Il leone marino giapponese (Zalophus japonicus) si ritiene che si sia estinto negli anni '50 "There have been no documented reports of Z. japonicus since the late 1950s. The last credible report was 50 to 60 individuals on Takeshima in 1951 (Rice 1998). Individual sightings reported as recently as 1974 and 1975, cannot be confirmed as confusion with escaped Z. californianus cannot be ruled out." Zalophus californianus japonicus (CR) , Red Data Book, Japan Integrated Biodiversity Information System, Ministry of the Environment (Japan). "The Japanese sea lion (Zalophus californianus japonicus) was common in the past around the coast of the Japanese Archipelago, but declined rapidly after 1930's from overhunting and increased competition with commercial fisheries. The last record in Japan was a juvenile, captured in 1974 at off the coast of Rebun Island, northern Hokkaido.".

Prima del 2003 veniva considerato una sottospecie del leone marino californiano con il nome di Zalophus californianus japonicus, ma in seguito è stato classificato come specie separata. Alcuni tassonomisti lo ritengono ancora, comunque, una sottospecie del leone marino californiano. Le specie japonicus, californianus e wollenbaeki sono state riclassificate come specie distinte a causa dei loro habitat notevolmente distanti l'uno dall'altro e di alcune differenze comportamentali.

Viveva nel Mar del Giappone, soprattutto intorno alle aree costiere dell'arcipelago giapponese "ニホンアシカ剥製標本" , the ReCCLE (Research Center for Coastal Lagoon Environments) Museum, Shimane University, Japan. e della penisola coreana (en abstract available) Itoo Tetsuro, Fujita Akiyoshi, Kubo Kin-ya, "Pinniped records on the neighbouring waters of the Korean Peninsula: Japanese sea lions and larga seals recorded in the ancient literature of Korea", 野生生物保護 (Wildlife conservation Japan),Vol.6, No.2 (20010731), 51-66, Wildlife Conservation Society ISSN 13418777.. Si riproduceva generalmente su aperte e piatte spiagge sabbiose, ma talvolta anche in aree rocciose.

Attualmente, ne rimangono solo alcuni esemplari impagliati in Giappone "天王寺動物園で「絶滅の危機にある動物展」を開催します" , Tennoji Zoo, Osaka, Japan. e presso il Museo Nazionale di Storia Naturale di Leida, nei Paesi Bassi, dove Philipp Franz von Siebold ne portò degli esemplari. Il British Museum ne possiede una pelle e 4 crani.

Descrizione fisica I maschi erano di colore grigio scuro e pesavano tra i 450 ed i 560 kg, raggiungendo lunghezze comprese tra i 2,3 e i 2,5 metri; erano quindi più grandi dei maschi di leone marino californiano. Le femmine erano molto più piccole e raggiungevano una lunghezza massima di 1,64 metri; erano inoltre di colore più chiaro.

Areale e habitat I leoni marini giapponesi vivevano principalmente nel Mar del Giappone, lungo le aree costiere della penisola coreana, delle isole più grandi dell'arcipelago giapponese (sia lungo le coste dell'Oceano Pacifico che del Mar del Giappone), delle isole Curili e dell'estremità meridionale della penisola di Kamčatka, Red Data Book Tottori (mammals), Tottori Prefecture, Japan, p. 34..

Da vecchie testimonianze coreane apprendiamo che questo leone marino, insieme alla foca maculata (Phoca largha), vivesse anche in una vasta area comprendente il Bo Hai, il Mar Giallo e il Mar del Giappone. I leoni marini e le foche hanno lasciato un'impronta rilevante nella toponomastica di alcuni luoghi situati lungo la linea costiera del Giappone, come Ashika-iwa (アシカ岩, lo «scoglio del leone marino») e punta Inubosaki (犬吠崎, letteralmente la «punta di coloro che latrano come cani», detta così a causa della somiglianza dei loro richiami con l'abbaiare dei cani).

Comportamento e riproduzione Questa specie si riproduceva solitamente sulle aperte e pianeggianti spiagge sabbiose, ma di rado poteva farlo anche in aree rocciose. Trascorrevano quasi tutto il loro tempo a riposarsi in caverne Zalophus californianus japonicus (EX) , Shimane Red Data Book 2004, Shimane Prefecture, Japan..

Importanza per l'uomo

Molte ossa di leone marino giapponese sono state rinvenute nei cumuli di conchiglie del periodo Jōmon, in GiapponeThe Jomon people in the northern Island , National Museum of Japanese History.The Sannai Maruyama Site-Food , Aomori Prefecture, Japan, p. 7. (en abstract available) Michiko Niimi, Sea Mammal Hunting of the Jomon Culture in Hokkaido, Bulletin of the Department of Archaeology, 9 (19901228), 137-171, University of Tokyo ISSN 02873850, mentre un'enciclopedia del XVIII secolo, il Wakan Sansai Zue, afferma che la loro carne non fosse molto gustosa e che questi animali venivano utilizzati solamente per il loro olio, utile per le lampadeTerajima Ryōan, Wakan Sansai Zue (ca. 1712), vol. 38, Amimals, p. 72, sea lion and fur seal "其肉亦不甘美 唯熬油為燈油 (the meat is not tasty and just used to render oil for oil lamps.)".. Dalla pelle veniva estratto un olio di ottima qualità, gli organi interni venivano venduti a peso d'oro dai farmacisti, mentre i baffi e il cuoio venivano utilizzati rispettivamente per pulire le pipe e in pelletteria. In seguito, questi animali vennero anche catturati per esibirli nei circhi.

La caccia intensiva Nel 1903, Nakai Yōzaburō, un uomo d'affari giapponese, costituì una stazione di pesca sui disabitati Scogli di Liancourt, allo scopo di fornire ai leoni marini una zona di riproduzione adeguata per poi poterli catturare senza diminuirne eccessivamente il numero; fino al coinvolgimento del Giappone nella Seconda guerra mondiale nel 1941, la caccia ai leoni marini incontrò in quell'area l'approvazione del governo"Incorporation of Takeshima into Shimane Prefecture", Ministry of Foreign Affairs (Japan).. Un vecchio pescatore delle isole Oki dichiarò di aver lavorato assiduamente, prima della seconda guerra mondiale, per proteggere i leoni marini, in modo da poter usufruire di una risorsa perpetua per la propria attività "李ライン翌年竹島にニホンアシカ多数生息" , The San-in Chuo Shimpo, 2007/05/10. "研究の一環として聞き取り調査した杉原顧問は「戦前、隠岐の漁民は計画性を持ってニホンアシカを捕獲していた。韓国側は日本の乱獲が絶滅の原因というが、証言を聞く限り、乱獲したのはむしろ韓国の方だ」と韓国側の主張に反論した。".

Estinzione I registri dei pescatori commerciali giapponesi dei primi anni del '900 indicano che agli inizi del secolo erano stati uccisi 3200 leoni marini; nel 1915 ne rimanevano solamente 300 esemplari, ridotti negli anni '30 a poche dozzine. La caccia commerciale nei confronti di questa specie terminò negli anni '40, quando divenne virtualmente estinta. In tutto, i cacciatori giapponesi avevano ucciso 16.500 leoni marini, un numero abbastanza elevato per provocarne l'estinzione, ma si ritiene che anche i combattimenti sottomarini durante la Seconda guerra mondiale abbiano contribuito a ciò, distruggendo il loro habitat a) "푸른울릉·독도가꾸기모임 이예균 회장은 "일본 자료를 살펴보면 독도는 단순히 바다사자가 살던 섬이 아니라 바다사자의 최대 번식지였다"며 "일본의 다케시마어렵회사가 1905년부터 8년 동안 독도에서 1만4천여마리나 집중 포획하면서 바다사자가 멸종의 길로 접어들었다"고 말했다.", b) "50년대 독도의용수비대가 활약할 당시만 해도 20∼30마리씩 떼를 지어 독도 연안에서 서식하는장면이 목격됐다. 독도의용수비대원이던 이규현씨(82·울릉군 울릉읍 도동리)는 "당시 독도에서 강치(바다사자) 무리를 간간이 볼 수 있었고, 울릉도 주민들은 이를 가재, 강치로 부르기도 했다"고 말했다." c) "환경부 관계자는 "독도 바다사자 복원사업을 시작하려면 반드시 독도만이 아니라 동해안 전역에 바다사자를 살게 하는 쪽으로 접근할 필요가 있다"고 말했다.". L'ultima colonia di leoni marini venne avvistata da alcuni guardacoste coreani negli anni '50 e l'ultimo avvistamento confermato di uno Z. japonicus in Giappone fu quello di un giovane esemplare catturato nel 1974 al largo dell'isola di Rebun, presso la costa settentrionale di Hokkaido. Esistono anche testimonianze di altri avvistamenti non confermati, ma si ritiene che gli esemplari visti fossero comunque Z. californianus fuggiti dagli acquari.

Progetti di reintroduzione Il Ministero dell'Ambiente della Corea del Sud ha da tempo iniziato a promuovere la reintroduzione di leoni marini nel loro habitat originario. Di questo se ne è occupato l'Istituto Nazionale di Ricerche Ambientali della Corea , South Korean Ministry of Environment, 2006-01-09.. Nel 2007 è stata annunciata la formazione di un gruppo di studio internazionale tra Corea del Nord, Corea del Sud, Russia e Cina. Le acque cinesi e russe verranno pattugliate alla ricerca di popolazioni sopravvissute di leoni marini, con la speranza di poterne reintrodurre degli esemplari lungo le coste del Mar del Giappone. Se non verrà riscontrata alcuna presenza dell'animale, il governo della Corea del Sud ha progettato di reintrodurre nelle sue acque leoni marini californiani provenienti dagli Stati Uniti. Il Ministero dell'Ambiente sudcoreano è molto interessato al promuovere questa reintroduzione, tanto per ristabilire il giusto equilibrio biologico nelle sue acque che per promuovere l'ecoturismo.

Note

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