I mendicanti della vita (Beggars of Life) è un film del 1928 di William A. Wellman basato sull’autobiografia, Beggars of Life (New York 1924), del pugile, vagabondo e scrittore Jim Tully che vede Louise Brooks interpretare Nancy, l’orfana adolescente in fuga con l’hobo Jim, interpretato da Richard Allen.

Trama Nancy è un’orfana adottata e una sera il patrigno tenta di violentarla all’ora di cena. Trovandosi un fucile tra le mani la ragazza spara e lo uccide. Spaventata si allontana dalla scena dell’omicidio mentre entra in cucina un vagabondo, Jim, che cerca di rimediare un pasto. Jim e Nancy si ritrovano in una situazione dalla quale si può solo scappare, anche considerando la simpatia che nasce tra loro fin dal primo istante. Nancy, travestita da uomo per non essere riconosciuta da coloro che è previsto la cercheranno, si ritrova letteralmente in fuga, dimostrando un’abilità che è talento agli occhi di Jim nel salire sui treni in marcia. Il tempo è quello della Grande depressione per il crollo di Wall Street, sul treno si ritrovano vagabondi di ogni genere, un’umanità al di fuori delle regole civili ma che in fondo ha le proprie regole. Jim intanto si era premunito di fare un fagotto con la cena rimasta intatta. La legge ricerca la ragazza, manifesti con la sua immagine accompagnata dal valore della sua cattura e l’invito universale a scovarla non smontano la determinazione e il reciproco affetto che cresce tra i due, in fuga dalla società civile che si dimostra cieca e sorda rispetto alle ragioni di Nancy. Soltanto Oklahoma Red, il più cattivo e il più forte dei vagabondi, commosso dal sentimento puro dei due ragazzi, troverà una soluzione che, se non proprio ortodossa, sarà in grado di dare a Nancy e a Jim una chance e, per quanto riguarda la loro storia, un momentaneo lieto fine.

Accoglienza Louise Brooks, che rifiuterà il ruolo che fu poi di Jean Harlow nel film Nemico pubblico, dello stesso regista William A. Wellman, ne I mendicanti della vita (in francese Les Mendiants de la vie) interpreta il contrario della figlia provocante del gangster, scrive Charlotte Garson su Cahiers du cinéma. La critica francese valuta questo film uno dei migliori tra quelli selezionati dalla Cinémathèque française nella retrospettiva dedicata a Louise Brooks a Parigi nel settembre 2026.

Critica Morando Morandini, dopo aver contestualizzato I mendicanti della vita ricorda che Louise Brooks all'inizio del «1927 fu costretta dalla casa di produzione a trasferirsi a Hollywood, in una città e in un ambiente a lei non congeniali che le permisero comunque di prendere finalmente parte a opere di un certo valore». Il critico ricorda che questo film è «considerato il suo miglior film americano».

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