La scuola primaria, comunemente detta scuola elementare, rappresenta, nell'ordinamento scolastico italiano, il primo livello del primo ciclo di studio dell'istruzione obbligatoria. È normalmente suddivisa in cinque classi.

L'espressione scuola primaria fu introdotta ufficialmente in Italia nel 2003, per una scelta contenuta nella riforma Moratti. Il termine "elementare" fa riferimento al fatto che nella scuola così definita si insegnano le basi della conoscenza, gli elementi fondamentali della scienza, dell'arte e dello studio in genereVocabolario Treccani, voce elementare.. È rimasto nell'uso comune perché per molti decenni, fino al 2003, era la denominazione ufficiale di tale ciclo.

Dura cinque anni, dai 6 agli 11 anni. È preceduta dalla scuola dell'infanzia, comunemente detta scuola materna, ed è seguita dalla scuola secondaria di primo grado, comunemente detta scuola media.

Storia Dall'unità d'Italia al XX secolo

Oggetto di diverse riforme sia prima sia dopo l'unità d'Italia, la scuola elementare a tempo pieno comincia ad affermarsi nel 1971Piergiorgio Todeschini, La pedagogia delle norme. L'esperienza del Tempo Pieno nella scuola elementare in Idee di scuola a confronto: contributo alla storia del riformismo scolastico in Italia, a cura di Elio Damiano, Armando Editore, 2003, p. 62.. Essa nasce come risposta sia alla necessità di miglioramento del sistema scolastico e dell'apprendimento degli alunni, sia alle nuove esigenze lavorative dei genitori. Inizialmente ciò consiste in lezioni pomeridiane, organizzate da insegnanti diversi rispetto a quelli curricolari, dove i bambini si ritrovano per discutere, dipingere, stampare giornalini o dedicarsi a quelle attività non concluse o non sufficientemente approfondite al mattino.

La novità consiste nel fatto che durante l'apertura pomeridiana la scuola organizza gli incontri mantenendo la divisione degli alunni nelle classi, permettendo così un maggiore legame con le attività svolte dai bambini durante il normale orario di scuola. In pochi anni il modello si diffonde

La scuola elementare fino al 1990 era organizzata secondo il principio del maestro unico, cioè un maestro per ciascuna classe. Dal 1990, con l'approvazione della legge n. 148 del 5 giugno 1990 e dopo anni di sperimentazione, questa figura scomparve e si passò al gruppo di docenti, il cosiddetto modulo didattico.

Prima della riforma Moratti, il quinquennio era strutturato in due cicli didattici distinti ma unitari:

il primo ciclo che comprendeva la 1ª e la 2ª classe elementare; il secondo ciclo costituito dal triennio terminale dell'istruzione elementare.

Al termine del quinquennio aveva luogo l'esame di licenza elementare, che dava accesso alla scuola media inferiore (detta burocraticamente scuola secondaria di primo grado), e che è stato abolito dal Governo Berlusconi III.

Nella scuola elementare, dal 1990 in poi, gli insegnanti erano tre ogni due classi, oppure quattro ogni tre classi; ciascuno di essi era titolare di un ambito disciplinare (linguistico-espressivo, matematico-scientifico, antropologico).

La riforma Moratti Con la riforma Moratti degli anni 2000, i programmi ministeriali hanno subito un cambiamento drastico di riduzione dei programmi per quanto riguarda lo studio delle materie di storia, geografia e scienze. Infatti, i contenuti sono stati ristrutturati in modo da creare un continuum con la scuola secondaria di I grado che segue.

ClasseStoriaGeografiaScienze1ª Avviamento disciplina Avviamento disciplina Avviamento disciplina 2ª Concezione del tempo in generale e del proprio Conoscenza paesaggi e concezione orientamento Conoscenza degli elementi/fenomeni naturali e degli animali3ª Studio dalla Preistoria alla scoperta della scrittura Conoscenza approfondita dei paesaggi Studio approfondito di animali, piante; fenomeni naturali4ª Studio delle prime civiltà antiche Studio dell'Italia dal punto di vista fisico Studio della natura e della struttura corporea degli animali5ª Studio della civiltà greca, popoli italici e antica Roma fino alla caduta dell'Impero romano Studio delle regioni italiane Studio del corpo umano

Con il decreto legislativo n. 59 del 2004 applicativo della legge Moratti nacque la figura del docente tutor: una figura di orientamento, di consulenza e di tutorato per ciascuno studente, al fine di giungere a un grado crescente di personalizzazione dei processi di insegnamento e di apprendimento.

La riforma Gelmini La riforma Gelmini ha reintrodotto il "maestro unico" (anche detto "prevalente") come possibilità facoltativa per le famiglie, a partire dalle classi della scuola primaria dell'anno scolastico 2009/2010. La riforma ha previsto anche l'emanazione di alcuni decreti attuativi per realizzarne i contenuti.

Ordinamento generale

Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89, l (emanato in base alla legge 6 agosto 2008, n. 133), in particolare il primo ciclo d'istruzione in si compone di cinque periodi didattici:

un anno iniziale, che comprende la 1ª classe della scuola primaria il 1º biennio che comprende la 2ª e 3ª classe della scuola primaria il 2º biennio che comprende la 4ª e 5ª classe della scuola primaria il 3º biennio che comprende la 1ª e 2ª classe della scuola secondaria di primo grado (o scuola media) il periodo didattico finale che comprende la 3ª classe della scuola secondaria di primo grado (o scuola media)

Al termine dell'ultimo periodo didattico, cioè al termine della cosiddetta scuola media, è previsto un esame di Stato, al quale gli studenti sono ammessi con lo scrutinio finale e che consiste di tre prove scritte e un colloquio orale. Le tre prove scritte sono preparate dalle singole scuole e sono la prova di "Italiano", di "Lingua straniera" e di "Matematica".

Dall'anno scolastico 2017/2018 la partecipazione alle prove nazionali di italiano, matematica e inglese predisposte dall'INVALSI costituisce un requisito di ammissione all'esame ma non incide sul voto dell'Esame di Stato.

Nella tabella sottostante si evidenzia la collocazione della scuola elementare nel complesso del sistema scolastico italiano. La riga più alta indica l'età degli studenti; in rosso è segnato il periodo dell'obbligo scolastico. 2½~4 4~5 5~6 6~7 7~8 8~9 9~10 10~11 11~12 12~13 13~14 14~15 15~16 16~17 17~18 18~19 19~20 20~21 21~22 22~23 23~24 Istruzione prescolastica Istruzione primaria Istruzione secondaria Istruzione superiore (I) (II) (III) I II III IV V VI VII VIII IX X XI XII XIII I II III IV Vscuola secondaria di II grado (scuola superiore) scuola dell'infanzia (scuola materna) scuola primaria (scuola elementare) scuola secondaria di I grado (scuola media) licei università eformazione artistica, musicale e coreutica istituti tecnici istituti professionali

Il regime orario L'orario disponibile è su base settimanale e prevede una scelta tra 24, 27, 30 e 40 ore settimanali; in quest'ultimo caso detto "tempo pieno". Tale ultimo modello (introdotto per la prima volta dalla legge 24 settembre 1971, n. 820) attualmente si articola su un tempo scuola di 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì, con 30 ore di lezione, sia al mattino sia al pomeriggio, e 10 ore di mensa e gioco post mensa. È però possibile usufruire del tempo pieno a 40 ore settimanali in presenza di determinate condizioni, come specificato anche dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca:

presenza e disponibilità di locali o spazi adeguati a garantire il tempo pieno, la mensa deve essere preferibilmente interna alla scuola, ci deve essere la disponibilità degli insegnanti a insegnare in questo formato orario: ne saranno nominati 2 che di conseguenza saranno titolari entrambi sulla stessa classe.

L'attività didattica In ogni classe lavorano due insegnanti contitolari che si alternano al mattino e al pomeriggio con orari stabiliti in interclasse sulla base delle esigenze derivate dall'organizzazione dell'attività di classe e di interclasse. Gli insegnanti avevano due ore di compresenza ciascuno, nelle quali erano quindi presenti contemporaneamente in classe, ora abolite dalla Legge 169/2008.

momenti di lavoro in classe (gli insegnanti operano per aree disciplinari, con una suddivisione di compiti che tiene conto, in genere, di attitudini e competenze specifiche); momenti di lavoro in piccoli gruppi, di classe o di interclasse, per attività di lavoro in laboratorio (scienze, informatica, matematica, storia, musica, pittura...), il lavoro può essere di approfondimento, di recupero, di ricerca; momenti di lavoro con singoli bambini per il recupero di abilità specifiche. Gli insegnanti programmano, operano, verificano collegialmente in momenti specifici: con il contitolare ed eventualmente con l'insegnante di sostegno (incontri tra contitolari); con i colleghi di interclasse (incontri di interclasse); con tutti i colleghi della scuola (Collegio Docenti). L'orario degli insegnanti è di 22 ore di docenza e 2 ore per le attività di programmazione di classe e di interclasse.

Possibilità di iscrizione anticipata La legge 28 marzo 2003, n. 53 e il d.lgs. 19 febbraio 2004, n. 59 danno la possibilità dell'anticipo di iscrizione alla scuola elementare. Tale opzione è però riservata agli studenti che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento. L'ammissione anticipata è subordinata alla disponibilità dei posti dell'istituto scolastico scelto e avviene attraverso apposita domanda.MIUR - Ministero della pubblica istruzione, università e ricerca, Anticipi di ammissione alla scuola .

Esame finale Fino all'entrata in vigore del d.lgs. 19 febbraio 2004, n. 59 era previsto un esame finale per il conseguimento della licenza elementare, nelle scuole statali e paritarie italiane che permetteva il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media inferiore. Esso consisteva in due prove scritte (linguistico-espressiva e logico-matematica) e una prova orale.

Per effetto del d.lgs. 59/2004, a decorrere dall'anno scolastico 2003-2004, tale esame è stato sostituito dal primo ciclo dell'istruzione obbligatoria comprendente scuola primaria e secondaria di primo grado, e che si conclude con un esame di Stato al termine di quest'ultimo.

Il quadro orario L'orario, ai sensi della riforma Moratti (d.lgs. 19 febbraio 2004, n. 59) e del suddetto D.p.R 89/2009 può essere ripartito in 24, 27, 30 e 40 ore elevabile fino ad un limite massimo di 50, la scelta è rimessa ai singoli istituti, sulla bade dell'autonomia scolastica.

Il Ministero con propri atti indica il numero minimo di ore da dedicare alle singole discipline, mentre spetta alle singole scuole, in virtù dell'autonomia scolastica, definire il proprio quadro orario. Quello che segue è un modello puramente indicativo per un curricolo di 24 e 27 ore.

Orario di 24 ore Discipline1º anno2º anno3º anno4º anno5º annoItaliano 66666Inglese12333Storia** 22222Geografia** 11111Matematica55555Scienze22222Tecnologia ed informatica11111Musica11111Arte ed immagine11111Educazione fisica11111Religione cattolica oppure attività alternative22222Totale ore settimanali2424242424

Orario di 27 ore Discipline1º Anno2º Anno3º Anno4º Anno5º AnnoItaliano 77666Inglese12333Storia** 33333Geografia** 11111Matematica76666Scienze22222Tecnologia ed informatica11111Musica11111Arte ed immagine11111Educazione fisica11111Religione cattolica oppure attività alternative22222Totale ore settimanali2727272727 (** Con Cittadinanza e Costituzione come prescritto dalla legge 169 del 2008. Con la L.92/2019, è stata introdotta la disciplina "educazione civica", per almeno 33 ore e affidata in contitolarità a tutti i docenti della classe)

Dati statistici Da una ricerca dell'"Istituto di scienze e tecnologie della cognizione" del CNR è risultato che all'inizio del 2013 solo il 7% dei bambini italiani si reca a scuola da solo, l'autonomia dei bambini tedeschi è al 40%, quella degli inglesi al 41%.

Note

Bibliografia