Il Paleolitico (dal greco: παλαιός palaios, antico, e λίθος lithos, pietra, ossia "età della pietra antica" o "età antica della pietra"Il termine "antica" si riferisce ad età e non a pietra. Gennar Luigi Linguiti, Il problema dell'origine dell'uomo tra filosofia e scienza, Pacini Fazzi, 2003. ISBN 9788872465929; Eleonora Bairati, Anna Finocchi, Arte in Italia: Dalla Preistoria al XIV secolo, Loescher, 1988.), nella periodizzazione della storia umana, è il primo periodo della Preistoria e quindi della Storia dell'uomo], in cui si sviluppò la tecnologia umana con l'avvento dei primi strumenti in pietra"Stone Age," Microsoft Encarta Online Encyclopedia 2007 Contributed by Kathy Schick, B.A., M.A., Ph.D. and Nicholas Toth, B.A., M.A., Ph.D. da parte di diverse specie di ominidi. Iniziò circa 2,5 milioni di anni fa e terminò 10 000 anni fa con l'introduzione dell'agricoltura e il passaggio al Mesolitico, o, nelle zone di precoce neolitizzazione, all'Epipaleolitico.

L'inizio del Paleolitico, e quindi della Preistoria e della Storia dell'uomo, può essere fatto risalire a diversi stadi dell'evoluzione dell'uomo, a seconda della convenzione adottata: lo si può far coincidere con la comparsa del primo manufatto tecnologico dellAustralopithecus garhi (2,5 milioni di anni fa), oppure con la comparsa della prima specie del genere Homo, ossia lHomo habilis (2,4 milioni di anni fa), o anche con la comparsa dellHomo sapiens, il cosiddetto "uomo moderno" (tra i Le Scienze, , 7 giugno 2017. e i anni fa), dotato di caratteri anatomici identici all'uomo odierno e caratterizzato da una cultura artistica e spirituale. Un inizio universalmente riconosciuto del Paleolitico, dunque, non esiste a priori, ma dipende dalla convenzione che si sceglie di adottare.

Il termine fu introdotto dallo studioso John Lubbock nel 1865Lubbock J. (1865), Pre-Historic Times, As Illustrated by Ancient Remains, and the Manners and Customs of Modern Savages, Williams & Norgate, London. in opposizione al termine "Neolitico". Tra le epoche geologiche corrisponde al Pleistocene.

Industria litica del Paleolitico

Il Paleolitico è caratterizzato dalla realizzazione degli strumenti in pietra con la tecnica della pietra scheggiata (come il choppers, realizzato dalla prima forma di evoluzione dell'uomo: l'ominide). Questa tecnica fu ancora utilizzata nei periodi successivi, ma mescolata ad altre di più recente introduzione.

La classificazione dei manufatti può seguire le liste tipologiche di Bordes (suddivisa in strumenti su scheggia, nuclei e bifacciali), di Broglio-Kozlowski (suddivisa in pre-nuclei e nuclei, strumenti e armature) e di de Sonneville Bordes-Perrot.

Le tecniche di scheggiatura possono essere: "a percussione diretta", "a percussione indiretta", "a percussione su incudine", "a percussione bipolare", "a pressione".

Nel Paleolitico inferiore gli utensili sono realizzati con ciottoli scheggiati (cultura dei ciottoli, o "Pebble Culture") o manufatti a forma di mandorla (bifacciali o amigdale); nel Paleolitico medio con la lavorazione delle schegge staccate da un nucleo e nel Paleolitico superiore con la lavorazione delle lame.

Paleolitico inferiore

Da circa 2,5 milioni di anni fa a circa 120 000 anni fa, corrisponde al Pleistocene inferiore e medio e alle glaciazioni di Günz, Mindel e Riss con i periodi interglaciali intermedi. Il termine temporale superiore è stato messo in dubbio dalla scoperta nel 2012 nel sito di Lomekwi 3 in Kenya di utensili datati a 3,3 milioni di anni fa che, in quanto non associabili all'Olduvaiano, fanno ipotizzare l'esistenza di una facies culturale a questa antecedente.

In questo periodo si diffondono l'Homo habilis e l'Homo erectus.

Olduvaiano (Pebble Culture), 2 500 000-750 000 anni fa circa: manufatti su ciottoli appena scheggiati ("choppers" e "chopping tools"). Il nome deriva dal sito delle "gole di Olduwai" (o Olduvai, Tanzania). In Italia, sono stati ritrovati reperti risalenti a questo periodo, ad esempio nella zona di Ca' Belvedere, nel forlivese, e a Zambrone in provincia di Vibo Valentia. Acheuleano, 750 000-120 000 anni fa circa: manufatti litici a forma di mandorla e lavorati su due lati in modo simmetrico ("bifacciali" o "amigdale") associati a diversi strumenti ricavati da schegge (raschiatoi e punte). Il nome deriva dal sito di Saint-Acheul, (presso Amiens, Francia). Geograficamente esiste una suddivisione tra "acheuleano classico" (Francia settentrionale e Inghilterra) e "acheuleano meridionale" (Francia meridionale e Spagna). Viene suddiviso cronologicamente in due principali fasi: acheuleano "antico" o "arcaico", che tende a sostituire i termini di Abbevilliano, dal sito di Abbeville, e di Chelleano, dal sito di Chelles, entrambi in Francia): una seconda fase più articolata, comprendente: "acheuleano medio", "evoluto" e "superiore", che continua nel Paleolitico medio con l'"acheuleano finale". Clactoniano: manufatti litici derivati da grandi schegge con piano di percussione obliquo. Secondo alcuni non si tratterebbe tuttavia di una cultura distinta dall'Acheuleano, a cui è in parte contemporaneo. Il nome deriva dal sito di Clacton-on-Sea (contea di Essex, Gran Bretagna). A volte suddiviso in "antico", "medio" e "recente". Tayaziano: manufatti di tipo clactoniano associati ad altri di tipo musteriano, con basse percentuali di bifacciali. Non è chiaro se si tratti di una cultura autonoma e in quali rapporti sia con l'acheuleano. Il nome deriva dal sito di Les-Eyzies-de-Tayac in Dordogna, Francia.

Paleolitico medio

Da circa 120 000 a circa 36 000 anni fa, corrisponde a parte del Pleistocene superiore comprendente il periodo interglaciale di Riss-Würm e parte del periodo glaciale di Würm. In questo periodo si diffonde in Europa l'Homo neanderthalensis.

Fasi finali dell'acheuleano – "acheuleano finale" e "micocchiano" (130 000-70 000 anni fa circa), dal sito di La Micoque in Dordogna, Francia. Musteriano, da circa a circa 40-35 000 anni fa: manufatti caratterizzati da un perfezionamento delle tecniche di lavorazione (scheggiatura "levalloisiana" o "tecnica Levallois", dal sito di Levallois, differenziazione degli strumenti su scheggia, aumento degli strumenti derivati da lama). Il nome deriva dal sito di Le Moustier in Dordogna, Francia. Si suddivide in: "musteriano di tradizione acheuleana" "musteriano laquiniano", dal sito di La Quina, o "charentiano", dal dipartimento francese della Charente in cui si trova il sito citato. "musteriano tipico" "musteriano denticolato" o "a denticolati".

Paleolitico superiore

Da circa a circa anni fa; corrisponde a parte del Pleistocene superiore comprendente parte del periodo glaciale di Würm. In questo periodo si diffonde in Europa l'odierno Homo sapiens.

Castelperroniano (40 000-34 000 anni fa circa) in Francia e Spagna nord-occidentale, dal sito di Châtelperron in Francia (considerato da alcuni "perigordiano inferiore"), e Uluzziano (45000 – 39500 anni dal presente) nell'Italia centro-meridionale, dal sito della baia e della grotta di Uluzzo, in Puglia, rappresentano culture di transizione dalle culture musteriane, ad opera ancora dei primi esseri umani moderni europei e con il perdurare della tecnica levalloisiana. Un'altra cultura di transizione è lo Szeletiano (o "Szeliano", 40 000-30 000 anni fa circa) nell'Europa centrale, dal sito della grotta Széléta in Ungheria. Aurignaziano (o "aurignaciano") (39-34 000 – 26-21 000 anni fa circa), con manufatti litici ricavati soprattutto da lame e microlamine e la diffusione dei manufatti in osso. Dal punto di vista geografico è suddiviso in "occidentale", "centro-europeo e balcanico", "italiano" e "orientale". Il nome deriva dal sito di Aurignac in Francia. Cronologicamente suddiviso in: "aurignaziano arcaico" (o "pre-aurignaziano o "proto-aurignaziano") "aurignaziano classico" ("antico", I e II, ed "evoluto", III e IV,) "aurignaziano tardivo" (V). Gravettiano (o "perigordiano superiore") (29-28 000 – 22-20 000 anni fa), caratterizzato da bulini, punte ritoccate (punte gravettiane) e armi da lancio in osso. A questa cultura appartengono molte delle più note veneri paleolitiche. Dal sito di La Gravette, presso Bayac, in Dordogna, Francia. Viene suddiviso in: "gravettiano antico" "gravettiano evoluto" "gravettiano finale". Solutreano (21-20 000-18 000 anni fa circa), caratterizzato dalla tecnica di scheggiatura a pressione, che consente di ottenere manufatti di grande raffinatezza. Viene utilizzato anche l'osso (aghi) e il corno. Compaiono i primi esempi di arte rupestre (pitture nelle caverne). Il nome deriva dal sito di Solutré, presso Mâcon, in Francia. Viene cronologicamente suddiviso in: "proto-solutreano" "solutreano inferiore" "solutreano medio" "solutreano superiore". Magdaleniano (o "maddaleniano") (18-17 000 – 11-10 000 anni fa, verso la fine dell'ultima glaciazione), caratterizzato dalla lavorazione di lame e nelle fasi intermedie di manufatti di piccole dimensioni ("microliti"). Si diffonde la lavorazione dell'avorio e dell'osso, con raffinata decorazione e vengono realizzate collane con denti di carnivori. A questo periodo appartiene la fioritura dell'arte rupestre (pitture nelle caverne). Il nome deriva dal sito di Abri de la Madeleine, presso Tursac, in Dordogna, Francia. In Italia è facile trovare il termine "romanelliano" che deriva dalla Grotta Romanelli in Puglia. Viene suddiviso, non unanimemente, in "magdaleniano antico" (I-III) "magadaleniano recente" (IV-VI) "magdaleniano terminale", o "aziliano", dal sito di Le Mas-d'Azil nei Pirenei francesi, secondo alcuni già nel Mesolitico. In Italia e in Europa centro-orientale mancano il solutreano e il magdaleniano: il periodo tra 20 000 e 10 000 anni fa vede una tarda evoluzione del gravettiano, l'Epigravettiano. Viene cronologicamente suddiviso in "epigravettiano antico" "epigravettiano evoluto" "epigravettiano finale".

Ambiente in Europa

Durante il Paleolitico sono avvenute una serie di glaciazioni, note come glaciazione di Günz, di Mindel, di Riss e di Würm. Durante le epoche glaciali i ghiacci avevano coperto gran parte dell'Europa settentrionale e centrale, spingendosi fin quasi sulle coste del Mar Mediterraneo e provocando l'abbassamento del livello del mare di oltre 100 metri. Avvenivano quindi contatti tra gli abitanti della penisola iberica e di quella italica. Con la fine dell'ultima glaciazione, tra 15000 e 10000 anni fa, e il conseguente aumento delle temperature, i ghiacciai ripresero a sciogliersi, e il livello dei mari si rialzò nuovamente.

Vita nel Paleolitico

I gruppi umani, formati da comunità di 15-30 persone, prevalentemente nomadi o a sedentarizzazione periodica, erano caratterizzati da un'economia di caccia e raccolta, Pages 9–13 che si andò evolvendo con lo sviluppo di forme di caccia specializzata e con l'apparizione della pesca. Alcune teorie sostengono che soprattutto le donne con i bambini andassero a raccogliere erbe, radici e frutti selvatici e che invece gli uomini si dedicavano a battute di caccia in gruppo ad animali di grossa taglia o alla pesca.

Le abitazioni erano inizialmente semplici ripari naturali, a cui si aggiunsero capanne costruite con pelli e ossa di animali.

In questo periodo si iniziò a controllare il fuoco e poi ad accenderlo. Il fuoco venne utilizzato come protezione dagli animali, per illuminare, per cucinare e anche per riscaldarsi. Dalla scoperta del fuoco derivarono due conseguenze:

• il rafforzamento della salute umana: la carne cotta era più salubre rispetto a quella cruda che portava ad infezioni;