Piacenza (, PiaśeinsaCosì come da norme fissate nel Prontuario Ortografico Piacentino di . in dialetto piacentino) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia dell'Emilia-Romagna.

Città più occidentale della regione, ha forti relazioni con la Lombardia, con la quale confina, e in particolare con Milano nella cui area metropolitana è inserita. «Terra di passo», come la definì già Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico. in virtù della sua cruciale collocazione geografica, Piacenza integra caratteristiche dei vicini territori liguri e piemontesi sommate ad una prevalente influenza lombarda, favorita dalle comunicazioni con la vicina metropoli, che ne attenuano l’impronta emiliana. La centralità all’interno della megalopoli padana e la fitta rete di arterie stradali e ferroviarie nelle quali è inserita, hanno reso la città un polo logistico terziario di importanza europea.

Centro di antichissima fondazione e prima capitale del Ducato di Parma e Piacenza, è soprannominata la Primogenita perché nel 1848 fu la prima città italiana a votare con un plebiscito l'annessione al Regno di Sardegna.

Dal 2000 ha fatto parte stabilmente del Circuito Città d'Arte della Pianura Padana, fino al suo scioglimento avvenuto nel 2018.

Geografia fisica Territorio Piacenza è situata nella pianura Padana a un'altitudine di È posta sulla riva destra del Po, tra le foci del fiume Trebbia a ovest e del torrente Nure a est. A una quindicina di chilometri in direzione sud compaiono i declivi dei colli piacentini, prime propaggini dell'Appennino ligure. La posizione geografica, al crocevia fra Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia, ne ha da sempre determinato le sorti strategico-militari e ne ha fatto un importante nodo autostradale e ferroviario.

Clima

Piacenza presenta un clima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfa.) tipico della pianura Padana.

La lontananza dal mare accentua le caratteristiche di continentalità del clima piacentino rispetto al resto della regione.; di conseguenza le temperature massime invernali risultano inferiori rispetto alle altre città della regione. e le precipitazioni sono maggiori. Le minime invernali registrate sono inoltre inferiori a quelle delle vicine città lombarde. La vicinanza della città al fiume Po porta come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato da una forte umidità: d'inverno si manifesta con una certa frequenza il fenomeno della nebbia, generato dall'inversione termica, pur diventata gradualmente meno frequente - nel trentennio 1971-2000 si verificavano in media 79 giornate nebbiose all'anno, mentre nel decennio 2011-2021 gli stessi sono scesi a 39,1. D'estate, invece le condizioni meteorologiche sono spesso caratterizzate dall'afa, generata dall'alta umidità relativa nella parte di atmosfera più vicina al terreno.

Sino alla fine degli anni ottanta sono state registrate nevicate record. Nei giorni della nevicata del 1985 che colpì il nord Italia si superarono i di neve con una temperatura record di registrata alla stazione meteorologica di Piacenza San Damiano. La neve a Piacenza è sempre caduta durante il periodo invernale, fenomeno alquanto naturale, ma negli anni 90 il fenomeno si è rarefatto con un calo della frequenza e dell'intensità delle nevicate marcopifferetti.altervista.org. Nell'inverno del 2008/2009 si sono registrate precipitazioni nevose record. Il mese più freddo dell'anno è gennaio con una temperatura media di mentre il più caldo è luglio, con una temperatura media di .

Storia

Il territorio nel quale sorge l'odierna Piacenza era abitato fin dall'antichità da popolazioni di stirpe ligure e si trovava al centro degli scambi tra Etruschi e Greci; tuttavia, la città fu fondata dai Romani nel 218 a.C. come colonia con il nome di Placentia su un preesistente insediamento celtico.

Piacenza fu, insieme alla vicina Cremona, la prima colonia romana di diritto latino nell'Italia settentrionale, svolgendo l'importante ruolo strategico di avamposto militare contro le armate di Annibale, che muoveva dalla Spagna per giungere in Italia e portarvi devastazione.. La città resistette agli attacchi punici e fiorì come centro commerciale sulla via Emilia. Da Piacenza passava anche la via Mediolanum-Placentia, strada romana che metteva in comunicazione Mediolanum (Milano) con Placentia (Piacenza) passando da Laus Pompeia (Lodi Vecchio).

La cristianizzazione della città avvenne anche per opera di martiri come sant'Antonino, centurione romano ucciso durante il regno dell'imperatore Diocleziano che divenne, poi, patrono della città e a cui venne dedicata la prima cattedrale piacentina, costruita tra il 350 e il 375 d. C. Nel 476 d.C. nelle vicinanze della città si tenne la battaglia tra mercenari germanici e le ultime truppe romane che portò alla deposizione dell'ultimo imperatore romano d'occidente, Romolo Augusto, ad opera del re degli Eruli Odoacre.

Divenuta sede di un ducato longobardo, quindi conquistata dai Franchi fu sede di contea carolingia, la città in seguito acquistò maggiore importanza attorno all'anno mille, trovandosi lungo il percorso della via Francigena. Dal 1126 fu libero comune e nel 1167 fu tra le città che costituirono la Lega Lombarda nell'ambito degli scontri con il Barbarossa, il quale fu sconfitto dall'alleanza tra i comuni nel 1176 a Legnano. Nel 1183, presso la basilica di Sant'Antonino, vennero firmati i preliminari della pace di Costanza tra i delegati della Lega Lombarda e i delegati imperiali. Dopo due secoli di lotte tra le famiglie nobili di opposta fede guelfa e ghibellina, a partire dal 1335 la città fu assoggettata alla signoria della famiglia Visconti. In seguito rimase, con l'eccezione di brevi periodi, sotto il dominio milanese fino al 1521 quando passò sotto il controllo dello stato della Chiesa.

Nel 1545 fu eretta a ducato ad opera del papa Paolo III insieme alla vicina Parma, divenendo, inizialmente, la capitale del Ducato di Parma e Piacenza governato dalla famiglia Farnese. Dopo l'assassinio del duca Pierluigi Farnese in seguito a una congiura di nobili piacentini capitanata da Giovanni Anguissola, la città ritornò brevemente sotto il controllo milanese, prima di ritornare parte del Ducato di Parma e Piacenza governato dal figlio di Pierluigi, Ottavio Farnese nel 1556.

Con l'estinzione della famiglia Farnese, a partire dal 1731 fu governata dalla famiglia Borbone. Conquistata dalle truppe francesi durante il periodo napoleonico, venne aggregata all'impero come parte del dipartimento del Taro. Dopo la restaurazione il ducato venne ricostituito assegnandolo a Maria Luigia d'Austria, che lo mantenne fino alla propria morte, in occasione della quale lo stato ritornò ai Borbone.

Con un plebiscito tenutosi il 10 maggio 1848 Piacenza fu la prima città a chiedere l'annessione al Regno di Sardegna, nucleo del futuro Regno d'Italia, guadagnandosi l'appellativo di città primogenita d'Italia. Piacenza entrò, poi, a far parte definitivamente dello Stato sabaudo nel 1860, in seguito al plebiscito delle province dell'Emilia.

Importante centro della resistenza partigiana durante la guerra civile nel 1943-1945, venne liberata dai partigiani il 28 aprile 1945, poche ore prima dell'arrivo degli alleati.

La città attraversò dagli anni '60 un periodo di forte sviluppo agricolo e industriale che portò ad un'espansione urbana, soprattutto sul versante meridionale. La città e la provincia furono interessate, come mezzo secolo prima, da una rinnovata emigrazione all'estero, a cui successivamente subentrò l'immigrazione interna dalle campagne e dal Sud e, in seguito, dall'estero. A partire dagli anni '90, la città, così come la provincia, sviluppò una vocazione logistica diventando un polo di dimensione europea. Parallelamente, ottenuto il riconoscimento di città d'arte da parte della regione Emilia-Romagna, Piacenza ha sviluppato anche una vocazione turistica e universitaria, con la progressiva apertura di nuovi corsi di laurea.

Simboli

Lo stemma di Piacenza, secondo il regio decreto del 27 settembre 1938, è uno scudo: In realtà nello stemma in uso la lupa è di colore nero.

La parte rossa in cui è raffigurato un quadrato bianco o argenteo costituisce anche lo stemma della provincia di Piacenza. Sull'origine di questo partito gli studiosi si dividono: per alcuni questa metà rimanderebbe alle insegne della legione Tebea o Tebana, ai tempi di Diocleziano, nella quale era arruolato il martire cristiano e patrono Antonino. Nella tradizionale iconografia, infatti, il santo protettore è ritratto mentre regge il vessillo militare. La placca quadrata probabilmente rappresenta il tipico accampamento romano, il castrum. Altri mettono in dubbio sia l'appartenenza di Sant'Antonino alla Legione Tebea sia la storicità di questa legione così come è tramandata e sostengono che il quadrato sia la stilizzazione di un dado. Sono state ipotizzate anche la raffigurazione di una focaccia chiamata placenta tra i Romani e lo stemma a scacchi della famiglia Pallavicino. Secondo altre teorie, la figura geometrica non nasconderebbe alcun simbolismo, come accadeva in quasi tutte le figure araldiche medievali. Essa, inserita in una bandiera, è scolpita sopra la prima pietra del palazzo Comunale posata nel 1281.

Nella parte bianca viene raffigurata la lupa capitolina, emblema di Roma. Ciò simboleggia lo stato di "civitas romana" (e il conseguente dono delle insegne con la lupa) di cui la città, la prima colonia fondata dai romani insieme alla gemella Cremona nel 218 a.C., fu omaggiata.

Il gonfalone, rosso con al centro un rettangolo di tessuto bianco recante lo stemma cittadino, recita: Città di Piacenza, Primogenita d'Italia. Secondo la blasonatura del decreto esso dovrebbe essere interamente bianco. L'appellativo "Primogenita" sta a significare il fatto che la città nel 1848 è stata la prima a chiedere l'annessione al nascente Regno d'Italia, allora Regno di Sardegna.

Il mosaico dell'antico stemma è visibile all'interno del cortile del palazzo Comunale (lo stemma riconosciuto nel 1938 è invertito rispetto all'antico).

I due elementi caratterizzanti lo stemma sono stati adottati anche da altri Comuni della zona. Il “dado” ricorre negli emblemi di Pontenure (PC) e Borgonovo Val Tidone (PC), mentre la lupa romana in quello di Codogno (LO).

Onorificenze La città di Piacenza è tra le 27 Città decorate di medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento, nel periodo compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima guerra mondiale nel 1918. Inoltre è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stata insignita della medaglia d'oro al valor militare il 9 aprile 1949..

Nel 2016 viene premiata dall'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, come "Capitale Antirazzista 2016", per aver vinto un concorso nazionale a cui il comune ha partecipato nel corso del 2015.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Cattedrale, chiesa madre della diocesi di Piacenza-Bobbio, costruita in due fasi, tra il 1122 e il 1150 e il 1202 e il 1235 (o tra il 1207 e il 1250 secondo altre fonti) in stile romanico con aggiunta di elementi gotici nella seconda fase. Il progetto dell'edificio sarebbe opera di Niccolò, con cui avrebbe collaborato anche Wiligelmo. L'interno presenta la cupola affrescata nel seicento dal Morazzone e dal Guercino. Presbiterio e coro furono affrescati ad opera di Camillo Procaccini e Ludovico Carracci verso la fine del cinquecento: buona parte delle loro opere sono state spostate dalle loro collocazioni originarie nel corso di restauri ottocenteschi. Sotto la cella campanaria quadrifora è sospesa una gabbia in ferro voluta da Ludovico il Moro nel 1495, sorta di deterrente per i malfattori dell'epoca.