Giugliano in Campania (AFI: ; in napoletano, pronuncia ; comunemente abbreviato in Giugliano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania. È il primo comune d'Italia per popolazione tra i non capoluoghi di provincia o città metropolitana, l'unico fra questi al di sopra dei abitanti, nonché il secondo nella città metropolitana e della regione Campania.
Secondo la tradizione Giugliano sarebbe stata fondata da un gruppo di greco-cumani nel V secolo a.C., da cui l'appellativo "Cumana posteritas". Il territorio comprende i resti dell'antica città romana di Liternum, colonia dedotta nel 194 a.C. presso il Lago di Patria.Tito Livio, Ab Urbe condita libri 34, 45. Qui si ritirò in esilio volontario Publio Cornelio Scipione l'Africano, vincitore di Annibale a Zama, che vi morì nel 183 a.C.Tito Livio, Ab Urbe condita libri 38, 52.Tito Livio, Ab Urbe condita libri 38, 53. La tradizione vi ci colloca la sua villa e la sua tomba. Dopo il IV secolo d.C., a causa di alluvioni e invasioni barbariche, gli abitanti superstiti migrarono verso l'attuale centro storico.
In età moderna fu governatore della città Giovan Battista Basile, autore de Lo cunto de li cunti, raccolta che include La gatta Cenerentola, prima versione letteraria europea della celebre fiaba: da qui il soprannome di "Città della Fiaba". È nota anche come "Città della melannurca".
Dal 2012 ha sede a Giugliano, presso Lago Patria, l'Allied Joint Force Command Naples, uno dei due comandi operativi strategici della NATO in Europa.
Geografia fisica Territorio La città sorge nella zona nord-occidentale dell'entroterra di Napoli, il cosiddetto agro giuglianese, confina a nord con l'agro aversano (provincia di Caserta) e a sud con i Campi Flegrei.
Il territorio si trova nella Pianura Campana ed è, nella parte orientale e centrale, pressoché pianeggiante, per poi degradare dolcemente verso occidente fino al mare, l'unico rilievo è il Monte San Severino. Il dislivello altimetrico è compreso tra i pochi metri sul livello del mare della zona marittima ai 97 metri sul livello del mare del centro storico.
Il tratto costiero, basso e sabbioso, si estende sul Litorale Domitio per circa 2,5 chilometri, dalla Marina di Varcaturo a Lido di Licola (o Licola Mare). All'interno del territorio si trova il Lago di Patria, con l'omonima località sulle sue sponde. Il lago non è di origine vulcanica, ma residuale retrodunale, cioè generato dalla chiusura di dune sabbiose verso il mareAdriana Giarrizzo, Risultati di alcune ricerche sul Lago di Patria, in Bollettino Soc. Geografica Italiana, 1952, pp. 136-144.Domenico Ruocco, Campania, Coll. "Le Regioni d'Italia", Torino, UTET, 1976, pp. 146-149..
Classificazione sismica: zona 2 (rischio medio)
Clima
Il clima è di natura mediterranea, con inverni miti ed estati calde.
Origine del nome
Una prima ipotesi sull'origine del nome è legata alla tradizione secondo cui Giugliano sarebbe stata fondata da un gruppo di greco-cumani nel V secolo a.C., che avrebbero creato un villaggio chiamato Lilianum per la presenza di una vasta fioritura di gigli (dal latino lilium) nell'area. Questa spiegazione, però, non ha ancora avuto riscontri archeologici.
Secondo un'altra tesi, invece, il nome deriverebbe dall'antroponimo latino Julius perché in questi luoghi ci sarebbe stata una villa di Giulio Cesare, presso la quale gli abitanti avrebbero poi costruito un villaggio (Iulianum). Inoltre a Giugliano, lungo il corso della via Consolare Campana, sorgeva una località ritenuta molto anticaNicola De Carlo, Organizzazione territoriale antica e tracce di centuriazione romana nell'agro giuglianese, in "Raccolta Rassegna Storica dei Comuni", vol. 24, Istituto di Studi Atellani, 2010, pp. 83-95 denominata "San Cesario" (San Cesareo o Cesario, diacono e martire ha sostituito e cristianizzato il culto di Giulio Cesare). Fonti medievali e tradizioni locali, tra cui una testimonianza di Francesco Petrarca, sosterrebbero che sia stato proprio Cesare a dar vita all’insediamento chiamato Iulianum. Tuttavia, non sono rintracciabili fonti romane dirette a conferma.
Secondo la teoria più accreditata, il toponimo deriverebbe dal latino Iulius, con l'aggiunta del suffisso -anus, che indica appartenenza. Il toponimo originario sarebbe quindi Iulianum, cioè "fondo del Giulio", riferibile alla gens Iulia, una delle famiglie patrizie romane. Si ipotizza che in quest'area si trovasse una villa, forse legata alla gens Iulia, dalla quale sarebbe poi sorto un insediamento rurale denominato praedium Iulianum.
È invece da escludere una derivazione dal culto di San Giuliano, ipotesi che potrebbe sorgere per analogia con altri toponimi italiani, ma che non trova fondamento nei documenti antichi relativi al nome della città. Il culto del santo si è affermato nel XVII secolo e non ha influenzato la denominazione originaria.
Storia
Età antica Il territorio giuglianese fu abitato sin dall'età del ferro dalle tribù, definite dagli storici romani, italiche. Tra il V e il IV secolo a.C. vi si stanziarono gli Osci, i quali fondarono, tra le molte città, Atella e Liternum (situata sulle sponde del lago Patria), fiorenti sotto il dominio di Roma. L'area è quella della Liburia - Terra di Lavoro, la parte più fertile della Campania felix.
Il grande numero di reperti archeologici attesta la presenza di insediamenti romani. Ma la tradizione vuole che un nucleo di Cumani, rifugiatosi nelle campagne giuglianesi nel 421 a.C., chiamò Leirianum la zona, per un'estesa fioritura di gigli, e quindi Lilianum.
La zona attorno al lago Patria era abitata già in epoca preistorica e successivamente da popolazioni di stirpe osca che vi crearono un insediamento. La colonia fu ampliata dai romani nel 194 a.C. con la fondazione di Liternum, assegnata a dei veterani della seconda guerra punica appartenenti all'esercito di Publio Cornelio Scipione l'Africano che qui si rifugiò esule, in una villa fortificata, e vi morì nel 183 a.C..
Secondo l'uso repubblicano una parte delle terre più fertili venne distribuita in piccoli poderi ai veterani, mentre la maggiore estensione restò formalmente al demanio; con il passare dei secoli, tuttavia, l'impoverimento dei piccoli proprietari e la crescente potenza dell'aristocrazia portarono di fatto queste terre sotto il controllo delle grandi famiglie. Buona parte di esse finì nella disponibilità della gens Iulia, cui appartennero gli imperatori della dinastia giulio-claudia a partire da Ottaviano Augusto: da tale presenza deriverebbe il toponimo prediale Iulianum, all'origine del nome Giugliano, e a questa tradizione si lega l'ipotesi di una villa rustica della famiglia, la mai individuata Villa Juliana.
Liternum vide il massimo sviluppo in epoca augustea, soprattutto tra la fine del I ed il II secolo d.C. grazie alla costruzione della Via Domiziana che ne favorì il collegamento con le altre colonie.. A partire dalla tarda età imperiale la città subì un progressivo abbandono. L'instabilità politica, lo spopolamento, l'impaludamento e le pestilenze segnarono la fine di Liternum. Dopo il IV secolo, a seguito di alluvioni e alcune invasioni barbariche, la popolazione superstite migrò verso l'attuale centro storico di Giugliano; il popolamento interessò dapprima le ville rustiche più vicine, come Pagliarone, Casa Genziana e Torre Magna, che accolsero i profughi e diedero origine ai primi nuclei degli abitati odierni.
All'ultima fase di vita della città appartengono le prime comunità cristiane e la fondazione della basilica di Santa Fortunata, ricordata in una donazione della principessa Aloara di Capua dell'anno 986, che descrive la chiesa distrutta e riedificata presso il lago di Patria. Nello stesso documento il toponimo Patria compare ormai al posto dell'antico nome Liternum. Secondo una ricostruzione ottocentesca la denominazione sarebbe derivata dal ritrovamento di un frammento dell'epitaffio di Scipione, con le parole «Ingrata patria, ne ossa quidem mea habes», ma di tale reperto non esiste alcuna documentazione e più semplicemente furono probabilmente gli stessi discendenti dei liternini, trasferitisi nell'entroterra, a chiamare Patria la loro città d'origine.
Il primo nucleo di Giugliano sorse presso una direttrice secondaria che collegava Liternum ad Atella, all'interno di una centuria dell'agro liternino. Il tracciato, ancora visibile nel 1715 secondo la testimonianza di Fabio Sebastiano Santoro presso l'attuale località Arco Sant'Antonio, è confermato da toponimi antichissimi come Compuscinum, Fondola e Spazzini; agli storici locali Santoro e Basile si deve inoltre la notizia di un pozzo scavato nel 777. In età longobarda un territorio detto Iuniano compare fra i beni che Arechi II di Benevento donò nel 774 al cenobio di Santa Sofia di Benevento, secondo una donazione che documenta al tempo stesso l'esistenza di un centro produttivo agricolo e la persistenza della viabilità di epoca romana. Un'ulteriore attestazione dell'insediamento risalirebbe al 948, quando il Chronicon Vulturnense lo indicherebbe come Ignanu, tappa del percorso verso la cella di San Sossio in Pantano..
Il medioevo L'anno 1207 segna una svolta decisiva nella storia del piccolo centro feudale; in quell'anno Cuma fu distrutta dai Napoletani, al comando di Goffredo di Montefuscolo. I Cumani fuggiaschi trovarono ospitalità a Giugliano, fondando insediamenti sparsi, insieme con il Clero ed il Capitolo Cattedrale, trasferendovi anche il culto di San Massimo e Santa Giuliana. Questi nuclei si disponevano lungo la via consolare Campana, rimasta in uso fino al XIII secolo circa, mentre il territorio veniva frazionato in più feudi secondo l'uso longobardo, accentuando il carattere multipolare dell'abitato. Diminuirono le antiche ville rustiche, sostituite da nuovi insediamenti rurali e masserie-villaggio gestite dai monasteri, e la popolazione si spostò sempre più verso l'interno, lontano dalla costa. Lungo il tratto della consolare che ricade nell'odierno territorio giuglianese si concentrano alcune delle masserie più antiche, come Casacugnano, Le Canne e Casacelle, allora in una zona di frontiera contesa fra il principato longobardo di Capua e il ducato bizantino di Napoli, che trovò stabilità solo con l'arrivo dei Normanni ad Aversa. I benedettini dei Santi Severino e Sossio, quelli di Montevergine e altri ordini accrebbero in questo periodo i propri patrimoni grazie a donazioni e lasciti disposti per la salvezza dell'anima. Proprio la stratificazione di questi antichi insediamenti, che collega Liternum al villaggio medievale, ha fatto ritenere quest'area il vero centro antico di Giugliano.