre/Dic12_PIANA.pdf.

Nel 1715 de' Mari fu nominato generale di mareMari Centurión, Esteban. Biografía, Todoavante.es. URL: https://todoavante.es/index.php?title=Mari_Centurion,_Esteban_Biografia. Operò agli ordini di Pedro Gutiérrez de los Ríos conte di Fernán-Núñez nella riconquista di Maiorca al comando della nave Real Mari acquistata a Genova due anni prima. Nel 1716 raggiunse insieme a Baltasar Vélez de Guevara l'ammiraglio veneziano Andrea Pisani nella difesa di Corfù assediata dagli ottomani durante la guerra di Morea.

Nel 1717 prese parte alla conquista della Sardegna e salpò da Barcellona il 22 luglio al comando di una delle due divisioni della flotta spagnola mentre l'altra (comandante supremo dell'intera spedizione) era guidata dal marchese di Lede. Dopo diciassette giorni di combattimenti cadde la fortezza di Cagliari e de' Mari riportò in patria la flotta vittoriosa. L'anno seguente partecipò alla conquista della Sicilia: la flotta salpò il 19 giugno 1718 agli ordini del generale Antonio Gaztañeta con dodici vascelli diciassette fregate e sette galee al seguito di un convoglio di quasi quattrocento unità che trasportava sedicimila fanti e ottomila cavalieri. Al ritorno l'11 agosto 1718 la flotta spagnola fu sorpresa al largo di capo Passaro dall'ammiraglio britannico George Byng. De' Mari comandava la retroguardia sulla propria ammiraglia Real San Felipe insieme alle fregate San Isidro Tigre e Águila de Nantes. Sopraffatto da sei vascelli britannici tentò di incagliare e incendiare la nave per evitarne la cattura ma non vi riuscì; il Real San Felipe fu preso mentre solo la fregata Sorpresa oppose resistenza fino alla distruzione. De' Mari passò allora su un'unità della divisione di Baltasar de Guevara rimasta fuori dallo scontro e sulla rotta verso Cadice catturò una fregata britannica con tre mercantili che scortava.

Nonostante la sconfitta di Capo Passaro Filippo V lo insignì il 16 marzo 1719 del collare dell'Ordine del Toson d'oro; l'investitura avvenne a Genova. Nel 1721 fu promosso tenente generale della Real Armada e assunse il comando della Compagnia delle Guardie Marine. Nel 1729 divenne direttore generale della marina con sede a Cadice. Sempre nel 1729 comandò la flotta delle Indie diretta a Veracruz; la rivista di partenza fu passata dallo stesso re. Rimase alcuni mesi in Nuova Spagna e tornò a Cadice nell'agosto 1730 con un ricco carico d'oro e d'argento. Alla morte del duca Antonio Farnese nel gennaio 1731 fu nominato capitano generale di una squadra di venticinque navi incaricata di trasportare settemila fanti a sostegno dei diritti dell'infante Carlo (il futuro Carlo III di Spagna) sui ducati di Parma e Toscana ereditati dalla madre Elisabetta Farnese. La squadra salpò da Barcellona il 17 ottobre 1731 e giunse a Livorno dieci giorni dopo scortata anche da una divisione britannica di sedici navi in applicazione del trattato di Siviglia. Rientrato a Cadice nel 1732 riprese il comando della Compagnia delle Guardie Marine e vi aggiunse quello del Dipartimento di Cadice. Nel 1737 il re lo chiamò a far parte del neoistituito Consiglio dell'Ammiragliato accanto a Francisco Javier Cornejo e a Rodrigo de Torres marchese di Matallana sotto la presidenza dell'infante Filippo (futuro duca di Parma) nominato ammiraglio generale.

Secondo alcune fonti nel 1741 fu nominato ambasciatore di Spagna presso la Repubblica di Venezia. Sulla data e sul luogo della morte le fonti divergono: si parla di Cadice il 23 marzo 1741, di Cadice nel 1742 all'età di sessantadue anni e, secondo tradizioni genovesi, di Venezia nel 1749 o financo del 1751.

Note

Bibliografia

Alejandro del Cantillo, Tratados, Convenios y Declaraciones de Paz y de Comercio desde el año de 1700 hasta el día, Madrid, Imprenta de Alegría y Chalain, 1843. Cesáreo Fernández Duro, La Armada Española desde la unión de los reinos de Castilla y Aragón, 9 voll., Madrid, Sucesores de Rivadeneyra, 1895-1903. Francisco de Paula Pavía, Galería Biográfica de los Generales de Marina, Madrid, Imprenta de J. López, 1873. Julián de Pinedo y Salazar, Historia de la insigne Orden del Toysón de Oro, Madrid, La Imprenta Real, 1787. Fernando González de Canales, Catálogo de Pinturas del Museo Naval, tomo II, Madrid, Ministerio de Defensa, 2000. Guido Candiani, Navi per la nuova marina della Spagna borbonica: l'asiento di Stefano de Mari, 1713-1716, in «Mediterranea – ricerche storiche», n. 33, aprile 2015, pp. 107-146. Paolo Giacomone Piana, L'ammiraglio Stefano De Mari, in «Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare», dicembre 2012.

Voci correlate

Stefano De Mari De Mari (famiglia) Filippo V di Spagna Elisabetta Farnese Guerra di successione spagnola Battaglia di Capo Passero Toson d'oro Carlo III di Spagna Repubblica di Genova

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