La partecipazione a Taxxi nel 1998, nonché ai seguiti Taxxi 2 (2000) e Taxxi 3 (2003), le ha garantito notorietà nel paese d'origine, al quale è rimasta artisticamente legata nella prima fase della carriera. Ha raggiunto fama a livello internazionale per le collaborazioni con registi come Tim Burton, Ridley Scott, Christopher Nolan, Woody Allen. Nel 2007, il suo ritratto della cantante Édith Piaf in La Vie en rose le ha valso, tra gli altri riconoscimenti, l'Oscar alla miglior attrice (il primo per un'interpretazione in lingua francese), il BAFTA alla migliore attrice protagonista, il Premio César per la migliore attrice e il Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale. Nel 2015 ha ricevuto una seconda candidatura agli Oscar come miglior attrice per la sua interpretazione in Due giorni, una notte di Jean-Pierre e Luc Dardenne.
È il volto di Lady Dior borse dal 2008 ed è apparsa in più di 200 copertine di riviste in tutto il mondo. Tra loro ci sono Vogue, Elle, Marie Claire, Variety, Harper's Bazaar, Vanity Fair, Madame Figaro, Glamour, Grazia, Paris Match, W, The Hollywood Reporter e Wall Street Journal Magazine. È stata anche sulla copertina del primo numero di Dior Magazine nel settembre 2012.
Tra le attrici francesi di maggior successo, il 15 marzo 2010 è diventata Chevalier (Cavaliere) dell'Ordre des arts et des lettres.
Biografia Famiglia e gioventù È nata a Parigi ed è cresciuta tra Alfortville e la campagna del Loiret (nei pressi di Orléans, a circa 130 km dalla capitale), all'interno di un ambiente «vivace e creativo». Il padre Jean-Claude è un ex-mimo, attore, regista teatrale; la madre Monique Niseema Theillaud è anch'essa attrice e insegnante di recitazione. Della famiglia fanno parte anche i due fratelli gemelli minori di Marion, Guillaume, sceneggiatore e regista, e Quentin, scultore (6 novembre 1977).
Attratta dal lavoro dei genitori, Marion cominciò a recitare durante l'infanzia nelle commedie del padre e negli spettacoli degli amici di famiglia.
Dopo aver frequentato il liceo Voltaire, a 16 anni fu la più giovane ammessa al Conservatorio d'arte drammatica di Orléans, dove i genitori insegnavano, e lì studiò per i tre anni successivi, finché non conseguì una borsa di studio nel 1994; la sua insegnante di recitazione Nicole Mérouze la ricorda come «estremamente talentuosa, molto graziosa e ambiziosa».
Il 5 e 6 maggio 2005 sarebbe ritornata nella città natale su invito di Jean-Marc Cochereau per cantare e recitare nella rappresentazione teatrale Jeanne d'Arc au Bûcher di Arthur Honegger.
Vita privata Durante la seconda metà degli anni novanta fu legata sentimentalmente all'attore Julien Rassam. Il suo suicidio, nel 2002, si verificò in concomitanza con le riprese di Taxxi 3, circostanza che spinse Cotillard ad allontanarsi dal set per trovare tranquillità in India.
Dal 1997 Cotillard conosceva Guillaume Canet, ma solo nel 2003 in Amami se hai coraggio ebbe modo di lavorare con lui. Nel 2007 Canet e Cotillard cominciarono la loro relazione. La coppia ha due figli: Marcel (2011) e Louise (10 marzo 2017); la prima gravidanza, peraltro, impedì a Cotillard di assistere all'anteprima di Midnight in Paris al Festival di Cannes 2011. La famiglia, nonostante l'interesse mondano dei media, vive a Parigi e conduce una vita piuttosto semplice e riservata. Da un sondaggio pubblicato nell'agosto 2012 e condotto da Harris Interactive per la rivista Gala, è risultato che la coppia Canet-Cotillard è al terzo posto tra le più popolari in Francia.
Tra i personaggi cinematografici statunitensi preferiti da Cotillard figurano Gene Kelly, Charlie Chaplin e i Fratelli Marx.
Carriera Musica Oltre alla musica classica, ascolta principalmente Janis Joplin, Otis Redding e i Radiohead. Nel 2008 collaborò con il cantautore canadese Hawksley Workman per una campagna pubblicitaria a scopo benefico di Cartier, incidendo il brano inedito The Strong Ones, dopo aver già partecipato alla scrittura di alcune canzoni dell'album Between the Beautifuls e, nel 2004, al videoclip di No Reason to Cry Out Your Eyes (On the Highway Tonight).
Prestò la voce al gruppo dei Franz Ferdinand per il brano The Eyes of Mars, eseguito nel cortometraggio/spot pubblicitario di Dior Lady Rouge. Occasionalmente ha cantato e suonato basso, tastiera e batteria nelle esibizioni dal vivo di Yodelice, cantautore francese amico dell'attrice da anni; è accaduto il 22 marzo 2011 al teatro Olympia di Parigi, quando si presentò sul palco sotto lo pseudonimo Simone (nome di battesimo della nonna, che sognava la carriera di cantante) con un cappello a mascherare il volto Nel 2015 partecipa al videoclip per la campagna pubblicitaria di Lady Dior Enter the Game, cantandone anche la canzone e dirigendo il video clip insieme con Elliot Bliss.
Modella
Dal 2008 Cotillard è impegnata come testimonial per Christian Dior SA, con la quale ha posato per fotografi come Annie Leibovitz, Steven Klein, Peter Lindbergh e Mert and Marcus. Oltre a indossare i capi della casa di moda nelle più importanti manifestazioni cinematografiche, la promozione del marchio l'ha portata a recitare da protagonista in cinque diversi cortometraggi prodotti tra il 2009 e il 2011; The Lady Noir Affair (regia di Olivier Dahan), Lady Rouge (regia di Jonas Åkerlund), Lady Blue Shanghai (regia di David Lynch), Lady Grey London e L.A.dy Dior (entrambi per la regia di John Cameron Mitchell).
Si stima che il guadagno medio dell'attrice per ciascuno spot sia stato di circa dollari.
Attrice Primi ruoli
Dopo aver ricoperto piccoli ruoli in teatro, Cotillard si fece notare in parti secondarie anche in televisione, come nel 21º episodio della prima stagione di Highlander; l'esordio cinematografico vero e proprio si ebbe con L'histoire du garçon qui voulait qu'on l'embrasse di Philippe Harel.
Nel 1996 fu scelta da Coline Serreau per la commedia a sfondo sociale Il pianeta verde, ma la svolta della sua carriera arrivò due anni più tardi con Taxxi, quando, presentatasi sfiduciata al casting e intenzionata a cambiare vita, attirò l'attenzione del produttore Luc Besson, che le affidò la parte di Lilly Bertineau, affascinante fidanzata del protagonista Daniel Morales. Per tale prova recitativa ricevette la prima candidatura di rilievo nella sezione migliore promessa femminile ai Premi César 1999.
Ciononostante, l'interesse per Cotillard rimase circoscritto alla sola Francia, in cui continuò ad alternare lavori televisivi a produzioni cinematografiche, sempre più frequenti. Tra queste spiccano Furia, ispirato a un racconto di Julio Cortázar e diretto da Alexandre Aja, e Lisa, che la vide impegnata accanto ai celebri attori francesi Benoît Magimel e Jeanne Moreau.
Nel 2001 arrivò per lei la seconda candidatura al Premio César, sempre nella categoria migliore promessa femminile, per il drammatico Les jolies choses, tratto da un'opera di Virginie Despentes. Nella pellicola sopracitata, Cotillard interpretò due sorelle gemelle dai caratteri opposti: l'una, Lucie, è una spregiudicata modella alla ricerca di successo a Parigi; l'altra, Marie, ha una personalità tranquilla e riservata.
L'attrice partecipò anche ai due seguiti di Taxxi, Taxxi 2 e Taxxi 3, la cui regia passò nelle mani di Gérard Krawczyk. Comunicò successivamente a Besson che non avrebbe più fatto parte dello stesso cast per un lavoro futuro (nel 2007 sarebbe uscito Taxxi 4).
L'affermazione Nel 2003 recitò accanto a Guillaume Canet in Amami se hai coraggio, film sentimentale a tratti surreale. Cotillard è Sophie Kowalsky, figlia di immigranti polacchi che da bambina stringe un rapporto di complicità folle con Julien (Canet); legame che si protrarrà sino alla maturità, e che condurrà i due, innamoratisi, a mollare le rispettive vite per stare assieme al proprio compagno di giochi d'infanzia. Roger Ebert ritenne che la pellicola avesse tratto molto da Il favoloso mondo di Amélie e non la apprezzò appieno per la sceneggiatura, ma notò «la dolcezza e il fascino di Cotillard nei panni di Sophie», oltreché l'affiatamento tra i due protagonisti.
Sempre del 2003 è la partecipazione di Cotillard a Big Fish - Le storie di una vita incredibile, produzione statunitense diretta da Tim Burton. Il suo ruolo è questa volta secondario, nei panni di Joséphine, moglie francese di William Bloom (Billy Crudup). Durante l'esperienza con Burton l'attrice faticava a comprendere i colleghi, e così decise di studiare la lingua inglese a New York, in un corso intensivo per lavorare sulla pronuncia e sui muscoli facciali necessari a essa.
Alla terza nomination nella manifestazione, nel 2005 vinse il Premio César per la migliore attrice non protagonista per l'interpretazione della vendicativa prostituta Tina Lombardi in Una lunga domenica di passioni di Jean-Pierre Jeunet. Il riconoscimento, unito a nuove partecipazioni di rilievo come quella nel dramma religioso Mary di Abel Ferrara, la lanciò definitivamente sulla scena cinematografica mondiale, «con ruoli molto diversi tra loro ma sempre strettamente connessi alla dicotomia interiorità/immagine». Fu dunque scritturata per Un'ottima annata - A Good Year (2006) assieme al Premio Oscar Russell Crowe; Cotillard è una proprietaria di una caffetteria provenzale che contribuirà a cambiare la vita al protagonista Max Skinner.
L'Oscar e la consacrazione
Nel 2006 Olivier Dahan la scelse per impersonare la cantante francese Édith Piaf, nel biopic La Vie en rose. I finanziatori del progetto di conseguenza tagliarono i fondi, poiché avrebbero preferito di gran lunga Audrey Tautou, più famosa a livello internazionale (nello stesso anno recitò ne Il codice da Vinci) e «meglio vendibile», ma Dahan era deciso a portare avanti il lavoro solo con Cotillard, anche perché egli trovò un'incredibile somiglianza tra gli occhi di una sedicenne Piaf osservata in un libro a lei dedicato e l'attrice francese.
Cotillard, prima del film, non era una grande fan della cantante («conoscevo solo qualche canzone, ma niente riguardo alla sua vita»); la iniziò ad ascoltare a 19 anni, quando si appassionò al genere con Yvette Guilbert e Mistinguett. Le canzoni che la colpirono furono soprattutto Les amants d'un jour, Hymne à l'amour e La Foule, mentre apprezzò Padam Padam solo dopo la realizzazione del film.
La parte fu impegnativa e richiese una lunga preparazione. Innanzitutto, v'era la difficoltà di entrare nei panni di Piaf dai 19 anni ai 47 anni: da una giovane, minuta, scapestrata ragazza di strada, alla diva degli anni della seconda guerra mondiale, fino al 1963, anno della morte, quando la dipendenza dalla morfina e dall'alcol la ridusse come una sessantenne. Le riprese durarono circa 4 mesi e mezzo, durante i quali Cotillard venne sottoposta a faticose sessioni di trucco di diverse ore giornaliere. «Mi hanno rasato i capelli per alzare la fronte, ogni giorno sei ore di trucco per somigliare a Édith», confessò l'attrice.
Era inoltre necessario rendere sullo schermo la travagliata esistenza, segnata da tragedie familiari e amorose, le stravaganze e le debolezze della cantante, «donna egoista, tirannica, ma anche estremamente generosa, un'icona della musica [...] sempre in bilico tra felicità e autodistruzione». A detta di Cotillard, l'ostacolo più difficile da superare fu «la voce, imparare a muovere le labbra nel playback»; per rendere le esibizioni canore maggiormente realistiche l'attrice dovette essere assai precisa nel calcolo della lunghezza dei silenzi e nella gestualità. Cercò invece di adottare una parlata leggermente grossolana, ruvida e a tratti volgare.