La provincia di Vicenza è una provincia italiana del Veneto di abitanti.

Confina a nord e a ovest con il Trentino-Alto Adige (provincia autonoma di Trento), a nord-est con la provincia di Belluno e la provincia di Treviso, a sud-est con la provincia di Padova, a ovest con la provincia di Verona. Nell'Altopiano dei Sette Comuni ancora oggi si parla il cimbro.

È una delle province più ricche d'Italia e dalle maggiori esportazioni nel settore manifatturiero, infatti fa parte del "Club dei 15", cioè le quindici province italiane più industrializzate secondo questi criteri:

alto reddito ( euro per abitante – primo quartile per l'Italia); contributo dell'industria (comprese costruzioni) al valore aggiunto superiore al 35% - la UE 25 ha una media del 29% (Italia 28%) ed individua la soglia dei territori industriali al 30%; quota dell'occupazione industriale superiore al 40% - la UE 25 ha una media del 27% (Italia 31%).

Con l'11,0% della popolazione totale (al 2013) la provincia si colloca al quinto posto tra le province italiane per numero di stranieri residenti, appena dopo altre due province della Regione del Veneto (Verona e Treviso).

Nell'annuale classifica delle province italiane per la migliore qualità di vita, redatta da Italia Oggi con la collaborazione dell'Università "La Sapienza", nel 2017 si piazza al quarto posto dietro a Bolzano, Trento e Belluno.

Geografia fisica Morfologia del territorio

La provincia comprende una zona della Pianura padana, denominata "Pianura veneta", che si insinua fino al centro della provincia nella zona di Schio e Thiene.

A nord si trovano le Prealpi vicentine e le Alpi venete, tra le quali si staglia l'altopiano dei Sette Comuni che occupa oltre un quinto dell'intera provincia, ed è delimitato a nord dalla linea dei rilievi più alti della provincia che arrivano in Cima Dodici a oltre , a est dal canale di Brenta che lo separa dal monte Grappa e ad ovest dalla Valdastico, oltre la quale si elevano il monte Summano, il monte Novegno, il Pasubio e le Piccole Dolomiti.

Nella zona occidentale della provincia corrono tre valli praticamente parallele a partire dalle Piccole Dolomiti e dal Pasubio: sono rispettivamente, da est ad ovest, la val Leogra, la valle dell'Agno e la valle del Chiampo. La dorsale collinare a ovest di quest'ultima valle rappresenta il confine con la provincia di Verona. A sud del capoluogo, situato all'incirca al centro della provincia, sorgono i Colli Berici, piccoli rilievi collinari che sfiorano nella loro quota massima i 450 metri, ma che sono di particolare interesse naturalistico e paesaggistico.

Monti Principali vette oltre i :

Denominazione Altezza (m) Gruppo Montuoso Cima XIIAltopiano dei Sette Comuni Cima PortuleAltopiano dei Sette Comuni Cima CaregaGruppo del Carega Cima PalonMassiccio del Pasubio Cima della CaldieraAltopiano dei Sette Comuni Monte OrtigaraAltopiano dei Sette Comuni Monte VerenaAltopiano dei Sette Comuni

Passi e valichi Denominazione Altezza (m) Collegamento Porte del Pasubio Posina (VI) - Vallarsa (TN) Passo della Lora Valle dell'Agno (VI) - Valle del Chiampo - Val d'Illasi (VR)- Val dei Ronchi (TN) Passo di Campogrosso Recoaro Terme (VI) - Vallarsa (TN)Bocchetta Campiglia Posina (VI) - Valli del Pasubio (VI)Passo della Borcola Posina (VI) - Terragnolo (TN) Pian delle Fugazze Valli del Pasubio (VI) - Vallarsa (TN) Passo Xomo Posina (VI) - Valli del Pasubio (VI) Passo Santa Caterina Valdagno (VI) - Altissimo (VI) Passo Xon Recoaro Terme (VI) - Valli del Pasubio (VI) Passo dello Zovo Valdagno (VI) - Schio (VI)

Valli La Valle del Chiampo, compresa fra le Piccole Dolomiti e i monti Lessini, scorre in direzione nord-sud, al confine con la provincia di Verona, percorsa dal torrente omonimo. Lunga una trentina di chilometri, molto stretta e impervia nella sua parte alta, è scarsamente abitata pur essendo caratterizzata da bellezze paesaggistiche e naturali considerevoli.

La Valle dell'Agno è una valle delle Prealpi vicentine che scorre anch'essa da nord a sud, percorsa dall'omonimo torrente, a partire dalle Piccole Dolomiti per una trentina di chilometri.

La Val Leogra è una profonda incisione nelle Prealpi vicentine in cui si è incanalato il torrente Leogra; va da Pian delle Fugazze a Schio.

Anche la Val d'Astico scende dalle prealpi solcata dal torrente Astico. La parte più alta è in provincia di Trento; passata Lastebasse, dopo aver superato il comune di Valdastico, la valle scorre in direzione nord-sud e si apre sulla pianura vicentina tra gli abitati di Piovene Rocchette e Caltrano.

Il Canale di Brenta - chiamato anche Val Brenta o Valsugana vicentina - è la stretta valle compresa tra i comuni di Bassano del Grappa e Cismon del Grappa. Pur rappresentando, di fatto, l'estremità meridionale della Valsugana, presenta dei caratteri propri che lo distinguono sia dal punto di vista geografico che da quello antropico.

La Val Liona rappresenta la più importante incisione valliva dei Colli Berici; il fiume che le dà il nome (la Liona) inizia il suo corso presso la "Fontana de le Done" o "de le Fate" sotto il paese di San Gottardo per giungere alla strada che collega Sossano con Orgiano, raggiungendo la lunghezza di oltre 12 chilometri.

Fiumi

Vicenza è una provincia che conta diversi fiumi, torrenti e canali: uno di essi è il Bacchiglione, che nasce da alcune risorgive nei comuni di Dueville e di Villaverla, prendendo inizialmente il nome di "Bacchiglioncello". Poco a monte della città di Vicenza riceve le acque provenienti dal sottobacino del Leogra-Timonchio (che scende dal monte Pasubio) e assume il nome di Bacchiglione. Confluisce in esso anche la roggia Seriola.

Proprio a Vicenza riceve da destra le acque del fiume Retrone e da sinistra quelle del torrente Astichello. Altri tributari giungono da sinistra a sud est del capoluogo: il fiume Astico-Tesina e il Ceresone. Il fiume Bacchiglione confluisce presso la località "Ca' Pasqua" nel fiume Brenta.

Queste diverse confluenze presso il capoluogo hanno dato luogo, nel corso dei secoli, a vari episodi di allagamenti ed alluvioni, l'ultima delle quali verificatasi nei primi giorni di novembre del 2010.

Il Brenta, che nasce in Trentino e percorre tutta la Valsugana attraversando i comuni di Valbrenta, Solagna, Pove del Grappa e Bassano del Grappa - dove scorre sotto il famoso Ponte degli Alpini progettato da Andrea Palladio -, prosegue il percorso planiziale con struttura meandriforme e alimenta le falde freatiche di diversi fiumi di risorgiva quali il Sile, il Dese e altri minori. Transita in prossimità di Nove, Cartigliano, Tezze sul Brenta continuando il suo percorso in provincia di Padova e sfociando a Chioggia, in provincia di Venezia.

Ad ovest della provincia scorrono i fiumi Agno/Guà e il torrente Chiampo.

Nella Valle dell'Agno scorre l'Agno; dalla sua confluenza con il torrente Restena presso Tezze di Arzignano si origina il Guà che prosegue per Montecchio Maggiore, dove riceve le acque del Poscola e poi prosegue per tutto il sudovest vicentino, il veronese e il padovano, cambiando nome varie volte.

Il fiume Chiampo nasce nella Valle del Chiampo e arrivato a Montebello Vicentino devia verso il veronese.

Fino al XVI secolo le acque del Chiampo confluivano nel Guà.

Laghi

L'unico lago di dimensioni significative dell'intera provincia è il lago di Fimon, che si trova poco fuori Vicenza nel comune di Arcugnano. Il lago è di modeste dimensioni (0,67 km²) e poco profondo (in media 2 m); esso presenta un fondo melmoso e vegetazione abbondante, caratteristiche che, unite alla scarsa profondità, lo rendono un habitat adatto ai ciprinidi.

In particolare le specie ittiche presenti da lungo tempo (almeno dal 1887, anno cui risale lo studio del Tarassi) sono: la carpa (Cyprinus carpio), la tinca (Tinca tinca), il luccio (Esox lucius), la scardola (Scardinius erythrophthalmus), l'anguilla (Anguilla anguilla), la savetta (Chondrostoma soetta) e la lasca (Chondrostoma genei). La popolazione ittica attuale è differente, dal momento che sono apparse nuove specie e ne sono scomparse altre: tra queste la lasca e la savetta, tra le prime il persico trota (Micropterus salmoides), il persico sole (Lepomis gibbosus), il persico reale (Perca fluviatilis) e il pesce gatto (Ictalurus melas). Dall'inizio degli anni ottanta è presente anche l'abramide (Abramis brama), specie originaria del centro-est europeo.

Il lago è un punto di interesse archeologico per il ritrovamento di resti di insediamenti risalenti ad almeno due epoche differenti: uno al neolitico e uno all'età del bronzo. Pioniere nell'analisi e nella catalogazione dei resti archeologici provenienti dalla zona fu il naturalista vicentino Paolo Lioy.

Grotte Molte sono le grotte presenti nella provincia che, in molti casi, rappresentano primati nazionali.

L'abisso di Malga Fossetta è una profonda cavità situata nel comune di Enego e fa parte di un complesso carsico, quello dell'altopiano di Asiago, ricco di grotte (2.562 esplorate al 2009)Ugo Sauro, L'altopiano come morfostruttura, in Patrizio Rigoni e Mauro Varotto, L'Altopiano dei Sette Comuni, Cierre ed., Sommacampagna (Vr), 2009, pp. 24-59. ISBN 978-88-8314-459-2.. L'Abisso di Malga Fossetta, con la sua profondità conosciuta di oltre , risulta una delle cavità più profonde d'Italia Federazione spagnola di speleologiaWORLDS DEEPEST CAVES Società nazionale di speleologia USA. Recenti esplorazioni vedono una possibile connessione con la vicina grotta della Bigonda (una delle grotte italiane più estese) che porterebbe così la profondità dell'abisso ad oltre , facendone, in caso ciò fosse accertato, la grotta più profonda d'Italia e una delle più profonde del pianeta.

Il Buso della Rana è invece la più estesa grotta italiana ad un solo ingresso e si trova nel comune di Monte di Malo, presso Contrà Maddalena, lungo la strada che da Monte di Malo porta verso la frazione di Priabona. L'estensione totale dello sviluppo in proiezione orizzontale raggiunge i , mentre il dislivello totale è all'incirca di 300 metri. La grotta si sviluppa sotto l'altopiano del Faedo-Casaron, interessato da evidenti fenomeni carsici.

La grotta del Broion sita nel comune di Longare in località Lumignano, è una cavità-inghiottitoio di tipo carsico, che si apre sul versante meridionale del monte Broion a circa Il monte Broion si trova sul lato orientale del complesso dei colli Berici, un sistema collinare situato a sud del margine prealpino con la pianura e che appare in continuità morfotettonica con i Monti Lessini. Nel 1951 in questa grotta sono state ritrovate dal geologo Piero Leonardi significative tracce dell'uomo di Neandertal.

Le grotte di Oliero sono invece un complesso cavernicolo che si trova alle pendici del massiccio dell'altopiano dei Sette Comuni, in prossimità dell'abitato di Oliero (Comune di Valstagna). Dalle grotte hanno origine le sorgenti del fiume Oliero (uno dei fiumi più corti d'Europa), che vengono considerate tra le più importanti sorgenti valchiusane d'Europa.

Storia Preistoria

I depositi stratigrafici rinvenuti nelle grotte e nei covoli (i ripari sottoroccia) dei colli Berici e delle montagne vicentine - che fornivano riparo a cacciatori e raccoglitori del Paleolitico e del Mesolitico (250000 - 6500 a.C.) - testimoniano di insediamenti ultramillenari e fanno del Vicentino una tra le aree meglio documentate nel panorama della preistoria italiana. Importanti sono anche i ritrovamenti del Neolitico (6500 - 3400 a.C.) - in particolare quelli della zona delle Valli di Fimon - dove gruppi umani stabili vivevano in villaggi su palafitte e praticavano l'agricoltura e l'allevamento, accanto alle tradizionali attività della caccia e della raccolta.

Numerosi reperti dimostrano che anche nelle successive Età del rame (3400 - 2300 a.C.) ed Età del bronzo (2300 - 950 a.C.) furono densamente abitate l'area berica e le aree pedemontane, dalle quali si potevano estrarre i minerali utili alla manifattura di oggetti.