La Biblioteca filosofica di Palermo è stata un'associazione di studi filosofici fondata a Palermo nel 1910 ed attiva fino al 1940, anno del suo assorbimento nell'Accademia nazionale di scienze, lettere e arti. Dal 1927 ebbe la propria sede presso il Palazzo Reale di Palermo.
Storia Fondata il 26 luglio 1910 come associazione privata dalla Società per gli studi filosofici, con lo scopo di creare a Palermo – prendendo spunto da Firenze – un centro dedicato alla raccolta e alla consultazione di libri e periodici di argomento filosofico, nonché alla promozione di conferenze, corsi e discussioni. Promotore e principale mecenate dell'iniziativa fu Giuseppe Amato Pojero, che mise a disposizione la propria biblioteca personale e la prima sede dell'istituzione. Il primo direttore fu Giovanni Gentile, che mantenne l'incarico fino al 1915.
La sede disponeva di ambienti distinti destinati alla lettura e alla conversazione. Nella sua prima fase la Biblioteca era aperta quotidianamente e i soci potevano accedere liberamente alle raccolte; mediante il pagamento di una quota associativa maggiorata era inoltre possibile usufruire del servizio di prestito, anche per corrispondenza. La consistenza delle raccolte raggiunse progressivamente circa 15.000 volumi e un centinaio di periodici.
Nel periodo precedente la Prima guerra mondiale la Biblioteca rappresentò il più florido cenacolo filosofico d'Italia. Svolse un ruolo particolarmente significativo nella formazione e nella diffusione dell'attualismo, la corrente filosofica elaborata da Giovanni Gentile. L'istituzione fu punto di incontro di grandi intellettuali italiani e stranieri, come Giovanni Gentile, Giovanni Vailati, Franz Brentano, Agostino Gemelli, Vito Fazio-Allmayer e altri.
Le attività dell'istituzione furono documentate attraverso la pubblicazione dell'«Annuario della Biblioteca filosofica», apparso in una prima serie dal 1912 al 1914 e successivamente dal 1921 al 1926. Nei primi fascicoli furono pubblicate, tra l'altro, alcune delle prime comunicazioni di Gentile relative all'elaborazione dell'idealismo attualistico. Dal 1915 le attività della Biblioteca trovarono inoltre spazio nella rivista «Logos», che per diversi anni, fino al 1937, svolse la funzione di organo ufficiale dell'istituzione.
Nel 1927 la sede della Biblioteca fu trasferita presso il Palazzo dei Normanni. Dieci anni più tardi, nel 1937, la Biblioteca filosofica fu trasformata in una sezione dell'Accademia di scienze, lettere e arti di Palermo. Nel 1940, alla morte di Giuseppe Amato Pojero, la Biblioteca venne completamente assorbita dall'Accademia.
Note
Bibliografia Eugenio Di Carlo, Sulla Biblioteca filosofica di Palermo e il suo fondatore, in: Eugenio Garin - Eugenio Di Carlo - Augusto Guzzo, Le biblioteche filosofiche italiane: Firenze, Palermo, Torino, Torino, Edizioni di "Filosofia", 1962.
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