Riserva naturale regionale "Le Dune di Giovino" è un'area naturale protetta situata nel comune di Catanzaro, capoluogo della regione Calabria. Occupa una superficie di circa 15 ha ed è stata istituita nel 2025 ai sensi della legge regionale n. 28 del 30 maggio.
Storia L'area protetta si sviluppa in una limitata porzione della zona costiera di Catanzaro sfuggita alla forte antropizzazione e all'urbanizzazione che hanno caratterizzato la zona, e la vicina Catanzaro Lido, a partire dagli anni sessanta. Il quartiere marinaro della città si è sviluppato all'interno di una zona compresa fra i fiumi Alli e Corace che definiscono, rispettivamente, i confini amministrativi del comune a est (in prossimità del comune di Simeri Crichi) e ad ovest (in prossimità del comune di Borgia). Fino al XIX secolo la zona veniva descritta come paludosa e di conseguenza insalubre, divenendo abitabile solamente in seguito alla bonifiche attuate conseguentemente all'Unità d'Italia e all'arrivo delle principali infrastrutture, principalmente la ferrovia. In tale contesto storico, la marina subì i primi processi di antropizzazione, divenendo un villaggio abitato prevalentemente da pescatori e successivamente, all'inizio del XX secolo, meta della villeggiatura estiva delle famiglie catanzaresi più abbienti. In particolare, i nuclei abitati insistevano su zone di origine detritico-alluvionale.
A partire dal secondo dopoguerra l'attività edilizia subì una decisa implementazione dando un forte impulso all'urbanizzazione della zona e all'insediamento di numerose attività produttive ed economiche; in tale contesto, la marina di Catanzaro divenne il principale polo industriale della provincia insieme alla città di Crotone. Dagli anni sessanta, dunque, la popolazione dell'area centro-nord della città affluì sulla zona costiera; il risultato fu l'espansione incontrollata e disordinata del nucleo abitativo preesistente, integrato da nuovi insediamenti. Il processo edificativo comportò, talvolta, il cambio della morfologia del territorio, anche a discapito di aree verdi quotidianamente fruite dagli stessi abitanti (come ad esempio il Viale dei Piagnatari, una lunga strada costeggiata da pini marini che fu oggetto di edificazione). Nacque dunque l'esigenza di tutelare il sistema costiero sfuggito all'antropizzazione del territorio e il primo risultato fu la realizzazione, nel 1955, dell'attuale pineta di Giovino, un bosco urbano che si estende per oltre mq sulla via litoranea che dall'attuale porto giunge al fiume Alli.
Nel corso degli anni la pineta ha funto da protezione per il sistema dunale, frapponendosi come cuscinetto fra una zona urbanizzata e l'area protetta non antropizzata. Nell'area di interesse naturalistico si trovano, inoltre, delle casematte risalenti, presumibilmente, alla prima guerra mondiale. I manufatti risultano essere in buono stato di conservazione seppur in stato di abbandono.
Negli anni duemiladieci, in seguito alla costituzione di comitati e associazioni aventi lo scopo della conservazione e della tutela del sistema dunale di Giovino, viene aperta la discussione in merito alla costituzione di un'area protetta. A tal proposito, nelle sedute del 19 febbraio 2019 e del 21 luglio 2020, il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) della Regione Calabria assume la determina relativa alla proposta dell'istituzione di quattro nuove aree protette regionale fra le quali, appunto la Riserva naturale delle Dune di Giovino. La giunta regionale prende atto delle determinazioni del CTS con decreto n. 9918 del 5 ottobre 2021. La Riserva naturale regionale "Le Dune di Giovino" viene istituita con la Legge Regionale n. 28 del 30 maggio 2025.
Territorio La dune di Giovino si trovano nell'immediata periferia sud-orientale della città di Catanzaro, nell'omonima località costiera del comune di Catanzaro, ricadente, da un punto di vista amministrativo, nel quartiere Lido. La zona protetta insiste sulla fascia di arenile compresa fra il fiume Castace, a est, a il fosso Giovino, a ovest. L'estensione del sito è di circa 15 ettari che si sviluppano su un'altitudine compresa fra i 15 e gli 0 m.s.l.m.. L'area dunale è circondata dalla pineta di Giovino che ha un'estensione di circa 40 ettari. La zona è prospicente alla spiaggia di Giovino, un lungo arenile di sabbia chiara misto a ghiaia che affaccia sul Mar Ionio. La spiaggia, particolarmente frequentata d'estate in virtù della presenza di numerosi stabilimenti balneari, ha ricevuto la Bandiera Blu per quattro anni consecutivi, dal 2023 al 2026, avendo rispettato i parametri qualitativi relativi alle acque e ai servizi offerti espressamente previsti dalla FEE.
Il paesaggio è caratterizzato, dunque, dalla presenza di un ambiente umido costiero, dune sabbiose e aree boscate (queste ultime risalenti agli anni cinquanta del Novecento) e oggi rappresenta uno degli ultimi esempi di paesaggio costiero naturale conservato del comune di Catanzaro, sfuggito all'antropizzazione e alla conseguente urbanizzazione del secondo dopoguerra.
Flora Le Dune di Giovino ospitano le seguenti specie botaniche: Paronychia argentea, che in Calabria è presente solamente nel sito di Giovino e a San Ferdinando (RC); Eryngium maritimum, cardo marino; Echinophora spinosa, finocchio litorale spinoso; Pancratium maritimum, giglio di mare; Ephedra distachya, ormai scomparsa dal sistema dunale; Artemisia vulgaris, artemisia comune; Elytrigia juncea, gramigna delle spiagge; Xanthium orientale, nappola orientale; Tamarix africana.
Fauna Le peculiarità biologiche del sito sono ideali per lo stanziamento e per la riproduzione della tartaruga Caretta caretta, specie in via di estinzione e fortemente minacciata dalla presenza e dall'attività umana. La tranquillità della spiaggia che fronteggia l'ambiente dunale permette alla tartaruga di nidificare e tutela gli embrioni, il cui sviluppo avviene, solitamente, in due mesi.
Le dune sono altresì un luogo ottimale per la pratica del birdwatching, presentando un rilevante interesse avifaunistico; nello specifico, le specie che è possibile osservare sono:
Pandion haliaetus, falco pescatore; Casmerodius albus, airone bianco maggiore; Ardea cinerea, airone cenerino; Plegadis falcinellus, aignattaio; Phoenicopterus roseus, fenicottero; Egretta garzetta, garzetta; Bubulcus ibis, airone guardabuoi; Calonectris diomedea, berta maggiore; Thalasseus sandvicensis, beccapesci; Chroicocephalus ridibundus, gabbiano comune; Larus michahellis, gabbiano reale; Phalacrocorax carbo, cormorano; Gallinula chloropus, gallinella d'acqua; Alcedo atthis, martin pescatore; Charadrius dubius, corriere piccolo; Charadrius alexandrinus, fratino; Tringa glareola, piro piro boschereccio; Actitis hypoleucos, piro piro piccolo; Oenanthe oenanthe, culbianco; Philomachus pugnax, Combattente; Motacilla alba, ballerina bianca; Hirundo rustica, rondine comune; Ptyonoprogne rupestris, rondine montana.
L'entomofauna presente nell'area è invece composta principalmente da:
Acrotylus longipes, Acrotilo dalle zampe lunghe; Ammophila sabulosa, Vespa della sabbia; Brachytrupes megacephalus; Dociostaurus maroccanus, Locusta del Marocco; Erodius siculus siculus.
Note
Voci correlate Aree naturali protette della Calabria
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