Biografia Carlo Pascale, figlio di Bartolomeo, appartenne a una famiglia aristocratica di CuneoI Pascale, Pascali, Pasquale o Paschalis di Cuneo menzionati nel "Patriziato Subalpino" di Antonio Manno (volumi I e II, Firenze, 1895-1906). . Fece gli studi a Ginevra presso lo zio Gian Luigi Pascale, celebre editore e predicatore riformato. Vicino alle idee calviniste, ritornato in Italia dopo la morte dello zio (bruciato vivo a Roma nel 1560 con l'accusa di eresia), Carlo Pascale si convertì al cattolicesimo. In seguito, nel 1574, si stabilì in Francia, dove ebbe il titolo di Visconte di Quente. Nel 1588 ottenne la cittadinanza francese.
In Francia Carlo Pascale fu Consigliere di Stato e Avvocato Generale nel Parlamento di Rouen. Fu amico del celebre giurista Guy Du Faur de Pibrac, che gli dette incarichi diplomatici: di Pibrac, Pasquale scrisse la Vita. Si recò come ambasciatore in Polonia nel 1576, poi in Inghilterra nel 1589, nei Grigioni nel 1604. Ci ha lasciato varie opere di carattere trattatistico. Morì nella sua terra di Quente, presso Abbeville.
Opere Commento a Tacito (1581); Vidi Fabricii Pibrachii vita (1584); De optimo genere elocutionis (1595), trattato; Christianae praeces (1602); Legatus (1612), trattato; Virtutes et Vitia (1615); Legatio Rhaetica (1620);
Note
Bibliografia Jean Baptiste Ladvocat, Dizionario Storico, editore Remondini di Venezia, Bassano 1795 Attilio Momigliano, Contributo alla storia degli studi classici, Volume 47 di Storia e letteratura, Edizioni di storia e letteratura, Roma 1979 (1ed 1955), pp. 49-54.
Voci correlate Gian Luigi Pascale Guy Du Faur de Pibrac
Collegamenti esterni
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