Il Governo Spadolini I è stato il trentanovesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il quarto dell'VIII legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 28 giugno 1981 al 23 agosto 1982Comunicato concernente la formazione del Governo, in "Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana", "Serie generale", n. 236, 27 agosto 1982, pp. 6102-6103. (sebbene già dimissionario dal precedente 7 agosto), per un totale di 421 giorni, ovvero 1 anno, 1 mese e 26 giorni.

Si trattò del primo Governo della Repubblica Italiana a non essere presieduto da un democristiano, e conseguentemente il primo nella storia italiana ad essere presieduto da un membro del Partito Repubblicano Italiano (PRI), nonché il primo governo repubblicano a vedere uniti i grandi protagonisti politici del Centrismo (DC, PLI e PRI) e del Centro-sinistra "organico" (PSI, PSDI) sotto la veste del cosiddetto Pentapartito, che fu il successore di entrambe le coalizioni.

Il governo ottenne la fiducia dal Senato della Repubblica il 9 luglio 1981, con 182 voti a favore e 124 contrari.

Il governo ottenne la fiducia dalla Camera dei deputati l'11 luglio 1981, con 369 voti a favore e 247 contrari.

Cadde per il rigetto di un decreto petrolifero da parte del parlamento, a causa di "franchi tiratori" della DC. Spadolini si dimise, il 7 agosto 1982.

Storia Travolta dallo scandalo della loggia massonica P2Salvo diversa indicazione le notizie qui riportate sono riprese dal volume "Storia dei partiti politici italiani! di Giorgio Galli, edizioni Rizzoli. la DC è costretta a farsi da parte e a cedere a un laico (per la prima volta dal 1945) la guida di un governo che fonde le esperienze del centrismo degasperiano (DC-PLI-PSDI-PRI) e del centro-sinistra organico (DC-PSI-PSDI-PRI) nel quale convivono due partiti che si sono sempre considerati tra loro alternativi, come il PSI e il PLI. Con la nascita del Pentapartito viene definitivamente allontanata la possibilità dell'allargamento della maggioranza nei confronti del Partito Comunista.

Si dice che l'accordo venne siglato nel 1981 in un camper, durante il congresso del PSI ("patto del camper") fra il democristiano Arnaldo Forlani e il segretario socialista Bettino Craxi: ciò avvenne con la "benedizione" di Giulio Andreotti, tanto che il patto venne chiamato anche "CAF" (cioè Craxi-Andreotti-Forlani).Altre fonti, come Montanelli nella sua Storia d'Italia, sostengono invece che il "patto del camper" sia stato stipulato soltanto nel 1989 in un parcheggio dello stabilimento Ansaldo di Milano, dove si svolgeva il congresso del Partito Socialista Italiano, sempre tra Craxi, Forlani e Andreotti. Il patto avrebbe previsto un intero percorso che sarebbe iniziato con la caduta del Governo De Mita e la formazione di un esecutivo di passaggio a guida democristiana, per poi culminare in un altro governo Craxi allorquando si sarebbe liberata la poltrona del Quirinale, in cui si prevedeva l'investitura o di Andreotti o di Forlani. Eugenio Scalfari nel luglio 1989 lo definì «un accordo […] dal quale emergono alcuni lineamenti di regime».

Nonostante una lunga incubazione in occasione del voto di fiducia emerge tutta la conflittualità tra i due principali partiti, la DC e il PSI. I socialisti, infatti, furono costretti a votare la fiducia solo per evitare che esso potesse nascere grazie all’astensione dei comunisti, interessati ad evitare le elezioni anticipate. Proprio le elezioni anticipate saranno il principale nodo del contendere: il PCI non le voleva perché stava perdendo voti; il PSI le sosteneva per sfruttare il momento favorevole e rafforzare la propria posizione nei confronti sia dei comunisti che dei democristiani.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo, al momento dell'insediamento, si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 1 3 5 - 15 31 46 - 7 15 22 - 3 5 8 - 1 3 4Totale 1 27 57 85

Provenienza geografica RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale11 -2 -4711 -279 -358 -257 -246 -156 -235 -224 -134 - -44 -123 - -33 - -33 -112 -112 -112 -112 -1 -1

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Pentapartito (369): DC (262), PSI (62), PSDI (20), PRI (16), PLI (9) Appoggio esterno Misto (5) Opposizione PCI (201), MSI-DN (30), PR (18), PdUP-PIC (6), Misto (1)Senato della Repubblica Maggioranza Pentapartito (188): DC (138), PSI (32), PSDI (9), PRI (7), Misto (2) Appoggio esterno Misto (8) Opposizione PCI (110), MSI-DN (13), Misto (2)

Il Governo godeva dell'appoggio dei seguenti partiti o gruppi presenti in Parlamento:

Democrazia Cristiana; Partito Socialista Italiano; Partito Socialista Democratico Italiano; Partito Repubblicano Italiano; Partito Liberale Italiano; Südtiroler Volkspartei (appoggio esterno); Union Valdôtaine (appoggio esterno).

Composizione Carica Titolare Sottosegretari Presidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Giovanni Spadolini (PRI) Francesco Compagna (PRI)Segretario del Consiglio dei ministri(fino al 24 luglio 1982) Ministri senza portafoglio Sottosegretari di Stato Affari regionali Aldo Aniasi (PSI) Carica non assegnata Coordinamento delle iniziative per la Ricerca scientifica e tecnologica Giancarlo Tesini (DC) Carica non assegnata Coordinamento delle Politiche comunitarie Lucio Gustavo Abis (DC) Carica non assegnata Coordinamento della Protezione civile Giuseppe Zamberletti (DC) Carica non assegnata Funzione pubblica Dante Schietroma (PSDI) Francesco Quattrone (DC) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Claudio Signorile (PSI) Salvatore Urso (DC) Rapporti con il Parlamento Luciano Radi (DC) Carica non assegnata MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Emilio Colombo (DC) Bruno Corti (PSDI) Raffaele Costa (PLI) Mario Fioret (DC) Roberto Palleschi (PSI) Interno Virginio Rognoni (DC) Marino Corder (DC) Angelo Maria Sanza (DC) Francesco Spinelli (PSI) Grazia e Giustizia Clelio Darida (DC) Giuseppe Gargani (DC) Domenico Raffaello Lombardi (DC) Gaetano Scamarcio (PSI) Bilancio e Programmazione economica Giorgio La Malfa (PRI) Giovanni Goria (DC)(fino al 3 giugno 1982) Emilio Rubbi (DC)(dal 3 giugno 1982) Finanze Rino Formica (PSI) Giuseppe Amadei (PSDI) Francesco Colucci (PSI) Paolo Enrico Moro (DC) Rodolfo Tambroni Armaroli (DC) Tesoro Beniamino Andreatta (DC) Carlo Fracanzani (DC) Giuseppe Pisanu (DC) Eugenio Tarabini (DC) Angelo Tiraboschi (PSI) Claudio Venanzetti (PRI) Difesa Lelio Lagorio (PSI) Bartolomeo Ciccardini (DC) Martino Scovacricchi (PSDI) Amerigo Petrucci (DC) Pubblica istruzione Guido Bodrato (DC)Antonino Drago (DC) Franca Falcucci (DC) Giuseppe Fassino (PLI) Sisinio Zito (PSI) Lavori Pubblici Franco Nicolazzi (PSDI) Mario Casalinuovo (PSI) Giorgio Santuz (DC) Agricoltura e Foreste Giuseppe Bartolomei (DC) Mario Campagnoli (DC) Fabio Fabbri (PSI) Trasporti Vincenzo Balzamo (PSI) Antonio Caldoro (PSI) Dino Riva (PSDI) Elio Tiriolo (DC) Poste e Telecomunicazioni Remo Gaspari (DC) Giorgio Bogi (PRI) Pino Leccisi (DC) Gaspare Saladino (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Giovanni Marcora (DC) Giovanni Angelo Fontana (DC) Enrico Novellini (PSI) Francesco Rebecchini (DC) Sanità Renato Altissimo (PLI) Maria Magnani Noya (PSI) Bruno Orsini (DC) Commercio con l'Estero Nicola Capria (PSI) Baldassare Armato (DC) Enrico Rizzi (PSDI) Marina mercantile Calogero Mannino (DC) Giovanni Nonne (PSI) Francesco Patriarca (DC) Partecipazioni statali Gianni De Michelis (PSI) Silvestro Ferrari (DC) Delio Giacometti (DC) Lavoro e Previdenza sociale Michele Di Giesi (PSDI) Mario Costa (DC) Angelo Gaetano Cresco (PSI) Mario Gargano (DC) Piergiovanni Malvestio (DC) Beni culturali ed ambientali Vincenzo Scotti (DC) Pietro Mezzapesa (DC) Turismo e Spettacolo Nicola Signorello (DC) Enrico Quaranta (PSI)

Cronologia 1981 Maggio 26-28 maggio: a 24 ore dall'atto formale delle dimissioni di Forlani il capo dello stato inizia le consultazioni in un clima reso incandescente dalle indagini sulla loggia P2. Tra DC e PSI, che hanno riunito le proprie direzioni in seduta notturna, esiste una profonda spaccatura, ma i secondi finiscono con l'accettare un reincarico a Forlani per timore di elezioni anticipate. Il presidente reincaricato, tuttavia, ha pochissimo spazio di manovra tra il suo partito, che chiede una riedizione del quadripartito allargato al PLI, e i socialisti che chiedono la guida del nuovo esecutivo.Dc, PSI e servizi segreti sospendono dagli incarichi tutti gli uomini coinvolti a qualsiasi titolo nella P2. Il Consiglio superiore della magistratura rinvia un'analoga decisione al riguardo dei magistrati.Il messaggero, 27-29 maggio 1981 30 maggio: all'assemblea generale della Banca d'Italia il governatore Carlo Azeglio Ciampi mette sotto accusa il governo uscente sul delicato tema dell'economia. Secondo i dati esposti all'esecutivo di Forlani è corrisposto un peggioramento del prodotto interno lordo e dei consumi che non si vedeva da almeno venti anni, principalmente a causa di un aumento della spesa pubblica e di provvedimenti economici inadeguati.

Giugno 4 giugno: dopo due giri di consultazioni Forlani non può ancora sciogliere la riserva. Le opposizioni accusano i partiti della ex maggioranza di voler trascinare la crisi fino al voto amministrativo del 21 giugno. Pertini impone al presidente incaricato un ultimatum: entro 48 ore deve decidere se continuare o rinunciare.Il messaggero, 5 giugno 1981 10 giugno: dopo tre giri di consultazioni e due vertici tra DC e PSI Forlani rimette l'incarico. Il conflitto DC-PSI e l'ostilità dei repubblicani verso il segretario socialdemocratico Pietro Longo, la cui posizione nei confronti della P2 deve ancora essere chiarita. Senza ulteriori consultazioni il capo dello stato conferisce un secondo incarico a Giovanni Spadolini, che dichiara di non voler partire da una formula di governo precostituita.Il messaggero, 11 giugno 1981 18 giugno: Spadolini scioglie la riserva ed accetta l'incarico.Il messaggero, 19 giugno 1981 21-22 giugno: elezioni amministrative: la DC è in flessione generale, il PCI mantiene le posizioni ed in qualche caso (come a Roma) aumenta. Si registra una forte avanzata dei partiti laici e un calo del MSI. I risultati incoraggiano la formazione del nuovo governo, che deve superare lo scoglio della scelta dei ministri.Il messaggero, 23 giugno 1981 28 giugno: il nuovo governo giura nelle mani del capo dello stato. Ne fanno parte 15 democristiani, sette socialisti, tre socialdemocratici, un repubblicano e un liberale.

Luglio 1 luglio: entra in vigore l'aumento del ticket sui medicinali varato il 28 maggio: si va da +200 lire per le confezioni che costano fino a 1000 lire a +1.500 lire per quelle che superano le 5.000 lire. È previsto un gettito ulteriore di 190 miliardi, da destinare alla spesa sanitaria.Il messaggero, 2 luglio 1981 2 luglio: il quotidiano Paese Sera pubblica alcune indiscrezioni sul programma di governo in tema di giustizia. Secondo il quotidiano romano Spadolini intende ampliare i casi di avocazione dei procedimenti da parte del procuratore generale, un'estensione delle ipotesi di ricusazione del pubblico ministero e ulteriori misure per garantire il segreto istruttorio. Non smentite dal presidente del consiglio, queste misure sono tacciate dalle opposizioni come condizioni imposte dai partiti di maggioranza coinvolti nell'affare P2.Il messaggero, 3 luglio 1981

6 luglio: dopo 47 giorni di prigionia le Brigate Rosse fanno ritrovare il corpo dell'ing. Giuseppe Taliercio, direttore del petrolchimico di Marghera.Il messaggero, 7 luglio 1981