La Punta dello Scudo ( ), , è una montagna delle Alpi dell'Ortles, nelle Alpi Retiche meridionali. Fa parte dei monti di Lasa (Laaser Berge) e si trova in Trentino-Alto Adige, tra i comuni di Martello e Lasa, all'interno del parco nazionale dello Stelvio.

Dalla vetta partono tre creste ben marcate e percorribili, verso nord-est, sud e nord-ovest. Proprio qui i monti di Lasa si dividono in due rami. Quello verso nord-ovest culmina nella Cima Vertana, mentre quello verso nord-est termina alla Punta di Lasa (detta anche Orgelspitze), una cima molto frequentata.

La prima salita risale all'8 agosto 1868, quando l'esploratore polare e alpinista Julius von Payer e la guida Johann Pinggera di Solda, frazione del comune di Stelvio, accompagnati da alcuni cacciatori rimasti anonimi, la raggiunsero durante una traversata dalla Punta Peder di Mezzo ( m) all'Angelo Grande ( m).

Geografia La Punta dello Scudo si trova tra la val Martello a sud-est, la val di Solda a ovest e la val di Lasa a nord-est. Un tempo era completamente circondata da ghiacciai. Il più esteso è la vedretta di Lasa, a nord, che arriva quasi fino in vetta. A sud-ovest si stende la vedretta di Rosim (Rosimferner), mentre la vedretta di Peder di Mezzo (Mittlerer Pederferner), sul versante sud-orientale, è scomparsa all'inizio degli anni duemila a causa del riscaldamento globale.

A nord-est la cima è collegata alla Punta Peder di Mezzo da una cresta lunga poco più di 700 metri, che prosegue poi verso la Punta Peder di Fuori ( m). La cresta sud scende al passo dello Scudo (3.392 m) e risale alla Punta delle Laste ( m). Lungo la cresta nord-ovest, oltre il passo di Rosim ( m), si alza invece la Cima Vertana ( m), la montagna più alta della zona.

Verso sud-ovest i versanti scendono nell'alta val di Solda, verso nord nella val di Lasa. Il centro abitato più vicino è la località sciistica di Solda, circa 5 km in linea d'aria a ovest, mentre il paese principale della zona, Lasa in val Venosta, si trova una decina di chilometri a nord-nord-est.

Storia alpinistica Nel 1868 Payer, Pinggera e i cacciatori partirono alle 4:45 dalla Untere Marteller Alpe, a circa m di quota, nel punto in cui la valle di Peder si stacca dalla val Martello. Salirono lungo la vedretta di Peder di Mezzo e, secondo la relazione originale di Payer, raggiunsero la vetta della Punta Peder di Mezzo alle 8:30. Dopo alcune ore dedicate ai rilievi cartografici ripartirono alle 13:30 e, percorrendo la cresta est, arrivarono sulla Punta dello Scudo alle 14. A quanto pare non si fermarono a lungo e proseguirono verso l'Angelo Grande passando per il passo di Rosim e la vedretta di Lasa.

Salita alla vetta Dal fondo della val Martello sale un sentiero ormai libero dai ghiacci, spesso senza neve in autunno, che passa accanto ai resti della Schildhütte e risale i ghiaioni del versante sud-orientale fino alla vetta in poco più di quattro ore.

La cima si può raggiungere anche dal rifugio Alfredo Serristori ( m), nell'alta valle di Zai. Questa via, da nord, è un'ascensione su ghiacciaio che richiede attrezzatura ed esperienza adeguate. Dal rifugio si va verso est attraverso la vedretta di Zai (Zayferner) fino al Passo dell'Angelo ( m - Angelusscharte), poi si prosegue sulla vedretta di Lasa fino al passo di Rosim e si sale per la cresta nord-ovest, con facile arrampicata (I grado di difficoltà della scala UIAA). Secondo le guide occorrono circa cinque ore. Dalla Rifugio Malga Lasa di Sopra (sito a m s.l.m. - Obere Laaser Alm), a nord, il percorso fino al passo di Rosim è leggermente più breve., nn. marginali 791 e segg.

Note

Bibliografia

Cartografia Casa Editrice Tabacco, Carta topografica 1:25.000, foglio 08 Ortles-Cevedale / Ortlergebiet

Voci correlate Vette più alte del Trentino-Alto Adige

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