Il Como 1907, noto più semplicemente come Como, è una società calcistica italiana con sede nella città di Como. Milita in Serie A, la massima divisione del campionato italiano.
Il Como ha disputato 37 campionati di Serie B e 15 campionati di Serie A: il suo miglior risultato è il quarto posto ottenuto al termine dell'edizione 2025-2026, grazie al quale è diventata la 26ª squadra italiana a qualificarsi alle coppe europee; gioca nella UEFA Champions League nella stagione 2026-2027.
La tradizione sportiva del principale sodalizio calcistico comense, la 25ª a livello nazionale secondo i criteri della FIGC, iniziò nel 1907 con la nascita del Como Foot-Ball Club. Quest’ultimo, dopo le fusioni con il Club studentesco Minerva nel 1911 e con l' nel 1926, divenne lAssociazione Calcio Comense, rinominata poi Associazione Sportiva Como nel 1936. Nel 1938, dalla fusione con l'A.S. Ardita di Rebbio, nacque la Sportiva Como, divenuta poi Associazione Calcio Como e infine Como Calcio S.p.A. nel 1970.
Quest’ultima venne dichiarata fallita nel 2004 e ad essa subentrò la Calcio Como S.r.l., a sua volta dichiarata fallita nel 2016 e gestita in esercizio provvisorio fino al 2017, quando l'attività sportiva è stata rilevata all'asta dalla F.C. Como S.r.l. Nell'estate 2017, a causa di alcune pendenze non onorate, la FIGC ha però respinto la domanda di attribuzione del titolo sportivo della vecchia società fallita alla F.C. Como S.r.l., escludendo di conseguenza il Como dai campionati professionistici; la squadra è stata quindi rifondata con l'attuale denominazione, ripartendo dalla Serie D.
Storia Dalla fondazione agli anni 1920 La nascita del calcio a Como avvenne ufficialmente nel 1907,Storia su fc-como.it (archiviato) più precisamente il 25 maggio, con la società del Como Foot-Ball Club, fondata da un comitato di soci riunito presso il bar Taroni, sito nella centrale via Cinque Giornate, prima sede della società lariana.
Nei primi anni successivi alla sua fondazione, il Como disputò incontri amichevoli e tornei a carattere locale, battendosi con squadre milanesi (U.S. Milanese, Libertas, e ) e svizzere (, e ). Il 1º ottobre 1911 venne inaugurato il campo da gioco di via dei Mille con le gare amichevoli Internazionale-U.S. Milanese (8-0) e Como-Bellinzona (3-1).
Nel 1912, dopo la fusione con il Club studentesco Minerva, partecipò alle qualificazioni per l'ammissione al campionato di Prima Categoria, ma il 20 ottobre, al primo turno giocato a Torino, venne sconfitto per 3-1 dal . Il Como fu perciò iscritto al girone lombardo di Promozione, giocando il 17 novembre del 1912, sul campo di via dei Mille, il suo primo incontro, vinto per 5-0 contro il Brescia..
Il primo livello del campionato fu comunque raggiunto l'anno seguente,.. quando la squadra fu ammessa alla Prima Categoria. Nel 1914-1915 chiuse il girone di qualificazione al secondo posto, alle spalle dell'Inter, qualificandosi alle semifinali nazionali.
Al termine del conflitto mondiale riprende anche l'attività agonistica, con il Como sempre in Prima Categoria. Gli anni Venti si aprono con l'organizzazione della Coppa Gorio, in memoria del capitano lariano caduto in guerra, e sono caratterizzati dall'accesa rivalità con l'altra squadra cittadina, l'Esperia, che, vincendo i campionati inferiori, arrivò a militare anch'essa in Prima Categoria. L'Esperia ottenne poi anche, per una stagione, l'accesso alla Serie superiore (Prima Divisione 1922-1923).
Il Como restò in Prima categoria fino al 1922, quando, il 2 luglio, perse per 2-1 contro il Piacenza il turno preliminare degli spareggi per partecipare alla nuova Prima Divisione, istituita in seguito al compromesso Colombo che riunificò i campionati. La squadra venne inserita in Seconda Divisione e, dal 1926, con la successiva riorganizzazione dei campionati, in Prima Divisione.
Nel campionato di Seconda Divisione 1923-1924, col ritorno dell'Esperia, si tornò a giocare il derby cittadino, in cui prevalsero gli azzurri sia nel girone d'andata sia in quello di ritorno, mentre nella stagione 1924-1925, quando il Como giocò i primi derby provinciali con la Canottieri Lecco, oggi Calcio Lecco, il F.C. Como arrivò anche a sfiorare la promozione in Prima Divisione, perdendo proprio l'ultima partita delle finali contro l'Udinese.
Nel 1927, quando i due club del Como F.B.C. e dellEsperia si fusero assumendo la denominazione di Associazione Calcio Comense, venne inaugurato l'attuale impianto Giuseppe Sinigaglia con la disputa di un incontro internazionale vinto da una selezione austriaca per 3 a 1 su una selezione lombarda e con l'organizzazione della Coppa Alessandro Volta. La nuova società vinse la manifestazione, eliminando per 3-0 in semifinale l'Inter (che nella finalina di questo torneo fece esordire il diciassettenne Giuseppe Meazza) e battendo per 1-0 in finale il Genoa di De Prà, De Vecchi e Levratto. Con la nuova denominazione societaria seguì anche un cambio nei colori sociali, cambiati, dalle tradizionali casacche bianco-azzurre dell'A.C. Como e bianco-stellate dell'Esperia, nel colore rosso che resterà in auge per un decennio..
Nel 1928 l'A.C. Comense conquistò la Coppa Turati riservata alle formazioni lombarde, sconfiggendo il Brescia per 2-0 nella ripetizione della finale (il primo incontro si era chiuso 3-3 dopo i tempi supplementari). Nel campionato di Prima Divisione 1929-1930 la squadra, che non era stata subito ammessa alla nuova Serie B, sfiorò la promozione, dopo un lungo duello con il Derthona risoltosi all'ultima giornata con una decisione a tavolino del Giudice sportivo.
Gli anni 1930 e 1940 L'annata in Prima Divisione 1930-1931 restò negli annali per l'Associazione Calcio Comense, in quanto con Lukas in panchina iniziò una marcia trionfale verso la promozione in Serie B in cui la squadra concluse imbattuta sia nella regular season che nella fase per gli spareggi-promozione, segnando 90 reti in 32 incontri e incassandone solamente 24. L'anno successivo, alla prima esperienza in Serie B i comaschi conquistarono una tranquilla salvezza concludendo al nono posto con il giovane Romano capocannoniere lariano.
Negli anni successivi, tra i cadetti, i lariani rimasero quasi sempre tra le prime posizioni in classifica arrivando sesti nel 1932-33 e quarti nel 1933-34, in quest'ultimo caso giocandosi col Bari l'ammissione al girone finale per la promozione in Serie A.
La seconda metà degli anni 1930 fu segnata da un paio di retrocessioni consecutive, a partire da quella in Serie C al termine della stagione 1934-35, conclusasi con vari avvicendamenti in panchina da Baloncieri a Ceverini III, fino ad arrivare in Prima Divisione Lombarda nel 1936.
Nella stagione di Prima Divisione 1936-1937, durante un'assemblea dei soci furono messi in atto alcuni importanti cambiamenti, tra i quali il ritorno all'antica denominazione di Associazione Calcio Como e all'azzurro come colore sociale, mentre, dal campionato successivo iniziò una parziale ripresa che porterà i comaschi, dopo due anni di assenza, in Serie C fino all'avvento della seconda guerra mondiale.
Durante gli anni della Serie C, il Como vide il lancio di giovani giocatori destinati a entrare nella storia come Antonio Cetti e Armando Varini oltre a Moresi e Panzieri, mentre nella stagione di Serie C 1942-1943 i lariani si giocarono la promozione in Serie B fino all'ultima giornata contro il Lecco, che alla fine del campionato riuscirà a prevalere, pur restando nella serie cadetta per una stagione appena.
Nel 1945 il Como conquistò il suo trofeo più prestigioso, il Torneo Benefico Lombardo che, in mancanza di un campionato a livello nazionale, vedeva partecipare , e, con altre formazioni lombarde, anche il .
Dopo la guerra, la squadra fu ammessa alla Serie B, in cui rimase per tre anni lottando quasi sempre per le posizioni di vertice fino a conseguire la promozione in Serie A nel 1949 con Mario Varglien allenatore, e con Ercole Rabitti e Mario Stua trascinatori insieme al giovane esordiente Cardani.
Gli anni 1950 e 1960 La prima esperienza per il Como nella massima serie durò quattro anni; il primo anno di militanza in Serie A fu coronato da un sorprendente sesto posto ex aequo col Torino.. Dopo una tranquilla salvezza ottenuta nel 1950-1951, nella sua terza annata il Como si trovò per la prima volta della sua storia a essere capolista solitario della Serie A quando il 23 settembre 1951, dopo la terza giornata del campionato 1951-1952, fu l'unica squadra rimasta a punteggio pieno, precedendo di una lunghezza , , e .
La squadra entrò tuttavia in una profonda crisi di risultati che la fece sprofondare nelle parti basse della classifica, ma riuscì alla fine a salvarsi grazie ai gol di Giuliano Giovetti e a Mario Bergamaschi, che vestirà anche l'azzurro della nazionale; la stagione seguente il Como non riuscirà comunque ad evitare la retrocessione in Serie B, dovuta principalmente alla partenza dello stesso Giovetti e uno scarso rendimento in trasferta, con 3 pareggi e restanti sconfitte in 17 gare.
Tornato in Serie B nel 1953, vi rimase per un decennio, disputando una serie di sette campionati di vertice con l'allenatore argentino Hugo Lamanna, che nella stagione 1955-1956 arrivò al terzo posto finale a pari merito col Monza dopo un inizio non esaltante; fu grazie a lui che si iniziò una politica di valorizzazione dei giovani, tra i quali il giovane talento Luigi Meroni oltre a Bruno Ballarini e a Candido Beretta.
Dal 1960 in poi, dopo l'addio di Hugo Lamanna, la squadra cominciò a disputare campionati sofferti per un quadriennio, con Giuseppe Baldini in panchina nel 1961 fino ad arrivare a Pedersen, il tutto sempre insieme al direttore sportivo Guido Cappelli. Durante quel periodo, inoltre, la squadra, insieme ad altre del campionato italiano, partecipò a titolo della Lega Nazionale alla Coppa dell'Amicizia, contribuendo alla vittoria della Lega italiana contro la Lega francese nelle edizioni del 1960 e del 1961; in quest'ultima, in particolare, il Como diede un contributo decisivo al successo italiano strappando alla squadra del tre punti su quattro.
La permanenza nella serie cadetta si interruppe in seguito al cosiddetto "caso Bessi": all'inizio del campionato 1962-1963 la società azzurra aveva schierato per cinque partite il difensore Paolo Bessi, appena acquistato dalla squadra del Tau Altopascio, senza sapere che il giocatore non aveva terminato di scontare una squalifica inflittagli dal Comitato Regionale Toscana della Lega Nazionale Dilettanti. Salvatosi sul campo, il Como fu così punito con cinque sconfitte a tavolino che lo condannarono alla retrocessione in Serie C.
Il primo anno di Serie C nel campionato 1963-1964, vide la squadra ringiovanita e totalmente rinnovata che concluse al terzo posto davanti a e con Vinicio Viani in panchina, poi, nella stagione successiva con l'acquisto di Albino Cella vincitore della classifica cannonieri, la squadra comasca si giocò il primato fino alla ventitreesima giornata quando, a seguito di un pareggio casalingo contro il Novara, iniziò un crollo che fece concludere il Como al quinto posto.
La stagione 1965-66, segnata anch'essa da vari cambiamenti nella rosa, i comaschi non andarono oltre il terzo posto, poi, nel 1967 la squadra, allenata da Mario Trezzi, chiuse il torneo di Serie C nel girone A al primo posto, ma a pari punti con il : si rese perciò necessario uno spareggio che fu disputato a Bergamo il 4 giugno e vide i biancorossi brianzoli prevalere per 1-0. L'anno seguente un Como in buona parte rinnovato, ma ancora guidato dallo storico capitano Bruno Ballarini, recordman di presenze in campionato con la maglia azzurra, conquistò nuovamente il primo posto solitario e la conseguente promozione in Serie B con Franco Viviani in panchina.