È professore ordinario di Statistica economica all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dove insegna Statistica e Analisi e politiche per lo sviluppo sostenibile ed è professore presso la Scuola Nazionale dell'Amministrazione (SNA). È co-fondatore e Direttore scientifico dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo SostenibileAlleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), una rete di oltre 300 soggetti della società civile italiana. Collabora con il Joint Research Centre della Commissione Europea. È membro di numerosi board di fondazioni e di progetti di ricerca internazionali. È presidente dell'Alto consiglio direttivo della Scuola di Politiche Economiche e Sociali (SPES).
È stato Chief Statistician dell'OCSE dal 2001 all'agosto 2009 e presidente dell'Istat dall'agosto 2009 all'aprile 2013. È stato docente di Sviluppo sostenibile presso l'Università LUISS e la Scuola Nazionale di Amministrazione (SNA), Senior Fellow della LUISS School of European Political EconomyLUISS School of European Political Economy, Associate Senior Research Fellow del Centre for European Policy StudiesCentre for European Policy Studies. Fino a gennaio 2021 è stato presidente dell’European Statistical Governance Advisory BoardEuropean Statistical Governance Advisory Board (ESGAB), l’organismo che supervisiona il funzionamento del Sistema Statistico Europeo, membro del Comitato esecutivo del Club di Roma, del Global Happiness CouncilGlobal Happiness Council, presidente della Commissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributivaCommissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del Ministero dell'Economia e delle Finanze e membro del Comitato Scientifico dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB)Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB).
Nel 2014 il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon lo nomina Co-chair dell'"Independent Expert Advisory Group on the Data Revolution for Sustainable Development", il quale ha pubblicato il Rapporto "A World That Counts". Negli ultimi anni è stato membro della Global Commission on the Future of WorkGlobal Commission on the Future of Work dell'Organizzazione internazionale del lavoro, dell’High-Level Expert Group on the Measurement of Economic Performance and Social Progress (HLEG)High-Level Expert Group on the Measurement of Economic Performance and Social Progress (HLEG) istituito dall’OCSE e della Independent Commission for Sustainable Equality (ICSE).
È autore di oltre 120 articoli, di otto libri su temi statistici, economici e politici, alcuni tradotti in altre lingue, e di rapporti di commissioni internazionali sul futuro del lavoro e sulle politiche europee per lo sviluppo sostenibile. Ha inoltre curato otto libri, alcuni pubblicati in lingua inglese. L'ultimo libro "I ministri tecnici non esistono" è stato pubblicato nell'ottobre 2023 per Laterza.
Nell’ottobre del 2014 è stato nominato “Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica”. Ha ricevuto numerosi premi per la sua attività scientifica e politica attribuiti da istituzioni nazionali e internazionali. Nel gennaio 2023 ha ricevuto dalla Scuola Universitaria Superiore di Pavia IUSS il dottorato di ricerca honoris causa in "Sustainable Development and Climate Change".
Biografia
Anni 1981-2000 Giovannini si laurea nel 1981 in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", discutendo la tesi "Tecnologie e combinazioni dei fattori nei paesi in via di sviluppo". Prosegue la formazione post laurea presso l'Istituto di Politica Economica della medesima università, diretto da Federico Caffè.
Nel dicembre del 1982 è assunto come ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), occupandosi di contabilità nazionale e analisi economica. Nel dicembre del 1989 si trasferisce presso l'Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura (ISCO) ove, come dirigente di ricerca, assume la responsabilità delle analisi di carattere monetario e finanziario. Nel gennaio del 1992 torna all'ISTAT come responsabile del servizio studi econometrici e nel dicembre dell'anno successivo è nominato responsabile del Dipartimento di contabilità nazionale e analisi economica. Dal gennaio 1997 al dicembre 2000 assume la direzione del Dipartimento delle statistiche economiche.
In quegli anni si occupa dello sviluppo di modelli econometrici dell'economia italiana. In particolare, costruisce un modello econometrico di medie dimensioni (circa 80 equazioni) integrato del settore reale e del settore monetario-finanziario utilizzando dati a frequenza mensile. Inoltre, è consulente del Centro Studi Confindustria e del Ministero del Tesoro per lo sviluppo di modelli econometrici dell'economia italiana e per la previsione del bilancio pubblico. Presso l'ISTAT cura, tra l'altro, l'ideazione e lo sviluppo del "Rapporto Annuale" sullo stato del Paese, la cui prima edizione viene pubblicata nel 1993. Segue, in rappresentanza dell'Italia, la predisposizione dei dati statistici per l'avvio dell'Unione Monetaria Europea.
È stato membro dei Consigli Direttivi della Società Italiana di Statistica e del Centro Interuniversitario di Econometria, del Comitato strategico per l'introduzione dell'Euro in Italia istituito presso il Ministero del Tesoro, del Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità (NARS) istituito presso il Ministero del Tesoro e di numerosi comitati scientifici di istituzioni di ricerca italiane (OCSM, Excelsior, ISCONA, INSOR, Fondazione Mattei).
Anni 2001-2009 Dal 2001 ad agosto del 2009 è stato Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate presso l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) di Parigi. Sotto la sua direzione l'OCSE ha realizzato una riforma complessiva del proprio sistema statistico, sviluppato un sistema informativo statistico i cui componenti sono utilizzati da altre istituzioni internazionali (ONU, Fondo Monetario Internazionale, UNESCO, ecc.) e profondamente innovato i propri prodotti. Nel 2004 ha organizzato il primo Forum Mondiale su "Statistica, Conoscenza e Politica", a partire dal quale ha lanciato il "Global Project on Measuring the Progress of Societies"https://www.oecd.org/progress, progetto di ricerca globale sulla "Misurazione del progresso delle società", condotto dall'OCSE in collaborazione con la Commissione europea, la Banca Mondiale e le Nazioni Unite, avente lo scopo di promuovere lo sviluppo di indicatori chiave (in campo economico, sociale ed ambientale), per fornire un quadro completo di come si evolve il benessere di una società. Il Global Project ha stimolato la nascita di un movimento mondiale per andare "oltre il PIL", grazie al quale sono nate numerose iniziative nazionali ed internazionali di natura scientifica e politica (si veda il sito www.wikiprogress.org). Ha fondato il Journal of Business Cycle Measurement and Analysis, del cui Comitato Editoriale è stato presidente.
Dal 2002 è professore ordinario di Statistica economica presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Anni 2009-2014 Dal 24 luglio 2009 al 28 aprile 2013 ha ricoperto la carica di presidente dell'ISTAT. Durante la sua presidenza ha promosso l'avvio e la realizzazione di numerosi progetti innovativi, sia sul piano metodologico e statistico, sia su quello della gestione, della comunicazione pubblica e dell'infrastruttura tecnologica, che hanno consentito all'ISTAT di divenire uno degli istituti di statistica più apprezzati a livello internazionale. Anche grazie a tali iniziative, tutti gli indicatori di utilizzo dell'informazione statistica sono cresciuti in modo molto consistente, così come quelli relativi all'utenza dei prodotti dell'Istituto, ivi compresa quella di natura scientifica. Ha avviato il progetto per la misura del “Benessere Equo e Sostenibile (BES)”, sviluppato in collaborazione con il CNEL. Infine, ha istituito la Scuola Superiore di Statistica e ha promosso lo sviluppo di una fitta rete di collaborazione con enti di ricerca, istituzioni accademiche, enti pubblici e privati, soggetti del Terzo Settore, nazionali e internazionali, che hanno reso l'ISTAT l'istituto di statistica europeo più attivo nelle reti di ricerca continentali.
Dal 2011 al 2013 è stato presidente della Conferenza degli statistici europei, organismo della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite, e del Board del progetto "International Comparison Programme" condotto dalla Banca Mondiale per il calcolo delle parità dei poteri d'acquisto a livello mondiale. È stato membro della "Commissione Stiglitz" istituita dal Presidente francese N. Sarkozy, presidente del Global Council sulla "Valutazione del progresso delle società" creato dal World Economic Forum e membro dell'International Expert Working Group istituito dal Re del Bhutan per la definizione di un nuovo paradigma di sviluppo in vista dell'elaborazione degli indicatori di sviluppo sostenibile da parte delle Nazioni Unite. È stato membro del Board del Canadian Index of Wellbeing e del Board dell'iniziativa sulla misurazione del benessere del Regno Unito, nonché consulente del Commissario europeo all'Ambiente Janez Potočnik.
Nel 2011 viene chiamato dal governo Berlusconi a presiedere il "Gruppo di lavoro Economia non osservata e flussi finanziari", sulle misure di contrasto all'evasione fiscale, e la "Commissione governativa per il livellamento retributivo Italia-Europa", per studiare il taglio dei costi della politica e la differenza fra gli stipendi dei parlamentari italiani e quelli del resto d'Europa.
Il 30 marzo del 2013 viene nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un pool di "saggi" con il compito di indicare le priorità per uscire dalla crisi economica e istituzionale.
Il 28 aprile 2013 lascia la presidenza dell'ISTAT per assumere la carica di Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Letta, carica che ha ricoperto fino al 22 febbraio 2014.
L'attività di ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Numerose iniziative vengono adottate dal governo in materia di politiche del lavoro e di politiche sociali perseguendo sei obiettivi strategici: salvaguardare i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi economica; stimolare la creazione di nuova occupazione; riformare e potenziare le politiche attive del lavoro; migliorare le regole di funzionamento del mercato del lavoro, accrescendo la flessibilità in entrata, aumentando le tutele per i lavoratori e riducendo gli oneri per le imprese; rafforzare le politiche sociali per conseguire una maggiore equità della società italiana, istituendo uno strumento universale per la lotta contro la povertà; affrontare la questione “esodati” e migliorare l'equità del sistema previdenziale, anche in una prospettiva di lungo termine.
Nel campo delle politiche del lavoro le principali azioni hanno riguardato i seguenti aspetti: al fine di evitare che oltre 250.000 persone perdessero il posto di lavoro, il Governo ha triplicato i fondi degli ammortizzatori in deroga per il 2013, disegnando anche la riforma di questo strumento; sono stati avviati i fondi di solidarietà bilaterale e il cosiddetto “fondo residuale”, grazie ai quali 2,8 milioni di lavoratori verranno coperti da strumenti di tutela del reddito in costanza di rapporto di lavoro;