La Gera d'Adda () era un'antica e atipica pieve amministrativa del Ducato di Milano istituita in seguito agli esiti degli eventi bellici che contrapposero la Lombardia al Veneto nella prima metà del Quattrocento.
Storia Il territorio a oriente dell'Adda fu oggetto delle mire espansionistiche veneziane per tutto il Quattrocento. Persa Bergamo, l'obiettivo strategico milanese era di contro quello di mantenere almeno una corposa testa di ponte oltre il fiume, onde non rischiare addirittura l'invasione della provincia centrale del ducato attraverso il guado di Trezzo. L'istituzione della Gera d'Adda sotto la forma di un marchesato, superando le previgenti pievi della zona, fu la soluzione del governo meneghino per rinforzare il controllo militare dell'area. Rimase invece escluso da ogni cambiamento il Comune di Treviglio, terra separata non solo dalla pieve, ma anche dalla provincia, sottoposta unicamente al mero e misto imperio del governo centrale.L'assunzione dei poteri provinciali da parte di un singolo comune era un privilegio non infrequente nell'Europa pre-contemporanea. Successivamente cancellate sul continente dalle riforme illuministiche e napoleoniche, tali figure giuridiche sopravvivono oggi in Inghilterra col nome di autorità unitarie. Le autorità della Gera d'Adda facevano capo al podestà di Caravaggio, località infeudata in un marchesato.
Ponendosi invece in radicale anomalia rispetto alla gran parte del resto della provincia, l'assetto amministrativo superò totalmente quello ecclesiastico, che in queste zone era fortemente frammentato e in alcuni casi anche decisamente atipico. Se la zona nordoccidentale apparteneva all'Arcidiocesi di Milano che, scorporandola dalla Pieve di Pontirolo, l'aveva inserita nella nuova pieve trevigliese di San Martino, gran parte della Gera era soggetta alla Diocesi di Cremona a testimonianza degli antichi legami con la città padana, e alle tre pievi cremonesi di origine medievale, dopo il Concilio di Trento successero due diversi vicariati incardinati su Caravaggio e Rivolta.A differenza della diocesi milanese, in quella cremonese le pievi medievali non sopravvissero alle riforme tridentine, e la ripartizione territoriale vicariale fu disegnata su basi nuove. Completavano il quadro, all'estremità meridionale della Gera, le parrocchie di Dovera che facevano capo ad una più vasta aggregazione di chiese sottoposte ad un condominio diocesano lodigian-pavese.
Dopo due secoli di immobilismo, a metà del Settecento la Gera fu coinvolta dalle riforme illuministiche dell'Imperatrice Maria Teresa, la quale ne espanse il territorio a sud includendovi alcuni comuni già lodigiani, dando luogo all'unico caso di modificazione dei confini provinciali di tutto l'operato della sovrana austriaca. Nel 1786 suo figlio e suo successore l'Imperatore Giuseppe II ampliò le riforme allargando il territorio aggregandovi la terra separata di Treviglio, le cremonesi Fornovo e Mozzanica, e Cassine San Pietro per rettificare il confine sull'Adda, oltre alle lodigiane Crespiatica e Abbadia Cerreto. In maniera radicalmente innovativa, l'imperatore spostò tutta la Gera proprio sotto la Provincia di Lodi, ma con un nuovo ribaltone suo fratello l'Imperatore Leopoldo II restaurò il precedente ordinamento nel 1791, annullando tutte le riforme giuseppine.
L'esistenza della Gera d'Adda come entità amministrativa ebbe termine nel 1797 in seguito all'invasione napoleonica, che comportò la generale riforma del governo locale della Lombardia. A un primo progetto ispirato al compartimento giuseppino, seguì la sistemazione definitiva che, come oggigiorno, comportò la spartizione della Gera fra Bergamo e Cremona.
Territorio Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso: Pieve civile Pieve ecclesiastica Terra separataIl Comune di Treviglio apparteneva alla Gera d'Adda solo a titolo statistico e militare. Parrocchia prepositurale di San Martino e Santa Maria Assunta Comune di Canonica Parrocchia di San Giovanni evangelista Comune di Castel Rozzone Parrocchia di San Bernardo Comune di Pontirolo Parrocchia di San Michele arcangelo Comune di FarraComune di Massari de'Melzi Parrocchia di Sant'AlessandroParrocchia anticamente sottoposta al controllo congiunto con la diocesi di Bergamo che l'aveva fondata tramite suoi missionari. Solo nel 1784 tale anomalia fu risolta assegnando la chiesa unicamente a Milano. Comune di Pagazzano --In questo caso c'era radicale discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che il comune corrispondeva alla Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso, compresa ecclesiasticamente nella diocesi cremonese di cui costituiva un territorio separato di nomina pavese a causa della sua antica fondazione ad opera di missionari appunto pavesi. Solo nell'Ottocento il papa, per risolvere tale anomalia, passò la parrocchia sotto Bergamo per non far torto a nessuno. Comune di Caravaggio --In questo caso c'era radicale discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che il comune corrispondeva alla Parrocchia e Vicaria dei Santi Fermo e Rustico martiri, erede dopo il concilio della Pieve di San Giovanni Battista di Fornovo, e alla Parrocchia di San Giovanni di Vidalengo. Si noti come al compartimento religioso caravaggino e già fornovese, afferiva anche la chiesa di Santo Stefano di Mozzanica, altro comune del cremonese. Comune di Brignano --Con radicale discrasia, la locale Parrocchia di Santa Maria Assunta era parte della Vicaria caravaggina e già pieve fornovese di appartenenza cremonese. Comune di Misano --La Parrocchia e pieve di San Lorenzo fu una suddivisione medievale della Diocesi di Cremona. Diversamente dalla chiesa meneghina, quella cremonese abolì subito le pievi dopo il Concilio di Trento sostituendole con vicariati spesso molto differenti, in questo caso caravaggino. Comune di Calvenzano --Con radicale discrasia, la locale Parrocchia di San Pietro e Paolo era parte della Vicaria caravaggina e già pieve arzaghese di appartenenza cremonese. Comune di Arzago --La Parrocchia e pieve di San Lorenzo fu una suddivisione medievale della Diocesi di Cremona. Diversamente dalla chiesa meneghina, quella cremonese abolì subito le pievi dopo il Concilio di Trento sostituendole con vicariati spesso molto differenti, in questo caso centrato a Rivolta d'Adda. Comune di Casirate --Con radicale discrasia, la locale Parrocchia di Santa Maria Immacolata era parte della Vicaria rivoltana e già pieve arzaghese di appartenenza cremonese. Comune di Rivolta --In questo caso c'era radicale discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che il comune corrispondeva alla Parrocchia e Vicaria dei Santi Maria Assunta e Sigismondo, erede dopo il concilio della prevostura di San Lorenzo di Arzago. Si noti come al compartimento religioso rivoltano e già arzaghese, afferiva anche la chiesa di Santa Maria Immacolata e San Zeno di Cassano, comune del milanese nella pieve di Pontirolo. Comune di Agnadello --Con radicale discrasia, la locale Parrocchia di San Vittore martire era parte della Vicaria rivoltana e già pieve arzaghese di appartenenza cremonese. Comune di Pandino --Con radicale discrasia, la locale Parrocchia di Santa Margherita vergine e martire era parte della Vicaria rivoltana e già arzaghese di appartenenza cremonese. Comune di Vailate --Con radicale discrasia, la locale Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo apostoli era parte della Vicaria rivoltana e già alla plebania misanese di appartenenza cremonese. Comune di Dovera --In questo caso c'era radicale discrasia fra pieve civile ed ecclesiastica, dato che il comune corrispondeva alla Parrocchia e pieve dei Santi Nabore e Felice di Postino e alla Parrocchia di San Lorenzo martire del capoluogo, staccate ecclesiasticamente dalla diocesi lodigiana costituendo un territorio separato di nomina pavese a causa delle loro antiche fondazioni ad opera di missionari appunto pavesi. Solo nell'Ottocento il papa, per risolvere tale anomalia, sottopose la parrocchia unicamente a Lodi. Comune di RoncadelloComune da sempre lodigiano ed aggregato alla Gera d'Adda solo a partire dal regno di Maria Teresa. || align="left" | --La locale Parrocchia dell'Assunzione della Beata Vergine Maria era di pertinenza postinese e quindi extradiocesana pavese. |- | align="left" | Comune di TormoComune sottoposto dal Rinascimento a separata giurisdizione feudale e solo parzialmente connesso ad alcune magistrature lodigiane, fu normalizzato all'interno della Gera d'Adda da Maria Teresa. --Il territorio era una parte della postinese e pavese Sant'Andrea di Crespiatica. Comune di Corte del Palasio || align="left" | --La locale Parrocchia di San Giorgio martire era lodigiana. |- | align="left" | Comune di Boffalora --La locale Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria era lodigiana.
Note
Bibliografia Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917. Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano. G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974. Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.
Voci correlate Gera d'Adda Caravaggio (Italia) Treviglio Rivolta d'Adda Pievi milanesi
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