Tra le sue vittorie figurano la Coppa UEFA 1989-1990, conquistata con la , e due Coppe Italia.

Personaggio molto discusso, era soprannominato O Animale per la sua grinta agonistica – più volte tramutatasi in violenza –, caratteristica che gli fece collezionare in sedici anni di calcio italiano oltre cento ammonizioni, numerosi cartellini rossi e una cinquantina di giornate di squalifica, e per la quale era anche apprezzato dai tifosi, i quali lo incoraggiavano a interventi rudi: in questo senso, durante il periodo granata fu protagonista di un derby contro la Juventus in cui fu espulso e, successivamente, squalificato per otto giornate per il suo impeto dopo il cartellino rosso.

Biografia Pasquale Bruno è nato a San Donato di Lecce. È sposato con Marcella e ha due figlie: Sandra e Marta. È il suocero di Ernesto Chevantón, legato a sua figlia Sandra.

Il soprannome O Animale fu coniato da Roberto Tricella, suo compagno ai tempi della , per l'omonimia con Pasquale Barra, killer pentito della camorra tra i cui appellativi c'è proprio O 'nimale, attribuitogli per la ferocia dei suoi delitti. Bruno ha svelato di non aver mai avuto un amico calciatore, nemmeno tra i suoi compagni di squadra, eccezion fatta per Ian Rush.

Ha dichiarato più volte di essere diventato ricco e di aver raggiunto la notorietà grazie alla sua cattiveria e costruendo un personaggio su di essa, senza la quale non avrebbe mai potuto – a suo dire – giocare ad alti livelli.

Da quando ha terminato la carriera calcistica svolge principalmente la professione di intermediario: è socio, con Jason Ferguson, figlio di Alex, della Elite Sport Group, società di procure sportive a Manchester. Inoltre ha lavorato come commentatore televisivo per TELE+ e nella stagione 2010-2011 per Dahlia TV. Dal 2020 è spesso ospite a Tiki Taka - La repubblica del pallone, programma condotto da Piero Chiambretti su Italia 1.

È tifoso del ed è un appassionato di mountain bike.

Caratteristiche tecniche

Difensore arcigno e non molto dotato tecnicamente, faceva del gioco duro la sua arma principale. Tuttavia, ingaggiando duelli non sempre regolari con gli attaccanti avversari, sapeva fornire ottime prestazioni come marcatore a uomo. Numerosi furono gli screzi e le liti avute con gli avversari, tra i quali Massimo Crippa, Roberto Baggio, Rubén Sosa Ardaiz, Gianluca Vialli, Pierluigi Casiraghi, Marco van Basten, Florin Răducioiu, Diego Maradona e Franco Lerda.

Veniva impiegato prevalentemente nel ruolo di terzino, oppure come stopper.

Carriera Club Gli esordi al Lecce

Bruno inizia la sua carriera professionistica nel 1979 con la maglia del , nel campionato di Serie B. Il 30 marzo 1980 realizza la sua prima rete nella partita Lecce- (2-1). Con i giallorossi partecipa a quattro campionati cadetti, disputando 111 gare e realizzando 9 reti. Nel campionato 1981-1982 marca 6 gol, suo record stagionale.

L'arrivo al Como e le prime stagioni in Serie A Nell'estate del 1983 passa al , con cui raggiunge il secondo posto nel campionato di Serie B e la sua prima promozione in Serie A, alla prima stagione. Tra i suoi compagni ci sono Annoni e Fusi, che ritroverà poi negli anni 1990 al .

Il 16 settembre 1984 il Como è impegnato, contro i campioni d'Italia della , nella prima gara di campionato. Bruno fa il suo debutto in Serie A, accompagnato dalla prima espulsione nel massimo campionato. La partita termina 0-0. Il 13 gennaio 1985 Bruno realizza il suo primo gol in Serie A, nella partita -Como, siglando al 40' la rete del definitivo 0-2. Durante il campionato Bruno prende parte a 27 partite e il Como termina all'11º posto.

La stagione successiva, a campionato in corso, come allenatore subentra Rino Marchesi, che vorrà Bruno con sé anche alla Juventus due anni dopo. Il Como termina al 9º posto in campionato e nella Coppa Italia giunge sino alle semifinali, dove viene eliminato dalla . Dopo quattro stagioni, 109 presenze in campionato e due reti, nell'estate del 1987 lascia Como per approdare alla Juventus.

Le vittorie alla Juventus Nei primi giorni di giugno del 1987 Bruno viene acquistato dalla . Con i bianconeri, causa un infortunio che gli fa saltare le prime partite, fa il suo debutto ufficiale alla terza gara di campionato, Juventus- (3-1) del 27 settembre. Al termine del campionato la Juventus sarà sesta, mentre in Coppa Italia verrà eliminata dai concittadini del in semifinale.

Nell'estate del 1988 la Juventus cambia allenatore e sceglie Dino Zoff, che conosce Bruno per averlo convocato da selezionatore della Nazionale olimpica nel 1987. Il terzino affermerà che Zoff è stata la persona da cui ha avuto i migliori insegnamenti e di avere sempre fatto tesoro dei suoi consigli.

Il 1º marzo 1989, a Torino, si gioca l'andata dei quarti di finale della Coppa UEFA, che vede affrontarsi Juventus e ; la partita, terminata 2-0, viene sbloccata al 13' da un potente tiro di Bruno da fuori area che supera il portiere partenopeo Giuliani. Questa sarà l'unica rete di Bruno in bianconero in 99 gare, di cui 67 di campionato. Tuttavia, nonostante il vantaggio dell'andata, la Juventus verrà eliminata subendo un 3-0 (dopo i tempi supplementari) nella gara di ritorno al San Paolo.

Il 28 maggio 1989 si gioca Juventus- – trentesima giornata del campionato, che i bianconeri termineranno al quarto posto – e Bruno deve marcare Roberto Baggio. Al 73' vengono espulsi entrambi, il primo per una scorrettezza mentre il pallone era lontano, il secondo per un fallo di reazione. A causa di questa lite, continuata anche negli spogliatoi, entrambi sconteranno due giornate di squalifica e proseguiranno la loro inimicizia: Baggio considerava il gioco di Bruno troppo duro, mentre secondo il difensore, il fantasista era un cascatore.

Nell'ultima stagione in bianconero Bruno vince la Coppa Italia e la Coppa UEFA. La sua ultima partita è Fiorentina-Juventus (0-0), finale di ritorno della UEFA, disputatasi il 16 maggio 1990 al Partenio di Avellino,In sostituzione dello stadio Artemio Franchi di Firenze, squalificato. gara in cui viene anche espulso.

L'affermazione al Torino

Una volta svincolatosi dalla Juventus, Pasquale Bruno si accorda coi concittadini del . La trattativa tra la società granata e il terzino – svoltasi durante il mese di giugno e sponsorizzata dal nuovo tecnico Mondonico, già suo allenatore ai tempi del Como, con il quale non mancheranno le polemiche – è contestata da molti tifosi, il cui ostracismo deriva dal recente passato del difensore tra le file dei rivali bianconeri. Ma a distanza di pochi mesi Bruno diventerà il loro idolo nonché un leader della squadra.

Esordisce il 5 settembre 1990 nella partita di Coppa Italia -Torino (0-4). Quattro giorni dopo debutta anche in campionato, allo Stadio delle Alpi, contro la e viene espulso per una gomitata rifilata a Ruben Sosa, che – secondo quanto riportato dallo stesso Bruno – gli avrebbe sputato. Il Torino si piazzerà al quinto posto in campionato e nel mese di giugno vincerà la Mitropa Cup.

Il 17 novembre 1991 si gioca la decima giornata di campionato e il Torino è impegnato nel derby contro la Juventus. Questa partita, terminata 1-0 per i bianconeri, verrà ricordata per l'espulsione e la reazione di Bruno che alcuni giornali definiranno «isterica». Già ammonito dopo cinque minuti di gioco, Bruno rifila una gomitata a Casiraghi, inducendo l'arbitro Ceccarini a espellerlo al 16' per somma di ammonizioni, cosa che fa perdere la testa al calciatore che tenta di aggredirlo, non riuscendoci grazie al tempestivo intervento di Lentini, aiutato poi anche da Cravero, Casagrande e altri componenti della panchina granata, i quali riescono ad accompagnare Bruno, scoppiato in lacrime, fuori dal campo. Ceccarini e i due guardalinee lasceranno lo stadio scortati dalla polizia. Per il suo comportamento verrà squalificato inizialmente per otto giornate, poi ridotte a cinque dalla Commissione disciplinare, che accoglierà il ricorso del Torino. Bruno, dopo l'accaduto, si giustificherà dando la colpa all'arbitro, criticherà i suoi compagni e Mondonico per averlo censurato e accuserà Casiraghi di essere un provocatore.

Il 26 febbraio 1992 si gioca al Delle Alpi il ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia tra Torino e . Al 22' di gioco, su un cross di Maldini Bruno colpisce il pallone, svirgolandolo e facendolo rimbalzare dentro la porta difesa da Marchegiani: Van Basten, dopo avere subito le pressioni del difensore granata in avvio di partita, si lascia andare a un balletto irridente nei suoi confronti, danzando a gambe aperte sopra il corpo di Bruno disteso a terra; Marchegiani, nel tentativo di rincorrere l'olandese, travolge Simone, rischiando l'espulsione, mentre nell'area si accende una mischia. La terna arbitrale non segue attentamente gli sviluppi dell'episodio, che invece inducono l'allenatore rossonero Capello – dopo due minuti dal gol – alla sostituzione di Van Basten, per evitare l'aggravarsi della situazione. Bruno segue l'attaccante verso la panchina, insultandolo, e dichiarerà in seguito di non essersi accorto di nulla, in quanto frastornato dall'autogol, e che avrebbe senz'altro reagito se fosse stato lucido.

In Coppa UEFA, il Torino avanza agevolmente sino alle semifinali, dove incontra il blasonato . Nella partita di andata, al Bernabéu, i padroni di casa si impongono per 2-1. Il 15 aprile 1992, nella gara di ritorno, i granata ribaltano il risultato, vincendo 2-0; Bruno disputa un'ottima gara, neutralizzando Butragueño. Nelle finali i granata affronteranno gli olandesi dell', i quali si aggiudicheranno la competizione in virtù del maggior numero di gol segnati in trasferta dopo il 2-2 di Torino e lo 0-0 di Amsterdam.

Il 17 maggio 1992, nel penultimo turno di campionato, Bruno va in rete con una giocata pregevole nella partita -Torino, fissando il risultato sull'1-3. Questa sarà la sua unica rete in maglia granata in 106 presenze totali tra campionati e coppe. Al termine della stagione 1991-1992 il Torino si classificherà terzo in Serie A.

Dopo due buoni anni al Torino, Bruno comincia la stagione 1992-1993 subendo un calo di rendimento e non è più efficace nei suoi interventi. Per questo viene criticato da Mondonico e dalla stampa. A chi gli fa notare le sue opache prestazioni risponde:

Il 7 febbraio 1993 si gioca allo Stadio delle Alpi Torino-, 19º turno di campionato. Al 45' del primo tempo Bruno entra con irruenza sulla gamba sinistra dell'attaccante romeno Răducioiu, il quale sarà costretto a lasciare il terreno di gioco in barella e a vedersi successivamente applicati nove punti di sutura. Nel dopopartita il romeno accuserà di essere stato minacciato dal difensore e Bruno, di fronte alle telecamere, vi scherzerà sopra:

Il neo presidente del Torino Goveani, indispettito dalle dichiarazioni di Bruno, deciderà di non rinnovargli il contratto, in scadenza, e non lo multerà. Nei giorni seguenti la FIGC – su richiesta dello stesso Răducioiu, appoggiato dal presidente dell'Associazione Italiana Calciatori Sergio Campana – aprirà un'inchiesta federale.

Verso la fine di febbraio Bruno, in un'intervista televisiva, fa sapere di essersi accordato con il per la stagione successiva: approfittando di due giorni liberi concessigli, è andato a trattare in prima persona con il club inglese e – stando alle sue parole – si è anche allenato con i suoi futuri compagni, a totale insaputa della società torinese, che rimarrà delusa per la vicenda e lo multerà. Il 19 giugno 1993 disputa la sua ultima partita con la maglia granata all'Olimpico di Roma, in occasione della finale di ritorno della Coppa Italia tra e Torino, che vedrà come vincitrice proprio la squadra piemontese.

Ritorno in Serie B: Fiorentina e Lecce bis Il 30 giugno 1993 passa alla per la cifra di 1,5 miliardi di lire, firmando un contratto biennale da 650 milioni netti annui, e torna a giocare in Serie B dopo 9 stagioni consecutive in Serie A.