Locandiere e commerciante di cavalli, divenne comandante contro l'invasione del Tirolo da parte delle truppe francesi.

Noto anche come Generale Barbone,A. Bertoluzza, Andreas Hofer il generale barbone, Curcu & Genovese, Trento 1999, p.105 guidò le milizie di insorti tirolesi che combatterono assieme all'esercito dell'Impero austriaco contro francesi, bavaresi ed alleati, nel corso della guerra della quinta coalizione, all'interno della quale si sviluppò l'Insorgenza tirolese.

La sua fama postuma si deve in massima parte alla propaganda asburgica ottocentesca, che ne riscrisse le imprese in un'ottica romantica, in un'epoca in cui i diversi nazionalismi europei creavano i loro miti nazionali. Inizialmente funzionale al nazionalismo pangermanista, il mito di Hofer ha subito, a seconda del momento e della situazione politica, diverse revisioni. Viene celebrato in accordo alla narrazione romantica di stampo ottocentesco e presentato come un eroe nazionale tirolese. In passato, in italiano era conosciuto anche con il nome di Andrea Hofer.

Biografia

Famiglia Nato il 22 novembre 1767, nel maso della famiglia Sandhof, era il minore e l'unico di sesso maschile dei sei figli di Josef Hofer e Maria Aigentler.. La famiglia Hofer gestiva da tempo l'osteria "alla Corona d'oro" e il maso ad essa annesso. Questa osteria era situata lungo una strada trafficata e di notevole importanza della Val Passiria che portava al passo Giovo. Il padre Josef e altri avi di Andreas erano stati anche funzionari dell'amministrazione giudiziaria locale come avvocati difensori.

Andreas crebbe in una famiglia profondamente cattolica. Un avo di Andreas era andato in pellegrinaggio in Terra santa e al ritorno aveva fatto erigere nel suo maso una piccola cappella..

La madre Maria morì quando Andreas aveva solo tre anni e il padre, nel 1772, si risposò con Anna Frick. Nel 1774 morì anche il padre, e il maso Sandhof venne gestito da Josef Grüner, il marito della sorella maggiore Anna (che invece si occupò dell'educazione dei fratelli), fin quando Andreas raggiunse la maggiore età. La legge tirolese del "maso chiuso", infatti, affermava che il maso doveva essere ereditato dal primo figlio maschio.

Giovinezza Frequentò la scuola elementare obbligatoria, introdotta nel 1774 dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Nello stesso periodo, aiutò la sua famiglia lavorando..

A questo scopo fu mandato in Trentino per poter imparare la lingua italiana, molto utile per il lavoro che avrebbe dovuto svolgere in seguito. Dapprima lavorò a Cles, il centro più importante della Val di Non, come stalliere, e successivamente, per tre anni, in un albergo a Ballino, un paese situato sulla strada fra Stenico e Riva del Garda.Si veda a questo proposito la testimonianza del 1887 di don Lorenzo Guetti, padre fondatore della cooperazione trentina, riguardo alla permanenza di Andrea Hofer a Ballino pubblicata al seguente link

Raggiunta la maggiore età, Andreas venne in possesso del maso di famiglia. Un suo compaesano, di nome Johann Stafler, così lo descrisse:

Si sposò con Anna Ladurner, una giovane contadina di Lagundo, nel 1789. Ebbe sei figlie e un figlio: Maria Geltrude, Maria Crescenzia, Rosa Anna, Anna Geltrude, Geltrude Giulia, Crescenzia Margarita e Johann Stefan.

Nel 1796 era in corso la Campagna d'Italia da parte del giovane Napoleone Bonaparte. In Tirolo si iniziò a temere una probabile invasione da parte delle truppe napoleoniche, cosicché varie compagnie di Schützen furono mobilitate. Hofer, dalla Val Passiria, presidiò il non lontano passo del Tonale.

Guerra della quinta coalizione e insorgenza tirolese del 1809

Il Tirolo, in seguito alla sconfitta dell'Austria nella guerra della Terza coalizione (1805-1806), fu annesso alla Baviera con la pace di Presburgo.

I bavaresi cominciarono a varare nella provincia tirolese (comprendente le attuali regioni del Tirolo in Austria e Trentino-Alto Adige in Italia) appena acquisita, una serie di riforme di stampo illuministico. Suscitò (come dovunque) resistenza l'introduzione della leva di massa sul modello francese, divenuta necessaria per via delle mutate esigenze belliche. Suscitarono resistenza anche le riforme per la limitazione del potere ecclesiastico, varate dal bavarese Maximilian von Montgelas.Maximilian von Montgelas (Monaco 1759 - ivi 1838), di origine savoiarda. Dapprima al servizio di Carlo II Augusto di Palatinato-Zweibrücken e poi segretario di Massimiliano IV Giuseppe il quale lo elesse primo ministro. Il conte di Montgelas mise in atto una serie di riforme: istituì l'eguaglianza fiscale e introdusse un'amministrazione centralizzata dei territori annessi (a partire dal 1803). Fece prevalere, poi, la sovranità statale sulle questioni ecclesiastiche. La sua politica estera era basata sull'amicizia francese, ottenendo così da Napoleone, l'elezione a regno nel 1805 della regione bavarese. Infine, diede, costretto dal principe ereditario Luigi, le dimissioni nel 1817. nonché l'introduzione della vaccinazione obbligatoria contro il vaiolo.

L'insurrezione cominciò subito dopo la scoppio della guerra della quinta coalizione, che iniziò il 10 aprile 1809 con l'invasione della Baviera, alleata della Francia, da parte dell'esercito austriaco, al comando dell'arciduca Carlo d'Asburgo-Teschen. Andreas Hofer, in base agli accordi segreti stabiliti con gli Asburgo, si mise allora a capo degli insorti.

All'insorgenza parteciparono anche trentini, dei quali morirono..

L'11 aprile 1809 Hofer con i suoi insorgenti occupava Vipiteno, già evacuata dai francobavaresi. Il 16 aprile l'esercito imperiale austriaco occupava Innsbruck.

A partire dal 30 aprile, una controffensiva francobavarese al comando del generale François Joseph Lefebvre riconquistò in breve l'intera regione. Il 23 maggio tuttavia, a Lefebvre fu ordinato di abbandonare il Tirolo per ricongiungersi al grosso delle truppe napoleoniche. Gli insorti approfittarono della situazione per lanciare una nuova offensiva. Nei giorni 25 e 29 maggio vennero combattute le due Battaglie del Monte Isel, in seguito alle quali le truppe bavaresi, battute infine il 29 maggio, dovettero ritirarsi sul fondovalle dell'Inn.

Nel mentre l'esercito dell'Impero austriaco era stato annichilito nella battaglia di Wagram, e fu costretto a chiedere la pace (Armistizio di Znaim), che ovviamente riconfermava il possesso della Baviera sul Tirolo, che fu riconquistato dal generale Lefebvre.

In seguito ad una nuova chiamata alle armi della milizia territoriale, i tirolesi ottennero un'ulteriore vittoria il 13 agosto 1809 presso il Monte Isel ( soldati bavaresi, sassoni e francesi al comando del generale François Joseph Lefebvre affrontarono un di poco inferiore schieramento di Schützen sotto la guida di Hofer), dopo la quale lo stesso Andreas Hofer si insediò alla Hofburg di Innsbruck come "reggente del Tirolo".

Fine dell'insorgenza e morte

Immediatamente dopo la pace di Schönbrunn, il Tirolo fu facilmente riconquistato da Eugenio di Beauharnais. Hofer offrì la resa in cambio della clemenza, e si ritirò presso la sua locanda.

Gli uomini più intransigenti raggiunsero però Hofer, convincendolo a rompere l'accordo. Si arrivò quindi ad un nuovo tentativo di insurrezione. Lo scontro si concluse di fatto il 1º novembre con la sconfitta tirolese sul Monte Isel, presso il ponte sull'Inn ad Innsbruck.

Hofer dovette fuggire; denunciato dall'ex insorto Franz Raffl (poi etichettato come il Giuda del Tirolo.), il 28 gennaio 1810 fu preso prigioniero nella baita della malga Pfandler, un pascolo alpino della fattoria di Prantago di fronte a San Martino in Passiria. Un testimone dell'arresto, Sweth, così racconta:

Condotto a Mantova, fu portato dinanzi a un tribunale militare. La popolazione di Mantova fece una colletta di scudi per liberare il condannato, ma non riuscendoci. Il denaro servì per pagare l'avvocato difensore Gioacchino Basevi. L'erudito padre Antonio Bresciani riporta un aneddoto secondo il quale in una notte di prigionia una stufa esalò gas tossici. Mentre il carceriere dormiva Andreas Hofer si rese conto del pericolo e salvò il carceriere, nonostante l'occasione di fuga che gli si era presentata.A. Bresciani, Sopra il Tirolo tedesco e altri luoghi di Italia, Parma 1840. Citato in F. M. Agnoli, Andreas Hofer, eroe cristiano, pp. 79-83; M. Viglione, Rivolte dimenticate: le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815, p. 133.

Scrisse nella sua ultima lettera, indirizzata all'amico Puhler:

Il 20 febbraio 1810 fu condotto davanti al plotone di esecuzione. Secondo la leggenda, nelle mani aveva un crocifisso ornato di fiori. Non si fece bendare e disse: "Io sto davanti a colui che mi ha creato e in piedi io voglio consegnargli la mia anima".

Le sue ultime parole si ritiene siano state "Franz, Franz, questo lo devo a te!", con ciò riferendosi a Francesco I, dal 1804 Imperatore d'Austria, che era passato dalla parte di Napoleone. Verrà anche riferito tuttavia che Hofer abbia esclamato, dopo che la prima salva sparata dal plotone d'esecuzione aveva mancato il bersaglio: "Ah, come sparate male!".

Le esequie furono celebrate nella chiesa mantovana di San Michele, dove Hofer venne sepolto nel cimitero vicino.

La salma di Andreas Hofer fu quindi trafugata ed è sepolta dal 1823 nella Hofkirche a Innsbruck. Kleine Chronik. (…) Hofers Gebeine, Morgenblatt, Nr. 16343/1910, p. 11, 20/02/1910.

Creazione del mito Con la Restaurazione le vicende dell'insorgenza caddero nell'oblio. La rivolta fu dimenticata nello stesso Tirolo: la situazione economica permaneva negativa ed era diffusa fra i tirolesi l’opinione che la guerra fallita, con tutte le sue devastazioni, fosse la causa principale della crisi. Inoltre molte delle misure legislative contro cui i rivoltosi avevano combattuto erano state conservate dall'impero d'Austria, cosicché anche sul piano politico l'insurrezione appariva un sostanziale fallimento. Il governo austriaco non commemorò le vicende; fra gli altri Metternich considerava Hofer soltanto un pericoloso ribelle. Il governo d'altronde non aveva interesse a celebrare uomini che prima erano stati istigati e quindi abbandonati dall'imperatore. A Vienna era ben noto il malcontento esistente in Tirolo per la conferma della legislazione napoleonica, cosicché le autorità imperiali non potevano certo favorire la conservazione del ricordo di chi si era sollevato in armi contro di essa. Inoltre gli Asburgo non si fidavano dei tirolesi.

Furono i poeti romantici a dare notorietà alle vicende dell'insorgenza, fra questi il fondatore del romanticismo inglese, William Wordsworth, che compose quattro sonetti dedicati a Hofer. Anche Coleridge, Lord Byron, e i coniugi Shelley se ne interessarono. Lo scrittore tedesco Theodor Körner aveva dedicato ad Hofer alcuni versi prima di morire. I poeti romantici crearono lo stereotipo dei semplici montanari "combattenti per la propria libertà"..