Nel corso della sua storia la Croazia, per la sua particolare posizione geografica, è stata un crocevia e punto di incontro e scontro fra diverse culture: una regione di confine, un confine geografico e politico, dapprima, nel III secolo tra l'impero romano d'Occidente e quello d'oriente di cui per tutto l'alto Medioevo ne seguì le sorti come parte dell'impero bizantino, e in seguito, nel IX secolo, tra l'impero carolingio e una Bisanzio avviata verso un secolare declino che vedeva diventare il mare Adriatico e le regioni illiriche, un "limes" conteso, a partire dall'XI secolo, anche da altri attori, tra cui in particolare la repubblica di Venezia e il regno d'Ungheria.
Ma la Croazia era e sarebbe divenuta, in quel passaggio di millennio, anche un confine religioso: le coste dalmate, dove controllate dai narentani, erano ancora pagane, mentre il retroterra era stato cristianizzato da tempo, ma nel 1054 con lo Scisma d'Oriente-Occidente la stessa cristianità si divideva e si confrontava - e questa terra con lei - tra cattolicesimo e ortodossia, così come, più tardi ancora, con l'affermazione e l'espansione dell'Impero ottomano, nel XV secolo, e il tramonto definitivo di quello bizantino, si sarebbe confrontata e incontrata con l'islam.
Preistoria L'area dell'attuale Croazia presenta tracce di insediamenti umani risalenti all'età della pietra. Nel 1899, su una collina nei pressi della città di Krapina, l'archeologo e paleontologo Dragutin Gorjanović-Kramberger trovò oltre 870 resti fossili di uomini di Neanderthal risalenti a circa 100.000 anni fa.
Nel primo neolitico si svilupparono nell'area le culture di Starčevo-Körös, Vinča, Sopot, Vučedol e Hvar, risalgono invece all'età del ferro le tracce della cultura di Hallstatt (proto-Illiri) e di quella di La Tène (proto-Celti).
Storia antica (VIII secolo a.C.- 476) A partire dall'VIII secolo a.C. La regione fu influenzata dal diffondersi di colonie greche create sulla costa adriatica; sono di origine greca le città di Stari Grad (Pharos, in italiano Cittavecchia) sull'isola di Lesina e di Lissa (Issa) sull'isola omonima e la città di Traù (Tragurion). Nelle fonti greche del V secolo gli abitanti di questa regione vengono definiti "Illiri", nome con il quale si designò una delle tante popolazioni di origine indoeuropea che popolarono la regione fino all'arrivo dei romani. Il regno degli Illiri raggiunse la massima espansione all'epoca del re Agrone (che regnò dal 250 al 230 a.C.) che dominò anche le colonie greche; furono gli abitanti di Issa a chiedere l'intervento dei romani contro le vessazioni degli Illiri. L'intervento romano, dapprima diplomatico e in seguito militare, ebbe luogo però solo dopo la morte di Agrone.
I Romani riuscirono con due successive spedizioni, una nel 229 a.C. e l'altra nel 219 a.C., a conquistare la regione che nel 9 d.C. fu annessa da Tiberio all'Impero romano con il nome di "Illyricum" e divisa fra le province di Pannonia e Dalmazia. Tra il 102 e il 107 la Pannonia fu nuovamente divisa in due regioni da Traiano.
Nella regione si diffuse la cultura latina e con essa il Cristianesimo.
Nel 285 d.C. vi fu una prima divisione dell'impero romano da parte di Diocleziano ma solo da un punto di vista amministrativo: l'impero veniva diviso tra impero romano d'oriente e occidente; la linea di confine passava dal lago di Scutari (Skadarsko jezero) fino alla Sava. Circa cento anni più tardi, fu fatta una nuova divisione da parte di Teodosio, che separava la stessa regione anche da un punto di vista politico.
L'età delle invasioni - i Croati
Interessata a più riprese dalle invasioni barbariche (Unni, Eruli), dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 la Dalmazia rimase sotto il controllo romano dell'ex-imperatore d'Occidente Giulio Nepote, sino alla conquista da parte degli Eruli di Odoacre, passando sotto la formale autorità di Bisanzio. Attraversata dalle orde degli Ostrogoti di Teodorico inviati in Italia dall'imperatore Zenone, la regione fu ricondotta nell'effettivo dominio dell'Impero romano d'Oriente da Giustiniano nel 535.
Nel VII secolo l'intera area balcanica venne interessata dalle migrazioni di popoli slavi, e in Dalmazia e Pannonia giunsero i Croati, una popolazione che, secondo il De administrando imperio di Costantino VII, proveniva dalla Croazia bianca e che fu probabilmente invitata dall'imperatore Eraclio per allontanare il pericolo degli Avari, autori di numerose incursioni che minacciavano la sicurezza di Bisanzio.
I nuovi arrivati premendo sulle popolazioni autoctone, tra cui gli Illiri, di lingua latina (istrorumeno e dalmatica), li obbligano, per sopravvivere, a rifugiarsi nelle aree più impervie (monte Durmitor, Montenegro, etc) oppure a concentrarsi nelle città ed isole della costa dalmata, lasciando ai Croati l'entroterra e le campagne.
All'inizio del IX secolo, in seguito alla vittoria di Carlo Magno sugli Avari, la Pannonia entrò a far parte dell'impero dei Franchi mentre la Dalmazia rimase nell'orbita di Bisanzio. In tale periodo nacquero due ducati, a settentrione quello della Croazia pannonica (Panonska Hrvatska) guidato da Ljudevit Posavski e, lungo la costa, quello della Croazia dalmatica (Dalmatinska Hrvatska), guidato da Borna. Il duca croato Trpimir I (845–864), fondatore della dinastia Trpimirović, a est fino alle rive della Drina.
Il regno di Croazia
Il primo stato croato si formò nel 925, quando il re Tomislav riuscì ad unire la Croazia Pannonica (settentrionale) e quella dalmata (costiera) in una sola entità.
IX-X secolo: gli slavi si convertirono al cristianesimo e venne creato per loro un alfabeto ad opera dei fratelli Cirillo e Metodio con il quale poter mettere per iscritto la loro lingua e con il quale officiare la messa anche se i croati, fieri della loro cultura legata all'Occidente e al mondo latino, rimarranno fedeli alla messa in latino e all'alfabeto latino con l'aggiunta di segni diacritici. Rimane comunque importante quest'alfabeto chiamato "glagolitico" perché il suo utilizzo (adattato al dialetto čakavo della Dalmazia) è la base della letteratura croata e servì per numerosi testi non religiosi e per la vita quotidiana.
925: primo sinodo di Spalato
927: secondo sinodo di Spalato con il quale si vietò di officiare in croato.
Basso Medioevo (1000-1492) 1089: alla morte di re Zvonimir si scatenò una lotta tra diversi pretendenti al trono, e fu così che fu chiamato a regnare Ladislao I d'Ungheria, che ne assunse il regno.
1102: alla morte di Ladislao I, viene chiamato il suo successore, Colomanno d'Ungheria, che nel 1102 stipulò i celeberrimi pacta conventa, un accordo con il quale le sorti della Croazia pannonica furono da allora in poi legate in maniera indissolubile a quelle ungheresi fino al crollo dell'Impero austro-ungarico nel 1918. Koloman concesse alla Croazia l'autonomia per quanto riguardava la politica interna, ma vi pose un "bano" o "viceré" che talvolta era un nobile ungherese, talvolta un nobile croato.
Storia moderna (1492-1789) Dalmazia
1526: in seguito alla Battaglia di Mohács e alla pace del 1540, ai veneziani rimasero solo le città costiere.
1571: dopo la vittoria con le truppe cristiane contro i turchi, Venezia riprese i territori che aveva perduto.
1699: dopo uno scontro con il pascià di Bosnia, Venezia perse Creta ma riuscì a mantenere tutti gli altri territori.
1671: viene fissata la "linea Nani".
1699: a seguito del trattato di Carlowitz (Karlovac), i veneziani ottennero la Morea e altri territori che furono annessi al loro territorio attraverso la "Linea Grimani". La Repubblica di Ragusa, invece, pagando un tributo annuo ai turchi, riuscì a mantenere la sua indipendenza e per evitare dissidi con Venezia il territorio di Ragusa fu delimitato da entrambe le parti da quello veneto con una sottile striscia di terra appartenente all'impero turco.
Croazia Pannonica
1573: la storia della Croazia rientra da questo momento nella storia più generale di quella d'Ungheria con le sue crisi interne, le lotte contro i turchi e le agitazioni contadine che culminarono nel 1573 con la ribellione nelle campagne croate (Zagorje) e slovene guidata da un capo croato: Matija Gubec.
1578: venne formata una particolare marca conosciuta con il nome di "Confine militare" (Vojna krajina) che verrà abolita circa 300 anni più tardi: una regione croata settentrionale confinante con la Bosnia disseminata di fortezze per difendere la Croazia dai turchi; per questo confine furono chiamati molti serbi ad abitare e difendere la zona che da allora in poi diverranno i più fedeli dell'Impero austro-ungarico.
1699: trattato di Carlowitz: i turchi cedettero all'impero asburgico tutta la Croazia-Slavonia e la maggior parte dell'Ungheria.
1779: Croazia e Ungheria trasferiscono il potere croato sotto quello ungherese pur mantenendo l'autonomia del Sabor, poiché fino ad allora era stato sotto quello di Vienna, e Fiume fu dichiarata parte integrante dell'Ungheria.
Storia contemporanea (1789-1945) Dalmazia
1797: caduta della Repubblica di Venezia ad opera dei francesi. Con il Trattato di Campoformio, Napoleone cede all'Austria la Dalmazia già parte del dominio veneziano.
1805: la Dalmazia passa sotto il controllo della Francia col trattato di Presburgo e Napoleone riunisce i nuovi territori dapprima nel Regno d'Italia e dal 1809 nelle cosiddette Province Illiriche.
1808: anche la Repubblica di Ragusa cessa definitivamente d'esistere come stato indipendente.
1814-15: con il congresso di Vienna i territori vengono acquisiti dall'Austria, che li mantiene fino al 1918.
Croazia pannonica
1830: risorgimento nazionale croato guidato da Ljudevit Gaj.
1848: come risposta l'autonomia croata fu drasticamente limitata dagli ungheresi: fu nominato un bano, il barone croato Josip Jelačić, il quale sperando in una ricompensa austriaca, si unì alle truppe imperiali per domare la rivolta ungherese. In cambio non guadagnò che una più dura repressione da parte austriaca con il ministro degli interni del governo di Vienna Bach.
1867: compromesso o "Ausgleich" dell'Ungheria con l'Austria, con il quale si dette origine alla duplice monarchia fino al 1918.
1868: compromesso o "Nagodba" tra ungheresi e croati. Esso riconosceva che la Croazia aveva un proprio territorio (Regno di Croazia e Slavonia) e garantiva l'autonomia amministrativa sotto un parlamento croato (Sabor) riunito a Zagabria. In materia di affari interni, giustizia e istruzione se ne occupava la Croazia ed il croato fu riconosciuto come lingua nazionale.
1867: il vescovo di Đakovo Josip Juraj Strossmayer fu artefice di una vasta rinascita culturale iniziata nel 1867 con la fondazione dell'Accademia delle scienze e delle arti degli slavi del sud e continuata poi nel 1874 con la fondazione di un'università nazionale croata.
1880: il 9 novembre Zagabria è colpita da un forte terremoto, uno dei principali edifici danneggiati è la cattedrale che sarà ricostruita dall'architetto Hermann Bollé e riaperta ai fedeli solo 26 anni dopo. La ricostruzione dopo il terremoto dà a Zagabria un nuovo aspetto urbanistico; negli anni successivi vengono costruiti molti grandi edifici pubblici.
1881: annessione del confine militare alla Croazia, la percentuale serba aumentò notevolmente, dei nazionalisti croati guidati da Ante Starčević rifiutarono di riconoscere le rivendicazioni serbe.
1902: i primi scontri tra serbi e croati a Zagabria.
1914-1918: prima guerra mondiale. I croati sono mobilitati nell'esercito austro-ungarico. Lo stesso Tito, infatti, che guiderà la Jugoslavia per circa 35 anni, partecipò all'attacco di Belgrado nel dicembre 1914.
1918: Creazione, dopo lo smembramento dell'Impero austro-ungarico, del "Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni".
1921: Voto della costituzione centralista del "Vidovdan" (giorno di San Vito) il 28 giugno. Proprio per il suo carattere centralista viene rifiutata dai croati.